
L'uscita dalla crisi, sarà guidata dalla ripresa del settore immobiliare, i primi dati del 2010 ci segnalano una ripresa del numero delle transazioni e un aumento delle richieste di mutui per l’acquisto della prima casa. La stabilità dei prezzi e l’introduzione della cedolare secca potrebbero sostenere i timidi segnali di ripresa registrati nel primo semestre 2010, e ipotizzare nell’anno venturo dati più incoraggianti. La tassazione separata dei canoni di locazione, è stata richiesta da Fiaip e da Confedilizia a più riprese, e finalmente, dopo anni di attesa e di battaglie, il Parlamento ed il Governo hanno convenuto che è arrivato il momento di sostenere e favorire il mercato immobiliare. Una tassazione certa e facilmente comprensibile permetterà il ritorno al mercato immobiliare dei piccoli investitori, i quali troveranno conveniente investire i loro capitali in immobili destinati alla locazione. Non vi è dubbio che i dati incoraggianti di questo primo semestre, spinti dall’aumento del numero delle compravendite, sono stati influenzati dal rientro dei capitali provenienti dallo scudo fiscale e dai bassi tassi di interesse, e per questo ritengo che il 2010 si possa chiudere con un segno positivo. Ma la possibilità che il nostro settore si riprenda, è messa in discussione da alcuni provvedimenti, che sebbene nell’impianto generale trovano oggi il consenso di Fiaip, in molte parti (che riguardano direttamente l’attività dell’agente immobiliare e del mediatore creditizio) ci trovano fortemente contrari. Si guardi per esempio al decreto legislativo n°141 che riforma l’attività svolta dai mediatori creditizi, ed elimina di fatto un’intera categoria, impedendo di svolgere l’attività in forma individuale e imponendo la costituzione di una società di capitali. Purtroppo gli obblighi e gli oneri posti a carico di queste società, sono talmente numerosi, da produrre costi esorbitanti per la loro gestione. Fiaip dopo un' attenta valutazione ritiene infatti che nei prossimi anni in Italia saranno presenti sul mercato solo tre o quattro grandi società di mediazione creditizia. E tutti i professionisti che negli ultimi 20 anni hanno lavorato con professionalità e correttezza in questo mercato che fine faranno? Non rimane che una via: se questi professionisti intendono proseguire nella loro attività dovranno diventare collaboratori, o dipendenti di queste società. Alla faccia della libertà di impresa e della professionalità tanto decantata dal legislatore. Ancor di più il decreto legislativo, prevede che gli agenti immobiliari non potranno segnalare mutui ai propri clienti in via strumentale alla vendite delle unità immobiliari. Quest’ultima norma provocherà un forte rallentamento nelle vendite di immobili ad uso abitativo e si avrà un aumento dei costi a carico dei consumatori. Infatti, fino ad oggi, la segnalazione del mutuo da parte dell’agente immobiliare non comportava alcun costo a carico del cliente. Naturalmente Fiaip sta lavorando alacremente affinché nei decreti attuativi la norma venga cassata. Il Governo, quindi, con una mano dà e con l’altra toglie. Questi fatti ci segnalano la mancanza di un piano strutturale ed omogeneo per il nostro settore immobiliare, che colga davvero tutti gli aspetti di un settore, anziché parcellizzarlo a compartimenti stagni. Purtroppo negli ultimi anni, tutti i provvedimenti riguardanti le nostre categorie, emanati da governi di centrodestra o di centrosinistra, sono stati esclusivamente di carattere punitivo. Spero, che finito il periodo delle “purghe”, il legislatore si renda conto che in un mercato così complesso e pieno di regole, il cittadino che si appresta a comprare un immobile, deve ancora affrontare un percorso molto complesso e pieno di rischi. Per questo motivo avere un agente immobiliare preparato e responsabile è nell’interesse di tutti. Infine, non comprendere la centralità della funzione svolta dal “mediatore”, sia esso immobiliare o creditizio, nella filiera del Real Estate è segno di poca lungimiranza sia della politica che del mondo bancario ed industriale.
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