registrati | effettua il login | recupera password
Attualità

Cubature sì, Cubature no


Da brutto anatroccolo, a volano anticrisi. Il Piano Casa piace ai costruttori e con qualche riserva a politici e architetti

30.07.2009

Occasione o rischio? Riqualificazione o cementificazione senza regole? Legittimazione del brutto o ritorno al bello? Sono queste le questioni messe sul tappeto dal dibattito che si è aperto a tutti i livelli sul Piano Casa di Silvio Berlusconi.
L’idea del premier, se sintetizzata e vista anche alla luce dell’intessa con le Regioni è semplice: snellire le procedure di costruzione per permettere a quello che è in definitiva un popolo di proprietari di sfruttare al meglio il proprio spazio abitativo, purché nel rispetto delle regole. Le reazione alla proposta del capo del governo sono state però ovviamente di segno opposto. Se da un lato il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, ha sottolineato come l’intervento riconoscesse finalmente nell’edilizia il “motore fondamentale dell'economia nazionale”, tagliando i tempi burocratici che in Italia sono doppi a quelli del resto d’Europa, dall’altro Legambiente lo ha giudicato “pericolosissimo” per il paesaggio e per la sicurezza degli edifici senza calcolare l’impatto sul lavoro nero. Per quanto riguarda il parere dei partiti di opposizione, se in prima battuta, gli annunci di Berlusconi sono stati liquidati come “maxi-condono” e “anarchia del cemento”, il giudizio è stato ridimensionato dopo l’accordo di aprile. I provvedimenti delineati nell’intesa tra Stato e Regioni, ha infatti sottolineato Raffaella Mariani capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, “vanno incontro alle esigenze delle famiglie italiane” e danno “una mano al comparto edile”. Ora, ha aggiunto la parlamentare, bisogna “tradurre in decreto l'indirizzo che unanimemente le Regioni hanno costruito” e il governo deve “superare le contraddizioni tra i differenti ministeri competenti”. Infatti, ha evidenziato, “la semplificazione passa anche in questo caso per i beni culturali, l'ambiente, le infrastrutture, e passa anche attraverso la condivisione di norme tra questi ministeri che dovrebbero dare un segnale efficace nel costruire poche e semplici regole. Da lì le responsabilità alle Regioni e ai Comuni". Insomma questo Piano Casa, superati gli scogli istituzionali e politici, non sembra così male come poteva apparire al primo annuncio. Nel dibattito sugli intereventi per la casa non poteva mancare il parere di chi le case le progetta, ovvero gli architetti, che hanno avuto una reazione in due tempi. Inizialmente si è alzata una barricata da parte di personaggi del calibro di Gae Aulenti, Massimiliano Fuksas, Vittorio Gregotti e altri, che hanno promosso un appello, attraverso il quotidiano la Repubblica, contro il Piano Casa. Le cose sono però cambiante dopo la firma dell’intesa tra Stato e Regioni. Grazie all’accordo, l’intervento per la casa è diventato un programma di rilancio dell’edilizia attraverso il quale far passare la ripresa economica. Massimiliano Fuksas ha sottolineato come in realtà il Piano sia cambiato anche sull’onda di quella che è stata una vera e propria sollevazione popolare. Secondo l’architetto il concetto che è riuscito a passare alla fine è quello “di ridare alle istituzioni regionali il ruolo di controllo e verifica degli strumenti urbanistici”, confermando così che le Regioni sono “costituzionalmente l'organo che decide i nostri destini urbanistici”. Nonostante questo Fuksas, ha osservato come ciò che appare ancora assente è la questione dei finanziamenti per l'edilizia sociale da dare in locazione. Per l’architetto l’Italia ha bisogno di “case da dare in affitto ad anziani o persone in difficoltà: un bacino di 8 milioni di persone”. Cosa che nell’intervento profilato dall’intesa non è ancora evidente. Una valutazione positiva è arrivata anche da Paolo Portoghesi, che vede nell’operazione un impatto positivo rispetto alla crisi. Inoltre tra gli aspetti più qualificati dell’intervento ci sarebbe proprio la demolizione degli edifici vetusti che potranno essere sostituiti con nuovi a basso consumo energetico. In definitiva un occasione di riqualificazione e rinnovamento del patrimonio edilizio in chiave ecosostenibile. Per Vittorio Gregotti, altro architetto di fama internazionale, se il ruolo di controllo affidato alle Regioni è positivo, è necessario anche accertarsi che queste svolgano tutte le verifiche previste per il rispetto dei vincoli paesaggistici e ambientali. Secondo Gregotti infatti non è sufficiente escludere dagli interventi di ampliamento delle cubature i centri storici, dal momento che ci sono “altri aspetti” di cui tener conto, anche perché, ha sostenuto, non si può confidare nel “buon gusto degli italiani”. Per l’architetto inoltre rappresenta un rischio di nuova speculazione edilizia la concessione a chi abbatte e ricostruisce, anche se con tecniche e standard virtuosi, di edificare un terzo di volumetrie in più. Secondo l’architetto genovese Roberto Silvestri nell’attuale situazione di recessione il Piano Casa potrebbe dare impulso alla ripesa economica. Del resto ha evidenziato, le proposte fatte non appaiano così scandalose e l'aumento del 20% delle cubature è stato già previsto da molti piani regolatori regionali (ad esempio in Piemonte). Voce fuori dal coro fin dall’inizio di questa discussione, Stefano Boeri, docente di progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano e direttore della rivista Abitare, che da subito ha richiamato al pragmatismo vedendo nella proposta di Berlusconi un’occasione da cogliere. Per Boeri si tratta di un intervento lecito e opportuno, purché non siano trascurati due aspetti chiave: la difesa del suolo non ancora costruito e il recupero dello sfitto. In una città come Milano, ha spiegato l’architetto, ci sono 90mila appartamenti vuoti che se recuperati costituirebbero una grande risorse. Dunque la formula è: no a posizioni ideologiche, se esiste la possibilità di riqualificare, di costruire recuperando e trasformando le destinazioni d’uso senza sottrarre altro suolo al già martoriato territorio del Belpaese.



Cerca altri articoli


Il nostro sondaggio
<a href="http://www.sodahead.com/united-states/il-governo-monti-ha-ufficializzato-a-ottobre-liva-aumenta-di-due-punti-sei-daccordo-con-la-scelt/question-2591865/" title="Il Governo Monti ha ufficializzato: a ottobre l'IVA aumenta di due punti. Sei d'accordo con la scelta dell’esecutivo?">Il Governo Monti ha ufficializzato: a ottobre l'IVA aumenta di due punti. Sei d'accordo con la scelta dell’esecutivo?</a>
Una selezione degli ultimi articoli della rubrica «Attualità»
Ultime novità
   
stampato in data 19-5-2012 alle ore 9:53