
- La crisi non è passata e anche per il 2012 il settore delle costruzioni le previsioni sono grigie.
Questo nel discorso di Paolo Buzzetti, presidente di Federcostruzioni, ha aperto l'assemblea annuale della federazione.
“Lo scenario economico che caratterizza il nostro Paese - ha osservato Buzzetti - è ancora sostanzialmente recessivo.
In questo contesto cresce solo chi riesce a intercettare la ripresa a livello internazionale.
Chi invece vive di mercato interno rischia di scomparire”.
Quanto alle aspettative per il 2012, Buzzetti ha sottolineato che sono influenzate negativamente dalle “grandi incertezze connesse alle scelte di politica economica, all'inefficienza e alla burocratizzazione insostenibile della gestione degli apparati pubblici, alle criticità del debito pubblico, del Patto di stabilità, delle inefficienze croniche di un sistema che non riesce a riformarsi.
Da tempo Federcostruzioni - ha spiegato Buzzetti - dimostra forte senso di responsabilità, comprendendo il difficile momento che l'economia nazionale attraversa, la delicata situazione finanziaria pubblica, la necessità di tenere con rigore sotto controllo il debito pubblico.
Ora chiediamo che altrettanto facciano le amministrazioni e la legislazione per creare condizioni concrete a favore della riqualificazione edilizia e urbana, rendendo possibili e convenienti la demolizione e ricostruzione, collegandole agli obiettivi prioritari dell'efficienza energetica e accelerando sui programmi di housing sociale, che dovrebbero costituire dei veri e propri modelli in questo ambito”.
Per riagganciare la ripresa serve sviluppo “che vuol dire concentrare le risorse sulle infrastrutture in un coerente ed equilibrato mix tra poche opere strategiche rispondenti a precise scelte di priorità e una serie di piccole opere in grado di ridare vigore al sistema delle imprese agendo sul territorio e garantendo servizi e qualità della vita; agire sulla leva fiscale, come previsto dal Decreto sviluppo; privilegiare le nuove generazioni, sostenendo la crescita di una società della conoscenza, investendo nell'innovazione e nell'alta formazione, dando stabilità di lavoro, ricreando le condizioni per un ritorno dei nostri giovani; restituire al sistema economico la certezza della legalità e della competizione trasparente”.
Articolo tratto da Monitor Immobiliare
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