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Turismo

Dalla montagna una voce unica per il turismo


Dal sottosegretario Brambilla il punto sul settore: “Più centralità nel rilancio economico del Paese”

06.08.2010

Dalla montagna una voce unica per il turismo - Dal sottosegretario Brambilla il punto sul settore: “Più centralità nel rilancio economico del Paese”

Il turismo montano, soprattutto invernale, fa tirare una boccata d’ossigeno al settore delle vacanze in Italia. Nel 2008, dopo un anno di risultati altalenanti per tutto il turismo nostrano, la montagna ha infatti registrato un 48,9% di occupazione delle camere, rispetto al 35,6% della media nazionale, con 8 punti percentuali in più sullo stesso dato del 2007. È quanto emerge dal rapporto dell’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart-Unioncamere) presentato lo scorso gennaio a Cortina, nel corso del primo Forum del turismo invernale, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega al Turismo, Michela Vittoria Brambilla.

Secondo i dati riportati nella ricerca, realizzata tramite interviste telefoniche a 5mila operatori del ricettivo, sono in particolare le montagne del Nord Est a fare da volano per il comparto, e a essere maggiormente destagionalizzate, con picchi di occupazione che, nel IV trimestre del 2008, hanno raggiunto il 60,6%. Il periodo natalizio (dal 20 dicembre al 10 gennaio), ha comunque fatto registrare ottime performance praticamente in tutte le strutture ricettive montane, con ben il 79% degli hotel che hanno venduto, in media, il 71,9% delle camere. Un risultato, questo, dovuto essenzialmente alla buona tenuta del mercato italiano, che ha rappresentato il 76,3% della clientela. Unico neo in questo contesto, l’allarme lanciato dalle strutture extralberghiere che, al contrario degli hotel, hanno denunciato una maggiore tendenza al calo di arrivi, un dato, quest’ultimo, che potrebbe essere interpretato come una conferma della ridotta capacità di spesa delle fasce maggiormente colpite dalla crisi economica internazionale.

Vista anche la grande abbondanza di neve, secondo lo studio, il trend positivo di Natale continuerà anche per tutto il primo trimestre 2009, con il 40% di prenotazioni già incamerate fino a febbraio e quasi un terzo per marzo. Anche in questo caso a farla da padrone sono le strutture alberghiere che, alla data di pubblicazione della ricerca, avevano registrato il 50,2% di prenotazioni su gennaio, il 49,9% su febbraio e il 36% su marzo. Altra nota positiva e da evidenziare è la maggiore presenza straniera. Per l’inverno 2009, infatti, gli operatori prevedono una crescita della quota di clientela internazionale (il 39,8%, rispetto al 35% del 2008), il 43,2% della quale ha prenotato in strutture del Nord Est. Ancora per quanto riguarda i turisti stranieri, l’Isnart rende noto che per le festività natalizie il primo mercato internazionale lo ha rappresentato la Germania (38,3%), seguita, con notevole distacco, da Austria (9,6%), Regno Unito (8,5%) e Francia (7,4%) con quest’ultima che rappresenta comunque il primo bacino d’utenza straniera per il Nord Ovest. Sono salite, infine, le presenze dai mercati dell’Est, Repubblica Ceca (6,5%) e Polonia (5,6%), e dai paesi Bassi (6,2%).

La ricerca ha approfondito anche le ragioni per le quali le strutture ricettive montane del nostro Paese rappresentano un’attrattiva per gli stranieri e ne è risultato che le principali discriminanti sono: l’ospitalità (apprezzata dal 43,7% dei turisti), la conduzione familiare e il contatto con il personale (22,4%), la posizione strategica delle strutture (21,2%), la tipicità (17,9%) e, da ultimo, l’eccellenza dei servizi (11,6%).

Senza dubbio tutti fattori positivi per un settore che, lo scorso anno, ha chiuso con un giro d’affari pari al 10,5% del Prodotto interno lordo e ha dato occupazione diretta e indotta a oltre due milioni di persone, pari a oltre il 9% della forza lavoro del-l’intero Paese.

Dati positivi, dicevamo, ma non sufficienti a garantire il salto di qualità in grado di invertire la tendenza che, dal 1995 a oggi, ha visto la nostra quota di mercato globale scendere dal 6,8 all’attuale 4,9% di turisti internazionali, facendo scivolare l’Italia – quarta al mondo per fascino dopo Australia, Canada, e Usa secondo l’indice Country Brand – al 28esimo posto nella classifica della competitività mondiale. L’Italia è in pratica sprofondata in un barato soprattutto se si considera che nella top ten di questa classica la Germania si posiziona al terzo posto, la Spagna al quarto e al decimo la Francia. Tutto ciò, inoltre, in un contesto in cui l’Europa mantiene ben salda la leadership internazionale attirando ogni anno oltre il 50% dei flussi turistici mondiali.

In virtù di questo scenario, a margine della presentazione di Cortina, il sottosegretario Brambilla ha ritenuto quindi opportuno evidenziare le lacune di un comparto che, nonostante un volume d'affari complessivo che si attesta orientativamente sui 90 miliardi di euro l'anno, figura raramente al centro del-l'attenzione delle forze politiche. Per questo motivo il sottosegretario ha sostenuto l'urgenza di una riforma di sistema che possa mantenere il Bel Paese al passo con quanto realizzato nel resto del mondo. Solo un vero e proprio Piano strategico nazionale, secondo la Brambilla, potrebbe essere in grado di risollevare le sorti del turismo nazionale. Tra le altre cose il Piano prevedrebbe il ritorno sulla scena politica di un ministero per le Politiche turistiche, l'istituzione di un Consiglio nazionale del turismo, in grado di garantire la necessaria sinergia tra i vari livelli di governo, la riforma dell'Agenzia nazionale del turismo (Enit) e il varo di sistemi turistici locali. Secondo la Brambilla la nascita del ministero, oltre a riequilibrare le politiche tra Nord e Sud, sarà utile anche per ridare contenuti al settore, assicurare al nostro turismo la leadership nell'area del Mediterraneo e potenziare il richiamo culturale dei luoghi come risorsa strategica nazionale mentre, per quel che riguarda l'Enit, il sottosegretario ha evidenziato che, a suo avviso, così com'è non serve visto che al momento è "un organismo pletorico, con un'impostazione ottocentesca e una visione della promozione fuori dal mondo". La Brambilla ha poi concluso parlando dei progetti realizzati e di quelli in cantiere e ha ricordato la collaborazione sottoscritta con il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi per i grandi eventi, come ad esempio l'Expo 2015 di Milano e le manifestazioni sportive, e l'intenzione, in futuro, di operare a favore del turismo sociale, soprattutto anziani e diversamente abili, contribuendo così a realizzare un utile processo di destagionalizzazione. A completamento di queste iniziative, il 15 gennaio scorso, la responsabile del Turismo di palazzo Chigi ha siglato con il ministro per la Funzione pubblica e l'innovazione Renato Brunatta un'intesa per la realizzazione di un nuovo Portale nazionale dell'offerta turistica nel nostro Paese, rilanciando il portale www.Italia.it. Per questo progetto sono stati messi a disposizione 10 milioni di euro, mentre per vigilare sulla sua realizzazione sarà nominato un apposito comitato.

Sempre nell'ottica di "ossigenare" il settore, la Brambilla ha poi annunciato che saranno circa 20mila le famiglie italiane a basso reddito a usufruire della prima tranche dei cosiddetti buoni vacanza. Si tratta, nello specifico, di aiuti economici, che andranno da un minimo di 250 a un massimo di 500 euro, che verranno stanziati in favore delle famiglie più bisognose a seconda del reddito e del numero dei figli a carico. Come evidenziato dallo stesso sottosegretario il provvedimento, già registrato alla Corte dei Conti, è ora in attesa che sia concluso il decreto attuativo.

 

 



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