
Dopo tre passaggi a Montecitorio, una prima approvazione definitiva, il rinvio alle camere da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il disegno di legge in materia di diritto del lavoro, collegato alla Finanziaria 2009, approda per la terza volta nell’Aula di palazzo Madama. Il 15 giugno scorso le commissioni Affari costituzionali e Lavoro del Senato hanno licenziato il testo. Durante il secondo passaggio parlamentare, deputati e senatori hanno cercato di accogliere i rilievi avanzati dal capo dello Stato. Con il primo via libera di Montecitorio, il 29 aprile, il provvedimento ha subito alcune modifiche. Le principali riguardano l’articolo 31 su conciliazione e arbitrato, quello su cui Napolitano aveva sollevato i maggiori dubbi: non sarà più possibile impugnare un licenziamento davanti a un arbitro mentre il lavoratore potrà accettare volontariamente di firmare la clausola che lo vincola all’arbitrato per la composizione delle controversie solo dopo aver superato il periodo di prova o, nel caso non fosse previsto, dopo un mese dall’assunzione. I tempi per l’approvazione restano comunque incerti. Il testo al Senato ha subito ulteriori modifiche e dovrà quindi tornare alla Camera
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