
Sostenere le famiglie responsabili e stabilizzare i prezzi delle case favorendo la rinegoziazione dei mutui. È questo l’obiettivo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è posto presentando il 18 febbraio scorso, a Phoenix (Arizona), il proprio “Piano casa” per favorire il superamento della gravissima crisi immobiliare e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia americana e mondiale.
L’Homeowner affordability and stability Plan, questo è il nome dell'intervento messo a punto dall’Amministrazione presidenziale di concerto con il Congresso e il direttore del Federal deposit insurance corporation (Fdic) Sheila Bair, si va ad aggiungere ad altri due provvedimenti varati dal governo federale a supporto dell’economia che prevedono un investimento complessivo di circa 787 miliardi di dollari: l’American recovery and reinvestment Act, finalizzato a salvare milioni di posti di lavoro e a crearne di nuovi, e il Financial stability plan, il cui obiettivo primario è quello di favorire il rilancio del settore creditizio eliminando gli asset “tossici”. Attualmente, secondo le stime della Casa Bianca, milioni di famiglie americane che non hanno nessuna responsabilità nella vicenda dei mutui subprime (i prestiti facili per l'acquisto di immobili alla base del tracollo del sistema finanziario americano e mondiale), sono stati coinvolti nella crisi finanziaria e le loro proprietà hanno subito un crollo di valore, rendendo ancora più difficile far fronte alle rate dei mutui. Per l’Amministrazione federale, la crisi immobiliare di oggi è reale ma momentanea: a seguito del crollo del prezzo delle case, la domanda dovrebbe aumentare naturalmente perché il mercato cerca automaticamente un nuovo equilibrio. In assenza di un intervento risolutivo, però, si rischia di favorire una spirale in cui i pignoramenti dei mutuatari, che non riescono ad affrontare le proprie spese, possono spingere ulteriormente al ribasso i prezzi delle case, riducendo anche il valore degli immobili delle famiglie che non sono cattive pagatrici e rendendo così difficile per tutti la ripresa economica. Proprio i pignoramenti, secondo alcuni studi statunitensi di settore, possono ridurre il valore delle proprietà di un intero quartiere di circa il 9%, vanificando gli sforzi delle famiglie che rispettano le scadenze delle rate dei prestiti ipotecari. E' per questo motivo che il piano Obama per la casa, che prevede una spesa di circa 75 miliardi di dollari, intende offrire assistenza e supporto a 7-9 milioni di famiglie che non hanno causato la propria situazione debitoria e che cercano di evitare il fallimento del proprio bilancio, una condizione in grado di produrre una serie di gravissime ripercussioni sull’economia statunitense già in grande difficoltà. Non bisogna dimenticare, infatti, che la legislazione americana, a differenza di quella italiana, consente ai nuclei familiari di dichiarare fallimento, esattamente come se si trattasse di un'azienda, impedendo in questo modo ai creditori di ottenere l’intera somma dovuta. Proprio per ridurre il ricorso ai pignoramenti da parte degli istituti di credito, il pacchetto di interventi per la casa firmato dal presidente americano prevede la creazione di un fondo, con la dotazione di 10 miliardi, per favorire la rinegoziazione dei mutui, entro giugno 2010, per 4-5 milioni di famiglie nel caso in cui il loan to value ratio – cioè il rapporto tra l’ammontare del finanziamento erogato e il valore del bene ipotecato – sia compreso tra l’80% e il 105%. Le altre misure introdotte riguardano la stabilizzazione della situazione debitoria di circa 3-4 milioni di famiglie a rischio, aiutando quelle responsabili a evitare la perdita della propria abitazione attraverso un meccanismo che prevede il finanziamento della riduzione dell’importo mensile lordo dei mutui, al quale accedere con apposita domanda entro il 31 dicembre 2012, dal 38% al 31%, in modo da ribassare del 2% l’importo della rata per 5 anni. Per favorire ulteriormente la riduzione del peso dei mutui sui budget famigliari, l'intervento dell'amministrazione Obama promuove anche un progetto per ridare fiducia ai colossi del credito immobiliare Usa Freddie Mac e Fannie Mae, ormai nazionalizzati, fissando una serie di incentivi sia per coloro che prestano e modificano i mutui (1000 dollari per ogni modifica certificata), che per i mutuatari in regola con i pagamenti (riduzione del debito di 1000 dollari l’anno per cinque anni). Questi provvedimenti voluti dalla Casa Bianca sono stati accolti con grande favore dagli economisti, che secondo il sondaggio Blue chip economic indicator, uno dei più importanti del settore, ne hanno esaltato l’opportunità in vista dell’imminente ripresa dei consumi e del mercato immobiliare attesa per la seconda metà del 2009. Malgrado questi segnali positivi, però, si ritiene che il tasso di disoccupazione continuerà ad aumentare fino al 2010, raggiungendo il picco massimo del 9,8% proprio nel secondo semestre 2009 e che il Prodotto interno lordo (Pil) quest’anno possa contrarsi ulteriormente del 2,6%. Quindi le previsioni economiche nell’immediato non sono assolutamente positive e proprio per questo il presidente Obama ha annunciato l’imminente adozione di ulteriori misure per sostenere il mercato interno nel difficile cammino verso la ripresa.
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