
Trasparenza nei rapporti con i clienti, agevolazione del sistema concorrenziale e applicazione delle norme in tema di portabilità dei mutui previste dalla cosiddetta seconda lenzuolata di liberalizzazioni voluta dall’ex ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani (la legge 40/2007).
In base ai risultati di un’indagine condotta dall’associazione Altroconsumo sembrano essere questi i campi in cui gli istituti di credito italiani presentano le lacune più gravi. I dati della ricerca sono stati presentati lo scorso 2 aprile alla Camera durante un dibattito, organizzato dalla stessa associazione, dal titolo “Obiettivo trasparenza mutui”. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà e, in rappresentanza delle banche, Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Le conclusioni sono state affidate al presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello. Articolata in due parti, l’inchiesta puntava a verificare la trasparenza degli istituti di credito nei confronti dei clienti nel momento in cui offrono loro un mutuo e le effettive possibilità di trasferirlo da una banca all’altra (portabilità) alle condizioni previste dalla legge 40/2007. Presentandosi allo sportello di 168 banche dislocate in otto grandi città italiane (Bari, Bologna, Brescia, Milano, Napoli, Roma, Torino e Verona) come aspiranti mutuatari, i ricercatori di Altroconsumo hanno potuto constatare che quasi il 60% delle banche non ha ritenuto opportuno consegnare il modello Esis (European standardized information sheet), strumento necessario per poter confrontare le offerte di tutte le banche, comprese quelle straniere. Anche se non è resa obbligatoria da nessuna legge, la consegna dell’Esis rientra tra i diritti del cliente stabiliti dal codice di condotta entrato in vigore il 5 settembre 2002 e sottoscritto dalle associazioni europee dei consumatori e quelle del sistema creditizio (l’Abi per il nostro Paese). Anche quando gli obblighi sono previsti per legge, le banche sembrano comunque non volerli rispettare. Disattendendo quanto stabilito dalla cosiddetta legge sulla trasparenza bancaria del 25 luglio 2003, ben 159 istituti sui 168 presi in esame dalla ricerca si sono rifiutati di consegnare, su richiesta del cliente, una copia completa del contratto di mutuo. Per verificare l’effettiva possibilità di trasferire un mutuo da una banca all’altra a costo zero (così come previsto dalla 40/2007) l’associazione dei consumatori ha visitato, in tre diverse occasioni, 40 istituti, 20 a Milano e 20 a Roma. A novembre 2007 nessuna agenzia rispettava in pieno la normativa. Il 50% del campione dichiarava di non fare la surrogazione, non prevedendo, cioè, la possibilità di trasferire il mutuo senza pagare costi notarili legati all’ipoteca dell’immobile oggetto del finanziamento. A fine gennaio di quest’anno solo quattro agenzie a Roma e tre a Milano hanno detto di accettare la surrogazione accollando comunque spese consistenti al cliente. Unica eccezione l’Antonveneta, che in entrambe le città ha fatto una proposta di surrogazione a costo zero. Tra il 3 e il 14 marzo, infine, gli “investigatori” di Altroconsumo hanno ottenuto 9 offerte di surrogazione nella città meneghina e 10 nella Capitale. Tra queste, solo quelle di due banche romane (Banco Desio e Intesa San Paolo) prevedevano spese zero per il mutuatario. In base ai calcoli effettuati dall’associazione dei consumatori, nel 2007 il danno causato dalle banche ai mutuatari che hanno surrogato il proprio mutuo, sobbarcandosi a spese non previste dal decreto Bersani, ammonta a 4,5 milioni di euro. Sul fronte dei problemi legati al pagamento del mutuo, questi riguardano in Italia 530mila famiglie, di cui 420mila sono in difficoltà per l’aumento del costo della rata e le restanti 110mila sono addirittura a rischio insolvenza. Questi i dati forniti dal presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà. Dopo aver segnalato alcuni casi di persone che hanno scritto all’Authority per denunciare il comportamento non trasparente delle banche, il Garante ha evidenziato come lui stesso si sia visto presentare da un istituto di credito un conto di oltre 4.700 euro per l’estinzione del proprio mutuo. Per quanto siano comprensibili eventuali difficoltà da parte degli istituti nel gestire le novità introdotte dalle liberalizzazioni, secondo Catricalà non esistono scuse per chi deliberatamente evita di applicare una legge che ha il merito di voler tutelare il consumatore. Per questo motivo, a suo avviso sarebbe stato opportuno inserire nel corpo del decreto Bersani sanzioni adeguate per il mancato rispetto delle norme sull’estinzione e la portabilità dei mutui. Anche perché, ha concluso Catricalà, gli strumenti attualmente in possesso dell’Authority, che al massimo può aprire un’istruttoria per pratiche commerciali scorrette, non rappresentano una grande minaccia per il sistema bancario, visto l’esiguo ammontare delle multe che possono essere comminate per queste violazioni e considerato che il Tribunale amministrativo annullerebbe sanzioni pesanti per mancanza di proporzionalità. Al presidente dell’Antitrust ha replicato il numero uno dell’Abi, Giuseppe Zadra. L’atteggiamento delle banche, che da più parti viene visto come una forma di resistenza dolosa, è dovuto secondo Zadra esclusivamente alla fase di assestamento che da sempre in Italia segue la pubblicazione di una legge innovativa. Zadra ha inoltre voluto sottolineare come non sia stato preso in considerazione il fatto che l’uscita da un mutuo a lungo termine sia un’operazione che comunque ha un costo per l’istituto di credito. Parlando della surroga dell’ipoteca, il direttore dell’Abi ha poi chiarito che era prevista nel nostro codice civile già da 65 anni senza essere mai praticata, e che sono stati spesi molti mesi per capire la procedura di applicazione. Per ribadire che non si tratta di dolo ma soltanto di mancanza di chiarezza nel come applicare le regole, Zadra ha concluso che nei mesi di maggiore difficoltà interpretativa il numero di rinegoziazioni o di estinzioni anticipate è arrivato vicino a 100mila, nello specifico 50mila estinzioni e 42mila rinegoziazioni. Chiudendo i lavori del convegno, il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello, ha concesso a Zadra l’attenuante delle varie lacune interpretative presenti all’interno della legge 40/2007. Per Martinello però il vero pregio di quel provvedimento era da individuare nell’enorme “spot” fatto alla libertà di scelta e di informazione e le banche, in questo senso, più che tenere un comportamento doloso, sono state assolutamente superficiali non approfittando dell’opportunità di innovare l’offerta cercando di farsi concorrenza. Sulla questione dei costi sollevata da Zadra, Martinello ha ribattuto che il diritto di scelta comporta maggiori costi e che questi, a condizione che il mercato sia trasparente e concorrenziale, vanno spalmati in ugual misura su tutti i prezzi dei prodotti. Per quanto riguarda il monitoraggio dell’attività bancaria, il presidente di Altroconsumo ha concluso affermando come sarebbe il caso che anche la Banca d’Italia, anziché effettuare i controlli dietro lo sportello, dovrebbe mettersi nei panni dei clienti e adottare il “modus operandi” delle associazioni dei consumatori.
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