
L'Associazione nazionale dei Comuni (Anci) ha accolto positivamente il varo del provvedimento sull’autonomia finanziaria dei municipi. Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, presidente del consiglio nazionale dell’Anci, il testo sul federalismo municipale ha messo i Comuni “in condizioni di avere un buon livello di autonomia finanziaria”. Un punto di vista condiviso anche dal primo cittadino di Torino Sergio Chiamparino e presidente dell’associazione, secondo il quale però l’efficacia delle norme sulla cedolare dipenderà dalla capacità di far emergere il mercato in nero. Ed è proprio puntando su questo presupposto che il ministero dell’Economia ha costruito la disciplina dell’imposta unica sugli affitti. In base alla relazione tecnica allegata alla prima bozza del provvedimento, quella che prevedeva la cedolare al 25%, l’imposta sostitutiva produrrebbe un gettito di 2.552 milioni di euro, contro i 3.295 milioni garantiti dall’Irpef calcolata su un’aliquota marginale del 32% che, al lordo delle addizionali e dell’imposta di registro, diventano 3.635 milioni. Contando su un’emersione di affitti illegali del 15% nel 2011, del 25% nel 2012 e del 35% nel 2013, nella relazione si stima di recuperare con la cedolare rispettivamente nei tre anni e 440 milioni, 740 milioni e 1.032 milioni. Recuperi che secondo i tecnici del ministero dovrebbero consentire il pareggio con l’attuale livello di entrate, con la sola perdita a regime nel 2014 di 246 milioni dovuto alla cancellazione definitiva di bollo e imposta di registro. In realtà, facendo due conti, si scopre che nel 2011 pur dando per assodata l’emersione del 15% del nero e il recupero di 440 milioni di gettito, la cedolare produrrebbe circa 2.996 milioni di euro: ben 639 milioni in meno rispetto ai 3.635 milioni assicurati dall’attuale sistema. Per consentire il più ampio recupero del sommerso, le norme sulla cedolare prevedono alcune novità ma anche alcune conferme. Viene infatti mantenuto l’obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi quelli provenienti da locazioni, mentre con la registrazione del contratto si assolverà anche all’obbligo di segnalazione alle autorità di Pubblica sicurezza. Sono poi introdotte nuove sanzioni per i proprietari, valide anche per le società immobiliari, per chi non registra i contratti entro il 31 dicembre 2010, chi dichiara un importo minore rispetto a quello realmente percepito o conclude contratti fittizi. In questi casi i proprietari scoperti (o denunciati) oltre a pagare le multe già previste (dal 120 al 240% dell’imposta di registro dovuta, che anche se assorbita dalla cedolare verrà calcolata virtualmente), dovranno praticare all’inquilino uno sconto tra il 70 e il 90% sul canone pattuito. Prevista in questi casi anche la nullità del contratto. Insomma un meccanismo virtuoso che dovrebbe indurre proprietari e inquilini a ragionare sulla convenienza della cedolare.
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