
Qual è il ruolo delle associazionismo oggi nel real estate? Di fronte ad uno scenario politico desolante in cui tutto appare come uno scontro e una contrapposizione che si basa su debolezze e particolarismi, rimaniamo scettici sull'immediato futuro del Paese. Di fronte a tutto ciò fa ben sperare invece la rappresentanza sindacale del mondo associativo, in quanto è una controparte credibile, che si è ormai consolidata e da tempo rafforzata per consentire anche al mondo politico di confrontarsi con essa su idee forza che potranno rilanciare davvero la ripresa dell’economia e del real estate nel 2011. Come ovviare alla crisi e sostenere la professione degli agenti immobiliari e dei mediatori creditizi e rilanciare il mercato immobiliare è da anni la scommessa di Fiaip. La Federazione è un esempio concreto di solidità, trasparenza ed etica che vede da oltre 35 anni la stessa Fiaip al centro di rapporti con il mondo politico e con solide partneship con le principali associazioni nazionali ed internazionali che oggi rappresentano un settore troppo spesso lasciato ai margini nelle scelte di Palazzo. La moralità e i valori che ispirano Fiaip hanno tracciato un nuovo modo di “fare associazione”. Le recenti azioni della Federazione fotografano un’associazione di categoria che si è già fatta carico responsabilmente degli shock sistemici, e in tempo di crisi non è stata immobile a interrogarsi sul futuro prossimo, ma ha deciso insieme ai suoi dirigenti quali sono gli orizzonti professionali per l’avvenire. E’ bene comprendere, a scanso di equivoci, che il settore del Real Estate nel nostro Paese oggi con tutto il comparto delle costruzioni, dei servizi immobiliari rappresenta più del 15% dell’economia e oltre la metà degli investimenti fissi del Paese. Se si vuole quindi mettere mano seriamente al rilancio del mercato immobiliare, al degrado ambientale delle nostre città, alle carenze infrastrutturali e alla necessità di rigenerare e ristrutturare le aree metropolitane, è necessario aprire in maniera intelligente ai capitali privati, avendo la cura di rivolgersi ai professionisti del mattone, anche con veicoli di investimento moderni, avendo da parte delle amministrazioni locali l’umiltà di rivolgersi agli agenti immobiliari professionali che sanno quantificare prima di altri valori e sviluppo infrastrutturale di molte aree che oggi sembrano meno importanti per alcune amministrazioni. Lo sviluppo del mercato dei servizi immobiliari e la finanza immobiliare nei prossimi anni possono diventare un volano formidabile per la crescita e per lo sviluppo economico senza costi aggiuntivi per lo Stato. Chi ha gravato invece sui conti pubblici è stato storicamente un settore come quello della produzione industriale delle auto, che in termini di attenzione pubblica in Italia riscuote ancora oggi un interesse a dir poco sovradimensonato. In quest’ottica forse era davvero necessario che il mondo dell’edilizia, imprenditori e sindacati insieme, scegliessero di manifestare in piazza per chiedere al governo di intervenire al fine di bloccare la pesantissima crisi che investe anche il settore edile e che si estende a cascata su tutto il comparto. Oggi servono investimenti e proposte semplici, chiare e realizzabili, ed un governo che guardi seriamente al mercato immobiliare come volano per la crescita del Paese. Il problema dell’Italia è crescere in produttività e competitività, ma senza una politica adeguata per l’immobiliare sarà assai difficile uscire dalla crisi. Per questo di fronte ai timidi segnali di ripresa del mercato immobiliare c’è il rischio di trovarsi in un guado nei prossimi mesi. Ancora oggi una cosa è certa: senza uno sguardo attento all’ interesse nazionale e senza il supporto reale del mondo immobiliare qualsiasi governo non avrà il giusto passo per rilanciare politiche di rigore per lo sviluppo del nostro Paese.
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