
Le azioni dell’Abi e le loro conseguenze sui consumatori e sul mercato. Su questi argomenti abbiamo chiesto il parere di Samuele Lupidii, vicepresidente nazionale Fiaip con delega alla Mediazione creditizia.
Rinegoziazione accordo con Pmi e proroga Piano famiglia. Come giudica le recenti iniziative Abi e quali altre azioni potrebbero essere intraprese per agevolare l'uscita dalla crisi?
Il giudizio non può che essere positivo. Nel momento in cui si dà respiro a famiglie e piccole imprese, la vera ossatura portante della nostra economia, i benefici sono molteplici e per tutti. Non avrebbe senso andare a “sopprimerle” economicamente solo perché una situazione che non dipende da loro, ma dal contesto economico mondiale imprevisto, le ha viste non essere puntuali nel rimborso delle rate. Non gioverebbe nemmeno alle banche stesse che si troverebbero a gestire migliaia se non milioni di posizioni incagliate. Lo spirito dell’iniziativa è quello di prorogare i termini di pagamento, pur continuando a corrispondere gli interessi contrattuali, ma anche di facilitare l’accesso al credito a coloro che in questo momento sono più svantaggiati. Ecco, in merito a quest’ultimo punto, riteniamo che si possa fare di più e meglio. Se vogliamo davvero che l’economia riparta le banche devono svolgere di più e meglio la loro funzione sociale. Noi auspichiamo che ciò avvenga e che davvero sia le Pmi che le famiglie abbiano migliori condizioni di accesso al credito... staremo a vedere i fatti!
Quali conseguenze potrebbe avere la risalita dei tassi d'interesse sull'erogazione dei mutui?
I tassi di interesse sono fermi già da qualche anno. È attesa una risalita anche se lenta. Io spero che la Banca centrale europea si renda conto che deve esistere un equilibrio tra il controllo dell’inflazione e il rischio di bloccare una timida crescita. Un repentino innalzamento dei tassi potrebbe infatti bloccare la “ripresina” in atto. L’inflazione, che aumenta o che si presume aumenterà, non ha a che fare con un incremento “strutturale” dei consumi ma è dovuta in larghissima parte all’impennata dei costi dell’energia. Un ingiustificato incremento dei tassi potrebbe ulteriormente disturbare il settore trainante della nostra economia: l’immobiliare. Resta da vedere se le banche saranno pronte ad abbassare gli spread.
In base all'affordability index elaborato dall'Abi, il potere d'acquisto delle famiglie è aumentato. Quali, se esistono, le reali ripercussioni sul mercato?
Il miglioramento di 1,4 punti percentuali sul 2009, e di oltre 3 punti rispetto al 2008, sono senz’altro buone notizie. La cattiva è che, negli ultimi mesi, l’indice scende per l’aumento dei tassi di interesse. Le famiglie italiane, comunque, devono prima rendersi conto che l’indice è migliorato e non sempre è facile visto l’aumento di altri costi. La “percezione” del reddito è importante tanto quanto il risultato matematico. Prima di esprimere giudizi sulle ripercussioni sul mercato attenderei di verificare la tenuta dell’indice alla luce degli ultimi avvenimenti mondiali.
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