
Le domande che, a poche settimane dal voto, la categoria degli agenti immobiliari si pone, sono sostanzialmente due: “ Sarà in grado il futuro Governo di risolvere la crisi del settore immobiliare?”
e ancora, in riferimento alle liberalizzazioni “Sarà accolta la richiesta della categoria di mantenere attivo il ruolo istituito presso le Camere di Commercio per gli agenti immobiliari?”. Domande di non poco conto vista la crisi del settore immobiliare e tenuto conto che il real estate è, da sempre, trainante nei confronti dell’intera economia Italiana.
Settore che in questi due anni è stato duramente colpito, da provvedimenti di natura fiscale – Visco Bersani luglio 2006- e da problemi congiunturali e finanziari come la crisi dei mutui subprime.
In questi ultimi due anni di Governo Prodi, la Federazione si è impegnata in un estenuante opera di relazione con tutte le forze politiche e con tutte le istituzioni, al solo fine di cercare di mettere la “classica pezza” ad un complesso normativo riguardante la nostra professione e più in generale la fiscalità immobiliare, che cercava di legiferare tutto ed il contrario di tutto. Gli esempi sono numerosi; pensiamo solo al fatto che nella finanziaria 2006 veniva previsto l’obbligo di inserire negli atti notarili il numero di iscrizione al ruolo degli agenti immobiliari, aumentando peraltro le sanzioni per gli abusivi e che a gennaio 2007 il Ministro Bersani chiedeva l’abolizione del ruolo stesso.
Voglio sperare che il nuovo Governo abbandoni la linea punitiva instaurata da Visco nei confronti degli agenti immobiliari, abolendo immediatamente quella “mostruosità” rappresentata dal pagamento in solido della tassa di registro tra cliente e agente immobiliare. Ma ancor più, mi auguro che il nuovo Governo ascolti finalmente la voce di una categoria che ha un grosso impatto sulla società italiana. Il cliente tipico delle nostre agenzie è infatti il nucleo familiare, ecco perché ritengo che più che “togliere” alla nostra professione si debba “aggiungere”, sia in termini di professionalità e formazione che di tutela per il cittadino consumatore. E’ impensabile che l’ultimo Governo si sia concentrato solo sull’abolizione del ruolo.
Ma la nostra categoria vive un problema che viene da più lontano, da un rapporto con il consumatore che nasce da una concezione sbagliata, quella che basta comunicare solo verbalmente all’agente il desiderio di vendere o acquistare un bene. Il contratto verbale di per sé non tutela ne il consumatore ne l’agente immobiliare; nasce quindi l’esigenza di rendere obbligatorio per legge il mandato, in esclusiva o non in esclusiva.
A questo provvedimento si deve accompagnare l’obbligatorietà per cui l’agente immobiliare deve erogare dei servizi minimi, quali ad esempio le ipotecarie catastali e la regolamentarietà edilizia del bene. Ed ancora, si deve prevedere l’accesso alla professione di agente immobiliare attraverso un percorso scolastico che porta al conseguimento di un diploma di scuola media superiore così come avviene per geometri e ragionieri.
Su queste proposte ed altre, anche di natura fiscale, si è aperto un dibattito all’interno della federazione, che porterà in questi giorni, all’approvazione di un documento politico programmatico da presentare ai candidati dei vari schieramenti.
Vista la situazione economica italiana e, più in generale, guardando allo stato dell’economia mondiale, la coalizione che vincerà le elezioni dovrà prendere provvedimenti immediati per il rilancio dell’economia e della produttività, abbandonando, di conseguenza, quelle politiche volte all’impoverimento delle imprese e delle famiglie, attraverso l’aumento delle tasse.
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