
Il settore immobiliare è da sempre il motore
dell’economia italiana e, nel contempo,
è
anche il più grande serbatoio a cui lo Stato
e le realtà locali attingono per rimpinguare
le proprie casse. Durante l’anno appena
trascorso molte grida di allarme si sono levate,
avvertendo che il mercato stava entrando
in una fase di recessione.
Nel giugno 2007 la Fiaip aveva previsto un
forte calo del numero delle transazioni e,
dal settembre successivo, non potendo
negare l’evidenza, anche Nomisma ed altri
ancora si erano accodati alle previsioni del
nostro Ufficio Studi.
Naturalmente il calo del numero delle transazioni
ha colpito e colpirà pesantemente,
nel corso del 2008, anche la nostra categoria.
Per questo, la Fiaip chiede a gran
voce alle forze politiche di non abbandonare
il settore immobiliare e soprattutto di
non vederlo come una “mucca da mungere”
ma come il motore per rimettere in
sesto l’economia Italiana.
Nel frattempo i partiti parlano di un rilancio
delle politiche per la casa a favore delle
fasce deboli, e, non avendo uno sguardo
attento sulle dinamiche del mercato immobiliare,
il Governo ha ripetuto la vecchia
formula dell’edilizia agevolata, strumento
ormai desueto, che aveva una ragion d’essere
nel periodo del dopo guerra quando
masse di cittadini si spostavano dalla campagna
verso le città. La situazione attuale
richiede uno sforzo al mondo politico, che
dovrà adeguare le politiche abitative ad
una situazione più dinamica e più vicina al
mercato. Che senso ha, infatti, prevedere
la costruzione di nuove abitazioni pubbliche,
quando sul mercato le scorte di alloggi
invenduti sono enormi? La risposta è
scontata per molti, ma non per chi in Italia
ha fatto dell’emergenza abitativa il proprio
cavallo di battaglia pre e post elettorale.
Ritengo che l’unica soluzione che possa
agevolare il cittadino nell’acquisto del proprio
alloggio, sia quella di contributi statali
- da calcolarsi in base al reddito - e la completa
detassazione della prima casa. Tale
strumento permetterebbe al consumatore
di rivolgersi all’azienda privata per l’acquisto
della propria abitazione e metterebbe
il cittadino in condizione di scegliere zona
e qualità costruttiva. In questo modo si eviterebbe
di vedere una parte della nostra
società ghettizzata in interi quartieri ad edilizia
popolare. Questi ghetti, costruiti in
fretta e furia, nelle periferie delle grandi
città italiane, da architetti che guardano
all’estetica pura e non alla vivibilità, sono
diventati il centro di reclutamento della malavita
organizzata; i cittadini onesti che vivono
in quei luoghi, non riescono a
vendere il proprio alloggio, obbligandoli
così a fare vivere le proprie famiglie in uno
stato di perenne insicurezza.
La mentalità Italiana della “casa di proprietà”,
deriva anche da una politica dell’affitto
completamente superata; allo
stesso modo si può dire degli alloggi di
edilizia pubblica, così come dell’equo canone,
che ha prodotto gravi danni al mercato.
Infatti, se è vero che per decenni i
prezzi dell’affitto sono stati contingentati,
è anche vero che in quel periodo non è diminuita
la tassazione sugli immobili, spingendo
i proprietari meno virtuosi, a tenere
gli alloggi sfitti o, in alcuni casi, spingendoli
verso l’elusione o l’evasione fiscale. La
Fiaip, insieme a Confedilizia, e a tante altre
associazioni del mondo immobiliare
chiede ormai da un biennio la tassazione
separata per le rendite da locazione; questo
strumento, oltre ad eliminare quelle
sacche di evasione che ancora rimangono
tra i proprietari, potrebbe spingere gli investitori
all’acquisto di nuovi alloggi da destinare
all’affitto. L’unico strumento in grado
di dare stabilità alle famiglie appartenenti
alle fasce più deboli, è proprio quello della
locazione. Non si comprende quindi il perché,
della totale mancanza di un piano per
agevolare l’affitto. A nulla varranno le ultime
disposizioni prese in finanziaria a favore
di alcune tipologie di inquilini, se non
saranno accompagnate da provvedimenti
che vedano coinvolti anche i proprietari.
Quello che più lascia perplessi è che le
rappresentanze della nostra categoria non
sono state coinvolte nella stesura dei progetti
che riguardano le politiche abitative
tralasciando che gli “unici” ad avere un
vero sguardo di insieme sulle tante sfaccettature
del mercato immobiliare sono
proprio gli agenti. Gli “unici”, perché ogni
giorno ascoltano e risolvono i problemi di
milioni di famiglie italiane. L’impegno che
Fiaip, attraverso i propri associati, compie
ogni giorno, per rendere più virtuoso e trasparente
il mercato immobiliare italiano è
sotto gli occhi di tutti.
Voglio sperare che anche i nostri politici si
accorgano del grande patrimonio di informazioni
e professionalità che la nostra categoria
rappresenta e che la Fiaip vuole
mettere a disposizione dell’intera comunità.
L’auspicio per questo 2008 è che la
politica Italiana “cambi passo”, che non riproponga,
quindi, ricette economiche
“post belliche”, ma che sappia trovare
nuovi strumenti per garantire quell’uguaglianza
sociale che non è in contrasto con
le teorie capitalistiche più avanzate.
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