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Panorama Normativo

Autunno, tempo di finanziaria


05.11.2009

Autunno, tempo di finanziaria -

La riapertura delle Camere a metà settembre, dopo la lunga pausa estiva, è sinonimo di legge Finanziaria. Nonostante il ministro dell’Economia Giulio Tremonti continui a sostenere che la manovra economica, con la programmazione degli interventi economici e di finanza pubblica per il prossimo triennio, sia stata anticipata dal decreto 112/2008 varato a fine giungo e convertito dalla legge 133/2008, in vigore dal 22 agosto scorso, il disegno di legge finanziaria vero e proprio è ancora in corso di definizione.
Il 5 agosto scorso, a poche ore dal via libera del Parlamento alla conversione del dl 112, il Consiglio dei Ministri ha esaminato una prima bozza del provvedimento: in tutto tre articoli, con poche disposizioni sul pubblico impiego e spazi bianchi da riempire con i numeri dei saldi da finanziare. Insomma, assicura Tremonti, il disegno di legge Finanziaria 2009 non sarà il solito mastodontico calderone di interventi fiscali e distribuzione di risorse, formato da un numero esorbitante e farraginoso di commi e articoli, come accaduto per le manovre degli ultimi dieci anni. Sarà invece un provvedimento snello, volto solo alla definizione degli obiettivi di bilancio e di poco altro. La caparbietà del ministro Tremonti è cosa nota, ma è anche vero che, come vuole la saggezza popolare, l’inferno è lastricato di buone intenzioni e che le lobby e i do ut des della politica sono tra le tentazioni più irresistibili. Appare così difficile che il testo della Finanziaria 2009 possa rimanere quello light presentato ai primi di agosto dal responsabile dell’Economia. Anche se da palazzo Chigi, a fine settembre, uscirà un ddl con poche e circoscritte disposizioni, è molto probabile che il Parlamento provvederà a metterlo all’ingrasso. Senza contare che maggioranza e governo vogliono approvare entro la fine dell’anno anche il disegno di legge 1441, testo collegato al dl 112/2008, con le sue molteplici norme che vanno dal piano industriale della pubblica amministrazione del ministro Renato Brunetta agli interventi per lo sviluppo dell’energia nucleare. E cosa ci sarebbe di più semplice e rapido di travasare tutto o una parte nel solito maxi-emendamento al ddl Finanziaria? Una tentazione che fa gola anche se va precisato che prima di andare in vacanza l’Assemblea di Montecitorio ha stabilito, su richiesta delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, di spacchettare questo provvedimento dando vita a tre distinti articolati suddivisi per materia e riassegnati ai competenti gruppi di lavoro. In questo modo il ddl 1441 sulle “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” è stato trasformato in 1441-bis, 1441-ter e 1441-quater. Il primo di questi nuovi testi (ddl 1441-bis, artt. 1, 2, 4, 14, 19-21, 25-30, 33-35, 40-63; 68-69; 71-75) ha mantenuto lo steso titolo di quello originario ed è stato confermato all’esame in sede referente delle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio. In questo testo sono presenti ancora alcune delle disposizioni già travasate nella conversione del ddl 112/2008 e sono mantenute quelle relative all’innovazione nella Pubblica amministrazione (implementazione dell’Ict nella P.A., firma digitale, Voip, banda larga), privatizzazioni, riforma del codice di procedura civile e razionalizzazione delle strutture pubbliche (tra cui riorganizzazione del Cnipa e del Formez). Il ddl 1441-ter è stato ribattezzato “disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e raccoglie appunto gli articoli 3, da 5 a 13, da 15 a 18, 22, 31 e 70 relativi alla promozione delle aziende e sugli interventi nell settore energetico. Questo testo è stato assegnato in sede referente alla commissione Attività produttive e contiene, tra l’altro, le norme per lo sviluppo del nucleare in Italia e interventi di tutela alla proprietà industriale. Infine il ddl 1441-quater composto dagli articoli 23, 24, 32, da 37 a 39 e da 65 a 67 detta le disposizioni sul lavoro pubblico e privato, sulla riorganizzazione degli enti e della Pubblica amministrazione. Rinominato “Delega al governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”, il testo è stato affidato all’esame in sede referente della commissione Lavoro. La capigruppo della Camera ha inoltre già provveduto a fissare i tempi del dibattito. I tre testi dovranno essere trasmessi all’Assemblea per la discussione e votazione rispettivamente: il primo ottobre il ddl 1441-bis, il 9 ottobre il ddl 1441-quater e il 16 ottobre 2008 per il ddl 1441-ter.
Ci si prepara quindi al solito intenso autunno caldo della politica, che non travolgerà solo il Parlamento. Infatti se la Camera, sin dalla prima metà di settembre, sarà impegnata sulla seconda parte della manovra d’estate, mentre il Senato dal primo ottobre darà il via alla sessione di bilancio (il periodo in cui le camere esaminano la manovra economica), il governo sarà alla prese con i sindacati per trovare una soluzione alla crisi Alitalia e in un serrato confronto con Regioni, Province e Comuni sul federalismo fiscale.

Di carne al fuoco ce n’è quindi molta, senza contane che in questi primi quattro mesi della XVI legislatura molti sono i provvedimenti presentati alle Camere che attendono l’inizio della discussione. Di seguito ne ricordiamo alcuni, con un panoramica estesa anche alle più recenti interrogazioni dei parlamentari e alle decisioni e disposizione adottate dalle diverse istituzioni.

Senato della Repubblica
Sarà la commissione Finanze di palazzo Madama ad esaminare in sede referente il disegno di legge del senatore del Pdl Rosario Giorgio Costa “Istituzione del Risparmio casa e agevolazioni alla locazione” (S. 557). Presentato il 15 maggio, il testo stabilisce l’inserimento negli istituti di credito del meccanismo del Risparmio casa finalizzato alla raccolta di fondi, attraverso depositi vincolati, da utilizzare per la costruzione, la manutenzione e il miglioramento di immobili o per l’acquisto di aree edificabili. Per incentivare il funzionamento del sistema si prevede che il ministero dell’Economia conceda ai titolari dei contratti di Risparmio casa un contributo annuale commisurato agli importi depositati, compresi gli interessi. Il contributo annuale dovrà essere pari al 5% dell’importo accumulato in un anno e, in ogni caso, non può superare i 2.582 euro. Mentre per coloro che vogliono costruire o ristrutturare alloggi da destinare alla locazione è previsto un contributo pari al 10% delle somme accumulate annualmente fino a un massimo di 7.745 euro di premio complessivo. Per la copertura economica il ddl ricorre ai fondi stanziati per la realizzazione del programma sperimentale per la riduzione del disagio abitativo.

Porta la firma della senatrice del Pd Maria Leddi il disegno di legge (S. 790) che modificando il testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), riforma il regime fiscale dei canoni di locazione per la prima abitazione, stabilendo anche una nuova disciplina per la loro detrazione. Il provvedimento, assegnato all’esame della commissione Finanze, introduce in pratica la cosiddetta cedolare secca sugli affitti, prevedendo l’applicazione di un’imposta con l’aliquota unica del 20% (attualmente invece il valore è variabile) sugli affitti delle case adibite ad abitazione principale. A patto che i contratti siano regolarmente registrati. In base al ddl inoltre i canoni di locazione non concorrono alla determinazione del reddito complessivo dei proprietari, ai fini dell’applicazione delle addizionali Ipref.

“Individuazione di nuove aree destinate all’edilizia residenziale pubblica” (S. 898) è il titolo del disegno di legge firmato dal senatore Giuseppe Menardi del Pdl e assegnato a luglio in sede referente alla commissione Lavori pubblici. L’articolato disciplina la possibilità per i Comuni, individuati dalle come ad alta tensione abitativa, di cambiare con propria determinazione, da sottoporre però al via preliminare della Regione di appartenenza, la destinazione d’uso non residenziale di alcune aree pubbliche. Le aree così selezionate potranno quindi essere assegnate ai privati, tramite un bando pubblico, per la costruzione di unità abitative con una quadratura non superiore ai 90 metri. Le nuove abitazioni non potranno essere vendute, ma solo affittate a un canone pari al 4% del costo di costruzione. Non potranno ottenere in locazione gli appartamenti coloro che già sono proprietari di case nella stessa città e chi ha un reddito annuo superiore a 50mila euro. Nel caso di un nucleo familiare composto da due o più persone, il reddito dovrà essere inferiore a 70mila euro annui. Il ddl stabilisce anche la priorità della locazione in favore di soggetti fisicamente svantaggiati e dei giovani con età compresa tra i 25 e i 30 anni.

Camera dei Deputati
Il legislatore deve adottare una nuova normativa per impedire ai contratti di locazione transitoria di poter usufruire, attraverso sentenze di sfratto, di proroghe superiori di due o tre volte alla durata prevista inizialmente. Lo chiede, in un’interrogazione presentata il 30 luglio scorso, il deputato del Pdl Tommaso Foti al ministro di Giustizia Angelino Alfano. Il parlamentare ricorda infatti un caso verificatosi a Piacenza, dove un locatario, che aveva stipulato un contratto transitorio senza necessità di disdetta, non ha ottemperato al termine di due mesi per il rilascio dell’immobile, costringendo il proprietario a ricorrere ai giudici. Il Tribunale di Piacenza, con un recente provvedimento ha convalidato lo sfratto per finita locazione, ma ha fissato per il 30 ottobre 2008 la data di rilascio dell'immobile in questione. Secondo il deputato, è inammissibile che un contratto di locazione della durata di due mesi, di fatto, venga prorogato di ben sei mesi con provvedimento del giudice competente.

Il Fondo di solidarietà per i mutui, istituito con la Finanziaria 2008, non è ancora operativo perché manca il decreto attuativo del ministero dell’Economia. A denunciarlo in un interrogazione rivolata a fine luglio al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è Andrea Lulli, deputato del Pd. La Finanziaria 2008, ricorda il parlamentare, ha previsto l’istituzione di un Fondo di solidarietà per i mutui contratti per l’acquisto della prima casa, con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Grazie a questo Fondo, il mutuatario in difficoltà, potrebbe chiedere la sospensione del pagamento delle rate per due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso dell'esecuzione del contratto. Queste disposizioni non sono però ancora applicabili perché manca il necessario regolamento di attuazione del Fondo che deve essere adottato dal ministro dell'Economia.

È stata assegnata alla commissione Finanze di Montecitorio la proposta di legge (C. 542) “Abrogazione del nono comma dell'articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, concernente l'obbligo, a carico degli amministratori di condominio, di comunicare all'anagrafe tributaria l'ammontare dei beni e servizi acquistati dal condominio e i dati identificativi dei fornitori”. Il testo, che porta la firma del deputato del Pdl Luigi Vitali, propone l’abrogazione dell’obbligo di legge considerato anomalo. Gli amministratori di condominio, infatti, non sono tenuti a registrare scritture contabili, non possiedono libri per l’imposta sul valore aggiunto (Iva) e non svolgono nessuna attività economica che possa giustificare una comunicazione all’anagrafe tributaria.

Gazzetta ufficiale
A titolo di rimborso per i minori introiti dovuti al mancato pagamento dell’Ici sulla prima casa, stabilito dall’articolo 1, comma 1, del dl 93/2008 (Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie) i Comuni riceveranno una somma pari al 50% del gettito riscosso nel 2007 dall’Imposta comunale sugli immobili. È quanto stabilito dal decreto del ministero dell’Interno del 19 giugno scorso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 155 di venerdì 4 luglio. Il decreto stabilisce inoltre che, per quanto riguarda la Val d’Aosta, il Friuli e le province autonome di Trento e Bolzano, le somme da erogare ai Comuni sono assegnate alle Regioni che provvederanno alla successiva attribuzione delle quote nel rispetto degli statuti speciali e delle relative norme di attuazione. Il provvedimento del ministero dell’Interno attua quanto disposto dall’articolo 1, comma 4, dello stesso decreto legge 93/2008.

Cassazione
Con la sentenza 18889 del 10 luglio 2008, la Corte di Cassazione ha chiarito che per avere diritto alla provvigione le società di intermediazione immobiliare devono essere iscritte nell’apposito ruolo. Non basta quindi la semplice iscrizione del legale rappresentante nel ruolo degli agenti di affari in mediazione. “Nel caso in cui l’attività di intermediazione – spiegano nella sentenza i giudici della Cassazione – sia svolta in forma societaria, l’obbligo d’iscrizione nell’apposito ruolo grava in primo luogo sulla società in quanto tale e anche sui suoi legali rappresentati, sul preposto a tale ramo di attività e sugli ausiliari che svolgono l’attività di mediatori per conto della società”. Tutti questi soggetti conclude la sentenza “dovranno possedere i requisiti dalla legge n. 39 del 1998”, che disciplina la professione di mediatore. LO SPOIL SYSTEM COLPISCE ANCORA: NUOVO DG AL DEMANIO

Dopo il cambio della guardia al Territorio, dove lʼanziano Mario Picardi è stato sostituito da Gabriella Alemanno (si veda AI n. 3, maggio/giugno 2008), il Consiglio dei ministri ha provveduto il 25 luglio a rinnovare anche il vertice dellʼAgenzia del Demanio. Eʼ stata così congedata dalla carica di direttore lʼarchitetto Elisabetta Spitz (ex moglie dellʼesponente di centrosinistra Marco Follini) e al suo posto è stato chiamato, direttamente da Fintecna, Maurizio Prato. A lui il governo e il ministro Tremonti intendono affidare il piano di federalismo demaniale, in parte anticipato dalla manovra dʼestate che prevede il riassetto e la relativa dismissione del patrimonio pubblico, ma che dovrà passare anche attraverso una riorganizzazione degli enti che oggi si occupano degli immobili pubblici. Per questo compito Prato sembra lʼuomo giusto: presidente e poi anche amministratore delegato di Fintecna, che controlla la Fintecna immobiliare e Patrimonio dello Stato spa, ha unʼesperienza tentennale nella pubblica amministrazione, ex finanziere, nel 1978 entra allʼIri. Dal 1989 al 1998 è condirettore generale di Italstat, vicepresidente di Autostrade e di Autostrade interantional. Diventa poi direttore di Iritecna ed entra nei cda di Alitalia, Finmeccanica, Fincatieri, Corfi, STet, Teleco. Tra il luglio del 2007 e lʼaprile scorso è chiamato dal governo Prodi alla presidenza di Alitalia per gestire la trattativa, poi fallita, con Air France-Klm. Eʼ originario di Foligno (provincia di Perugia), dove è nato 67 anni fa, è sposato e ha due figli.

 

 



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stampato in data 19-5-2012 alle ore 8:56