
Le nuove ipotesi di nullità degli atti notarili relativi a trasferimenti immobiliari e registrazioni di contratti di locazione, previste dai commi 14 e 15 dell’articolo 19 del decreto legge sui conti pubblici (Dl 78/2010) costituiscono un significativo passo avanti verso un’organica riforma del catasto i cui dati censuari, sino ad ora, non possedevano effetti giuridici. Ne è convinta la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali. Le novità introdotte con la manovra a partire dal primo luglio, hanno modificato l’art. 29 della legge 52/1985 relativa all’aggiornamento del Codice civile in materia di servizio ipotecario e introduzione del sistema di elaborazione automatica nelle Conservatorie dei registri immobiliari, sancendo l’obbligo in relazione a trasferimenti di unità immobiliari urbane, di indicare negli atti notarili, a pena di nullità, oltre all’identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione (resa dagli intestatari) della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie. La previsione della nullità dell’atto sancita dalla manovra potrebbe comportare un effetto a cascata su tutta la gestazione contrattuale inficiando ab origine le trattative e gli accordi con l’agente immobiliare. La nullità, oltre a costituire la più grave delle sanzioni ordinamentali, può essere fatta valere in ogni momento da chiunque ne abbia interesse. L’obbligo dell’indicazione dei dati catastali è stato previsto anche per la registrazione dei contratti di locazione e tutto ciò che riguarda le vicende modificative dello stesso negozio giuridico. La mancata o errata indicazione dei dati, oltre a comportare una sanzione amministrativa, può costituire prova (rectius: fatto rilevante) per la determinazione effettiva dell’imposta di registro.
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