
Evitare il fallimento di Aedes, la prima società immobiliare italiana quotata in Borsa, non sembra più un’utopia.
Il 26 marzo scorso il Cda della società ha approvato il piano messo a punto da Vi-Ba (Amenduni) e Isoldi per assumere il controllo di Aedes. Il progetto ha ottenuto anche il via libera delle banche titolari dell’83% dei debiti chirografari (ipotecari), pari a 310 milioni, e la Consob, il 4 aprile, ha concesso l’esenzione dall’Opa sul gruppo immobiliare. A questo punto la positiva conclusione delle trattative sembra una pura formalità. All’appello per il via libera definitivo mancano infatti gli istituti di credito che rappresentano il 17% dell’esposizione che, a quanto pare, hanno dubbi sull’aumento di capitale in natura previsto da Isoldi. Una mossa, quest’ultima, che dovrebbe servire a rafforzare il patrimonio di Aedes ma che per alcune banche potrebbe concludersi con un ulteriore aggravio della posizione debitoria del gruppo. Il piano di salvataggio predisposto da Vi-Ba e Isoldi comunque prosegue e prevede quattro mosse. Innanzitutto sarà promosso un aumento di capitale da 150 milioni, 115 dei quali garantiti da Isoldi (70 milioni) e Amenduni (45 milioni). Quindi ci sarà l’impegno, da parte delle banche, di trasformare i 310 milioni di debiti chirografari in azioni ordinarie a cinque anni, così da rafforzare il profilo finanziario di Aedes. Ci sarà poi un aumento di capitale da 170 milioni (70 da parte di Isoldi e 100 in asset immobiliari), indispensabile per realizzare il nuovo piano industriale 2013, con la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente dopo la cessione di asset non strategici. Previsto infine il rafforzamento dell’attività di fund management, con il lancio di due fondi immobiliari di terzi e la gestione dei centri commerciali di media grande dimensione attraverso Agorà.
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