
Si tratta di un provvedimento emanato dall’esecutivo in forza di una legge delega. Infatti in base all’articolo 76 della Costituzione al governo può essere delegato l’esercizio della funzione legislativa in base a particolari principi e criteri direttivi previsti da una legge e soltanto per un tempo limitato e per situazioni ben definite. Lo schema del decreto viene approvato in via preliminare nel corso del Consiglio dei ministri, quindi inviato in Parlamento, dove viene assegnato alle commissioni competenti che lo esaminano in sede consultiva su atti del governo (ovvero il parere espresso non è vincolante né obbligatorio). In genere il Parlamento ha due mesi di tempo per fare le proprie osservazioni. Scaduto questo termine, il Consiglio dei ministri approva in via definitiva il decreto, apportando o meno modifiche, anche se il previsto parere parlamentare non è stato espresso. A questo punto il testo ha concluso il proprio iter e viene pubblicato in Gazzetta ufficiale.
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