
Un protocollo d’intesa per aiutare a gestire i difficili rapporti tra le banche che erogano un mutuo e i debitori che non riescono a estinguerlo. La partnership tra Fiaip e Bnl nasce con lo scopo di fare leva sul valore delle proprietà immobiliari per superare le situazioni di impasse che non di rado si manifestano tra gli istituti di credito, che hanno l’oggettiva necessità di rientrare, e coloro che accendono un mutuo, che possono trovarsi nell’impossibilità di onorare l’impegno. “La nostra Federazione – spiega Giuseppe Sullutrone, responsabile nazionale Fiaip del progetto Mav – vuole offrire un aiuto concreto. Il debitore normalmente viene lasciato da solo a decidere cosa fare di fronte a un debito che sale costantemente giorno per giorno. L’iniziativa che proponiamo serve appositamente a far rientrare in possesso del debitore che non possa più pagare una cifra in contanti in grado di saldare il suo debito una somma sufficiente a trasferirsi in affitto o ad acquistare un altro appartamento più piccolo”. Il meccanismo è piuttosto semplice: “Viene fatta una verifica sulla valutazione degli immobili di proprietà che la banca fornisce a Fiaip, in base alla quale decidere se prendere contatti con il debitore finale proponendogli di chiudere la trattazione di stralcio e debito vendendo l’immobile ai valori di mercato”.
In casi del genere fino ad oggi il debitore avrebbe potuto solo sostenere una gravosa trafila in attesa che l’immobile andasse all’asta. “Quando un immobile entra in sofferenza e continua a maturare interessi giornalmente a tutto spiano – chiarisce Sullutrone – viene fatta richiesta di risoluzione e si arriva all’esecuzione immobiliare con il pignoramento a favore della banca per poi piano piano affrontare tutto l’iter burocratico dell’asta nell’interesse primario di recuperare il credito”. Quello di Fiaip, dunque, è un ruolo di tipo puramente sociale. Oltre a rallentare la procedura, la banca accetta che il debitore ci metta del proprio partecipando al progetto con il suo contributo attivo e tentando di fare uscire il debitore il meno malconcio possibile. “Prima – fa presente il dirigente Fiap - il debitore metteva in vendita il suo appartamento, dando il via a una lunga procedura da seguire. Un immobile sotto pignoramento prevede un contratto preliminare sottoscritto davanti a un notaio con un versamento, poi il notaio deve prendere contatti con un istituto di credito, valuta la posizione debitoria e quindi procede alla vendita con la sentenza del giudice che dà esecuzione al pignoramento. La soluzione definitiva è poi la vendita all’incanto, con un’asta pubblica aperta a chi voglia. In questo periodo, però, le aste vanno quasi tutte deserte, imponendo al giudice di ribassare il valore dell’immobile”.
L’interposizione di Fiaip consente dunque di accorciare i tempi e di rispettare i valori di mercato. “Si tratta di un primo progetto campione - conclude Sullutrone - che serve a cambiare la prospettiva della normalità nell’applicazione di queste pratiche, dove il rapporto tra debitore e l’istituto bancario molto spesso è di pieno contrasto, visto che il debitore non può pagare e la banca vuole rientrare. Tutto ciò comporta un ammorbidimento sia da parte del debitore che da parte dell’istituto proprio in virtù di una possibile collaborazione che porta il debitore fuori da un impegno pesante da portare avanti nel tempo, mentre la banca elimina la fastidiosa abitudine di contattare telefonicamente il debitore a cadenza quotidiana per indurlo a saldare il mutuo, ben sapendo che se il debitore non può fare fronte oggi a 100, non potrà di certo fare fronte domani a 102”.
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