
La lenta ripresa registrata dal mercato immobiliare italiano è imputabile principalmente all’aumento della domanda e a una stabilizzazione dei prezzi del mercato residenziale. Nonostante questi segnali positivi, però, nel 2010 si è registrato un calo del 2% nel numero delle compravendite, a causa della difficoltà di ricevere finanziamenti per l’acquisto e per l’incertezza occupazionale ed economica delle famiglie. Il comparto residenziale, dopo due trimestri con segnali di ripresa, nella seconda parte dello scorso anno ha registrato una frenata degli acquisti, con un incremento percentuale su base annua pari allo 0,4%. I dati sull’andamento delle compravendite nel 2010 evidenziano la difficoltà dell’Italia ad uscire dalla crisi, rendendo sempre più chiara la necessità di accantonare l’ipotesi di una ripresa in tempi brevi, anche perché secondo molti economisti si è prossimi alla stagnazione. I motivi delle modeste variazioni del Pil e del reddito procapite sono da ricercare, per quanto riguarda il mattone, nella maggiore selettività dell’erogazione creditizia accompagnata dal parziale ridimensionamento delle quotazioni. Questo mix determina una notevole distanza tra l’offerta e la richiesta, quindi tra la disponibilità di una grossa quota di domanda e i reali valori di mercato. Per quanto riguarda il comparto degli uffici, si prevede una stabilizzazione dei prezzi dei canoni. Nel caso degli immobili industriali, invece, dopo una contrazione del fatturato del 17,8% nel 2009, l’anno scorso la discesa si è fermata al -5,4%. Per il 2011 si prevede una leggera crescita dell’usato e la performance migliore riguarderà i complessi moderni ed efficienti situati in prossimità di porti ed aeroporti delle città più importanti. Il settore commerciale (negozi, laboratori, centri commerciali e alberghi) inizia a segnare qualche segnale positivo con marcate differenze tra Nord (-0,6%) e Sud (+5,9%). Il settore produttivo (capannoni e industrie) mostra un andamento simile nelle macro aree del Nord (-4,5%) e del Centro (- 4,7%), mentre nelle Regioni del Sud si evidenzia un andamento di gran lunga positivo (+28,8%).
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