
Stasi nelle compravendite e difficoltà nella ripresa regolare della transazioni. È questa la fotografia scattata dall’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia del Territorio, che ha pubblicato il 16 giugno scorso le Note territoriali sui mercati immobiliari residenziali locali relative all’anno 2009. Queste Note, la cui prima redazione risale al 2005, rappresentano uno strumento estremamente importante per approfondire la conoscenza del mercato immobiliare in base alle sue dimensioni e alle differenze territoriali esistenti in Italia. L’Omi infatti illustra nel dettaglio le dinamiche e i livelli dei valori di mercato delle abitazioni di 12 città principali (Bari, Catania, Crotone, Genova, Milano, Modena, Napoli, Padova, Perugia, Roma, Torino e Venezia) e di alcune province, in base agli effetti del ciclo immobiliare che ha attraversato buona parte del nostro Paese. I dati emersi sono stati ottenuti tenendo presente alcune caratteristiche strutturali, come il numero di transazioni normalizzate (Ntn) nell’anno 2009, la variazione percentuale del Ntn nell’anno 2009 e la variazione delle quotazioni tra il secondo semestre 2009 paragonato a quello del 2008. E i risultati sono davvero interessanti: nel 2009, rispetto all’intero territorio nazionale, la Lombardia si conferma essere il mercato immobiliare più grande e reattivo per quanto riguarda il residenziale, con ben 121.609 transazioni, malgrado la piazza di Milano registri solo 41.487 Ntn e una loro diminuzione del 14,2% rispetto al 2008. La provincia di Roma, invece, che rappresenta il 76% dell’intero mercato immobiliare del Lazio, continua a stentare, con un calo del 6,52% nelle compravendite e solo 46.873 Ntn, sebbene queste siano in aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Va meglio nella Capitale, dove gli scambi hanno subito una flessione, rispetto al 2008, solo del 2,56% con 29.426 transazioni. Non si salva neanche il Veneto, dove l’Omi ha registrato un decremento nel Ntn dell’11,7% (solo 51.445 transazioni) con Belluno (-25,6%) e Venezia (-17,1%) a contendersi il primato negativo nella regione. Comunque, è il Sud il vero fanalino di coda in questa classifica: la Campania segna solo 35.973,9 Ntn (-6,4% rispetto al 2008), la Sicilia 45.171 transazioni (-9,07% sul 2008) – che conferma la crisi del settore, con la stasi delle compravendite consolidata oramai in tutto l’ambito regionale – e la Calabria, dove sono state rilevate solo 16.955 Ntn rispetto alle 18.716 dell’anno precedente. Per quanto riguarda la situazione nelle città monitorate del Mezzogiorno, Napoli continua a mantenersi sullo stesso volume di transazioni rispetto al 2008 (6.315,3), perdendo solo l’1,7%, Crotone aumenta, anche se di poco, il volume delle transazioni (637 rispetto alle 586 del 2008), mentre Catania vive un vero e proprio crollo (-15,17%) con solo 2.882 Ntn. (F.T.)
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