
Dopo circa 20 mesi dalla prima interpretazione degli adempimenti antiriciclaggio, il quadro normativo “ANTIRICICLAGGIO” è stato significativamente rivisto dal D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, che, nel dare attuazione alla Direttiva 2005/60/CE (cosiddetta terza direttiva antiriciclaggio), precisa l'indirizzo emerso, a livello comunitario, circa il necessario coinvolgimento di molte categorie di professionisti e di altri soggetti obbligati, tra le quali le nostre categorie di Agenti Immobiliari e Mediatori Creditizi “ai fini della lotta al riciclaggio del denaro e di movimentazioni di capitali illeciti e o illegali”.
Lo scopo principale è quello di ricercare tutte le strategie e gli adempimenti affinché si intercetti la possibilità di evitare l'inquinamento del sistema finanziario da proventi illeciti e/o illegali alcune volte anche criminali. Quindi diventa fondamentale il pieno coinvolgimento e l’impegno di molti soggetti obbligati, quali consueti conoscitori e garanti delle regole, ai quali è affidato anche il compito di verificare movimentazioni di capitali illeciti o inconsapevolmente introdotti nell'economia legale. Lo scopo principale di questa novella normativa, spesso complessa, poco chiara, bisognosa di chiarimenti, spiegazioni di ordine pratico e anche interpretativo, nonché convulsa dalla sovrapposizione di piani di intervento successivi e non sempre del tutto coordinati, deve ricostruirsi in termini di nuove e compiute opportunità di prevenzione.
I rinnovati strumenti di controllo preventivi e di allerta contro il rischio di pericolose strumentalizzazioni da parte di tutti i soggetti obbligati, i quali sono chiamati in maniera esplicita ad espletare gratuitamente, e con obbligo di adempimenti onerosi, a funzioni attive di collaborazione contro un comune pericolo: quello dell'inquinamento del sistema delle transazioni lecite.
Proprio il ruolo di soggetti obbligati come gli Agenti Immobiliari e Mediatori Creditizi per i quali il MEF dichiara: “da non confondere mai con un soggetto investito di funzioni investigative o proprie di altri attori del sistema istituzionale”, consente di recuperare quel mosaico di rapporti continuativi, prestazioni professionali operazioni che possono permettere di distinguere tra l'area del lecito e quella dell'eventuale illecito, affidando sempre agli organi istituzionali preposti la decisione finale in merito alla distinzione proposta, ma qualificando ulteriormente il ruolo dei vari soggetti obbligati. Figure professionali che devono essere interpretate come meri esecutori di decisioni altrui ma attenti consulenti globali con la possibilità e il dovere di attivare i controlli e le verifiche delle autorità pubbliche ogni qual volta si prefiguri il rischio di una violazione per fini illeciti e illegali. Forse il significato profondo dei vari soggetti obbligati di fronte a nuovi obblighi dettati da disposizioni di ordine pubblico è proprio quello di spendere la propria qualificazione oltre che tempo e denaro, non per sostituirsi ad altri organi o autorità pubbliche dedicate, ma per offrire il proprio contributo professionale per difendere quello stesso sistema di prevenzione dell'illecito. In questa prospettiva, i vari soggetti obbligati come ad esempio gli Agenti immobiliari e Mediatori Creditizi, avrebbero ben diritto di rivendicare il proprio ruolo di attore principale, chiedendo anche un probatorio e pubblico segno di riconoscimento professionale. Il contenuto del D.lgt. 231/2007 introduce nuove disposizioni riguardanti la materia antiriciclaggio con nuovi adempimenti. Il legislatore nazionale, aderendo alle istanze comunitarie, fornisce un rinnovato quadro normativo. Con l'adozione del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, gli obblighi antiriciclaggio, in parte innovati e significativamente modificati in alcune delle modalità attuative, continuano ad applicarsi pienamente a tutti i professionisti e agli altri soggetti obbligati tra i quali gli Agenti immobiliari e i Mediatori Creditizi immediati destinatari di questo articolato complesso di obblighi e divieti. Adempimenti obbligatori anche prescrittivi che in buona parte sono destinati ad incidere profondamente sulla prassi quotidiana nello svolgimento dell'attività stessa, la cui inosservanza rischia di profilare rischi connessi al pesante regime sanzionatorio previsto dalle nuove normative. Le novità introdotte riguardano l’impegno dei soggetti obbligati nella prevenzione alla lotta al riciclaggio da attuarsi con la “adeguata verifica della clientela” (Customer Due Diligence) al posto del principio della “presunta conoscenza del cliente“ (Know Your Customer), la registrazione e conservazione dei dati, la segnalazione di operazioni sospette nonché la comunicazione al MEF delle transazioni che violano le limitazioni all'uso del contante. Gli obblighi sono numerosi e si ritrovano sia con riferimento alle normative vigenti, già applicabili, sia sotto gli aspetti operativi tenuto conto anche delle posizioni assunte dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dall'U. I.F. - Unità di Informazione Finanziaria. Una delle novità della nuova materia antiriciclaggio, fissata nel D.lgs n. 231/2007, è data dalla stratificazione di interventi che si sono susseguiti nel tempo su un diverso panorama normativo e applicativo:
La F.I.A.I.P., sicuramente l'unica federazione di riferimento per la categoria, si è da tempo attività affinché sia possibile ricevere istruzioni pratiche ed operative oltre ad interpretazioni autentiche da parte degli organi Ministeriali competenti in materia affinché la platea dei soggetti obbligati, tra i quali gli Agenti Immobiliari e Mediatori Creditizi, possano godere di informazioni utili, pratiche e corrette.
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