
In un solo giorno la borsa di Londra ha polverizzato circa 44 miliardi, il valore delle azioni delle più grandi società inglesi a seguito del crack del Dubay world, holding statale che controlla colossi del real estate, in crisi d’insolvenza che ha chiesto il 26 novembre scorso il congelamento dei propri debiti per l’ammontare di 60 miliardi di dollari.
Credit Suisse ha stimato che l’esposizione teorica delle banche europee, a fronte di un possibile crac di Dubai, sia di 80 miliardi di dollari, indicando Barclays e la Royal bank of Scotland (RBS) tra i prestatori più a rischio nell’eventuale peggioramento dei problemi di debiti degli Emirati.