
Il bene casa e le politiche immobiliari sono oggi sempre di più al centro degli interessi della politica, del governo e della stessa manovra economica, ed è per questo che è necessario definire al meglio le linee guida per una riforma professionale”. È questo l’impegno con il quale il presidente della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) Paolo Righi ha introdotto il Consiglio nazionale della Federazione il 10 e 11 giugno a Roma. Un Consiglio vivace, molto partecipato, dal quale la Fiaip è venuta fuori ancor più forte e coesa, con strategie da applicare a breve e medio termine per rilanciare la professione. All’indomani dell’entrata in vigore della direttiva servizi, che ha abolito il ruolo dell’agente immobiliare, mantenendo comunque i requisiti per l’accesso alla professione, la Federazione avverte infatti la necessità di un rinnovamento che parta dall’interno e faccia breccia, con una proposta di legge, nel programma nazionale di governo, intercettando i bisogni dei consumatori. Per questa ragione, Righi ha presentato al Consiglio nazionale un documento politico-programmatico, che in nove punti ha riassunto le principali misure che la Federazione deve attuare per una riforma globale della legge n. 39 del 1989, che disciplina la professione dell’agente immobiliare. Il documento ha ottenuto vasto consenso tra i presenti, federati e uditori, ed è stato approvato all’unanimità in un clima ampiamente costruttivo. Formazione, criteri di accesso professionale, standard di servizi e lotta all’abusivismo sono alcuni degli argomenti trattati nel documento, ma il nodo della questione, secondo Gianni Bacco, presidente del Consiglio nazionale, è che “ciò che deve cambiare è l’atteggiamento degli agenti immobiliari nei confronti del cliente”. Si tratta, secondo Bacco, di un processo globale, nel quale il mediatore deve andare oltre la semplice transazione, e porsi come professionista, in grado di offrire servizi qualificati e dare risposte al consumatore, proporsi come punto di riferimento nelle fasi legate alla transazione (legali, fiscali) ma anche in quelle successive. Per fare questo, non si può prescindere da una formazione mirata e continua, né da un elevato standard di servizi. L’intento della Fiaip è di riqualificare la professione, che nel tempo si è evoluta con nuove prerogative, individuando un percorso formativo differente dal semplice corso presso le Camere di commercio. Con un diploma di scuola media secondaria specifico, o con un corso di laurea breve dedicato, sarebbe possibile innalzare il livello formativo e permettere a quanti vogliono intraprendere la professione di avvicinarvisi già durante la formazione scolastica, prevedendo anche l’inserimento di materie facoltative nel percorso didattico. Inoltre, operando un cambiamento nei criteri di accesso alla professione, la categoria sarebbe inquadrabile nell’ambito delle professioni intellettuali, e si renderebbe particolarmente necessario il continuo aggiornamento delle conoscenze, attraverso la partecipazione a corsi e convegni promossi dalle associazioni di categoria. In questo modo, l’agente immobiliare diventerebbe il “professionista di fiducia” del cliente, al quale offrire servizi sempre più specifici e mirati alla tutela del consumatore. Per questo motivo, Fiaip propone anche di garantire per legge, da parte della categoria, uno standard di servizi minimo, basato su quattro punti fondamentali: fornire al cliente il titolo di provenienza dell’immobile, le visure ipo-catastali, la conformità dell’immobile e gli ultimi tre verbali delle assemblee di condominio. L’acquisizione di questa documentazione confermerebbe la posizione di terzietà e imparzialità che l’agente immobiliare occupa rispetto alle parti nella mediazione, costituendo un servizio “tutelante per il cliente”, ma sarebbe anche una qualificazione ulteriore per i professionisti rispetto a quanti esercitano abusivamente. A questo scopo, Fiaip ha anche proposto la creazione di un osservatorio congiunto tra i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, le associazioni di categoria e i consumatori, che possa garantire un esercizio sempre trasparente e corretto della professione. Tra le misure allo studio, il contrasto all’abusivismo in rete con la previsione dell’obbligo per chi inserisce gli annunci su portali internet di qualificare la propria figura, come agenzia o proprietario dell’immobile. L’agente immobiliare dovrà infatti qualificarsi con la denominazione aziendale e il numero di iscrizione al REA (Repertorio economico amministrativo) o al registro delle imprese, mentre il privato dovrà dimostrare di essere il proprietario del bene oggetto dell’annuncio. Trasparenza è quindi la parola d’ordine della Federazione, che ha portato alla creazione, a maggio scorso, dell’ente bilaterale Mediaconsum da parte di Fiaip e dell’associazione consumatori Adiconsum, per creare un nuovo modello di concertazione tra agenti immobiliari e consumatori. A riguardo, Bacco ha precisato che “con questo Protocollo Fiaip non cerca titoli di copertura, ma trasparenza, e fa in modo che i consumatori abbiano prova delle nostre capacità”. In tema con l’attualità del federalismo fiscale, il Consiglio nazionale ha poi discusso una proposta per il decentramento della Federazione, messa a punto dalla commissione tecnica in due incontri e sottoposta poi all’Assemblea: il progetto tracciato è quello di un decentramento operativo sostenibile e virtuoso, per radicare la Fiaip sul territorio e poter armonizzare le esigenze di ogni collegio regionale e provinciale. Prerogativa degli associati è, in questo senso, ribadire la centralità e l’unicità dell’appartenenza alla federazione, caratteristiche che non vanno in alcun modo intaccate con l’attuazione del decentramento. Il centro, dal canto suo, deve comunque poter contare sulle territorialità e sul loro partecipare alla vita della Federazione. In questo senso, Bacco ha dichiarato che decentramento vuol dire anche “diretta responsabilità per le Federazioni regionali sulla gestione: con la presenza in loco occorre garantire l’operatività assoluta degli agenti immobiliari”. Su questo punto, il dibattito è stato particolarmente vivace, con la preoccupazione da parte degli associati di ribadire l’unicità della Federazione, accanto alla necessità di gestire in modo funzionale i rapporti tra centro e periferia. “Siamo comunque un’unica Federazione, – ha precisato Giovanni Infortuna, presidente di Fiaip Veneto – il risultato del consiglio nazionale è proprio questo: la Fiaip è una e deve rimanere una. Quando si parla di decentramento si pensa immediatamente a una divisione. Invece, questa proposta di Righi è la strada perfetta per l’applicazione del decentramento: si tira fuori l’energia dai territori, il che comporta maggiori vantaggi sia localmente che per tutta la Federazione”.“Non si può prescindere dalla premialità di chi amplia le potenzialità della Federazione, lavorando con istituzioni, categorie, associazioni – è l’opinione di Fabrizio Floriani, presidente di Fiaip Piacenza – ma neanche dalle esigenze di coloro che non possono farlo, perché hanno condizioni geografiche, sociali, umane differenti, o sono in posizioni marginali, tali da non poter operare al meglio”. Per questa ragione, quindi, è necessario da una parte dare la libertà ai territori di gestirsi in base alle esigenze locali, ma dall’altra non si possono disattendere gli impegni a livello centrale. Gestire localmente alcuni aspetti vuol dire anche avere opportunità differenti: si potrebbero, ad esempio, stipulare convenzioni specifiche con banche e istituti di credito differenti da quelle nazionali, cosa che porterebbe comunque prestigio e nuova linfa anche alla direzione centrale. Tuttavia, non vanno sottovalutate le ricadute che questo processo potrebbe avere sulle piccole realtà: Renato Troiani, presidente di Fiaip Marche, ha rimarcato la necessità che il decentramento sia attuato nello spirito di mutualità che vige in ogni federazione. “Togliere risorse – ha dichiarato – a zone che hanno meno possibilità di sviluppo si tradurrebbe in una crescita disomogenea”. “Tuttavia – ha poi aggiunto – con i lavori della commissione tecnica che ha sicuramente operato gli aggiustamenti necessari sarà possibile agire in maniera equa”. A sollevare i dubbi degli associati, il progetto messo a punto dalla commissione prevede particolare attenzione per le piccole realtà, che dal decentramento potrebbero non ottenere risorse a sufficienza. Sono previsti infatti contributi per le sedi locali, fino al raggiungimento di una soglia di 3mila euro, per la realizzazione delle attività connesse alla gestione delle periferie. L’erogazione dei contributi sarà comunque legata alla realizzazione di attività nei collegi. Il Consiglio nazionale ha inoltre deliberato la nomina di due membri onorari, Alessandro Gatto Monticone e Gianfranco Civoli, e la nomina a moderatore del Forum dei presidenti di Ercole Valle. Infine, i nuovi componenti della Commissione disciplinare sono Gianna Torriti, Pietro Camillo, Alessandro Moli, Ettore Ametis e due membri supplenti dei Revisori dei Conti, Giulio Pieretti e Giuseppe Spagnol.
R.C.
Credito al consumo, al via la riforma
Novità anche per la mediazione creditizia: è ormai imminente la riforma del credito al consumo, con l’avvio dell’esame, da parte delle Camere, dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria sul credito al consumo (2008/48/CE). Il provvedimento, tra le altre cose, rivede la disciplina dei soggetti che operano nel settore finanziario, quella degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Alla luce di questi cambiamenti nel panorama normativo, il Consiglio nazionale ha quindi stabilito di costituire una nuova struttura societaria per l’intermediazione creditizia. Il nuovo istituto permetterà agli associati e ai mediatori creditizi Fiaip di operare e collaborare in un contesto legislativo sicuro.
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