
Le ultime vicende politiche, riguardanti l’abolizione del nostro ruolo professionale, devono spingerci ad un’attenta riflessione sul ruolo delle associazioni di categoria e sulla politica più in generale. È necessario premettere che il mantenimento della 39/89, non altera il percorso per diventare e rimanere agenti immobiliari, corsi, esami, requisiti soggettivi, incompatibilità. In relazione a questo fatto la domanda sorge spontanea: “Se nulla è cambiato, perché si è abolito il ruolo?” La risposta più semplice e banale è che il Ministero ha voluto adeguarsi alla direttiva europea dei servizi e quindi non incorrere in sanzioni, e non ha potuto liberalizzare la nostra professione, anche a seguito della spinta e delle forti pressioni ricevute dalla nostra associazione e dalle Commissioni parlamentari. La risposta più complicata ci impone invece un’analisi sul ruolo, che dal 1989 ad oggi, hanno giocato le associazioni di categoria, sul tema del rinnovamento e della modernizzazione della nostra professione. Dopo il settembre 2008, che ha segnato l’inizio di una crisi economica e sociale senza precedenti, tutte le realtà socio-economiche si sono accorte, che il ricorso spasmodico alla finanza, aveva permesso per un decina di anni alle aziende di vantare bilanci stellari, bilanci privi della solidità, che solo il lavoro materiale ed i beni prodotti possono garantire. Purtroppo nessuno aveva previsto quello che sarebbe accaduto nel settembre 2008. Governi, partiti, associazioni erano troppo impegnati a guardare al presente e al passato, evitando di pensare al futuro, e a quei progetti e quei provvedimenti che avrebbero invece potuto rendere le professioni più attinenti all’economia reale. I primi segnali di una volontà politica, volta al cambiamento della nostra professione, ci erano giunti nel luglio 2006 quando l’allora governo Prodi adottò norme deliranti contro la nostra categoria, quali: il pagamento in solido della tassa di registro, e la dichiarazione in atto delle somme percepite dalle agenzie immobiliari a titolo di provvigione, oltre alla richiesta di abolizione del Ruolo. Quei primi segnali, avrebbero dovuto spingere gli agenti ad una attenta riflessione sul nostro futuro e di conseguenza a formulare una proposta di legge che rinnovasse la nostra professione rendendola più aderente alla società attuale. Sarebbe stato necessario far comprendere al mondo politico che il ruolo degli agenti immobiliari, non può essere equiparato alle altre categorie di mediatori, che pur sono normate dalla 39/89. Infatti, non si comprende come un mediatore marittimo od un merceologico, possano usufruire delle stesse normative previste per gli agenti immobiliari, che tutti i giorni hanno a che fare con la tutela del risparmio delle famiglie italiane. Un agente immobiliare impreparato può distruggere i sogni ed il lavoro di una famiglia. Un altro tipo di mediatore, può al massimo procurare un danno ad un impresa. Il danno ci sarà, ma sarà legato limitatamente al rischio commerciale che l’impresa stessa si è assunta. Il mantenimento dello status quo ed il continuo gioco in difesa degli agenti, rispetto agli attacchi indiscriminati del legislatore, ha portato la politica a legiferare in proprio, non avendo le associazioni, avanzato nel frattempo, proposte di rinnovamento volte al miglioramento del rapporto tra agenzie immobiliari e consumatori. Un rinnovamento della legge è quindi oggi inevitabile e Fiaip, da subito, si farà portatrice di quel processo di cambiamento che è ormai inevitabile. Standard di servizi per i consumatori, laurea triennale per l’accesso alla professione - con clausola di salvaguardia per gli attuali agenti immobiliari-, ripristino delle commissioni camerali per il controllo dei requisiti soggettivi, abolizione delle norme introdotte dalla Visco – Bersani, semplificazione delle norme antiriciclaggio, lotta serrata all’abusivismo mediante la creazione di un tavolo di lavoro permanente che veda coinvolti i ministeri dello sviluppo economico e delle finanze, e tanto altro ancora. Se non ci faremo portatori delle nostre istanze, allora state certi che tra qualche anno un euro parlamentare qualsiasi, pretenderà di spiegarci come si deve fare l’agente immobiliare in Italia. E visti i precedenti, saranno guai seri. La cancellazione del ruolo è stata quindi causata da una serie di inattività, di cui non bisogna accusare soltanto la politica, ma anche noi stessi, che siamo stati inerti di fronte al rinnovamento di una società, i cui cicli economici sono sempre più brevi. Ora è venuto il momento di porre rimedio agli errori del passato e di iniziare un percorso che porterà Fiaip ad elaborare una propria proposta di legge condivisa. Tale proposta nascerà dall’impegno dei Consigli e delle Assemblee provinciali e regionali, per giungere poi alla discussione in Consiglio nazionale il prossimo giugno. Avremo inoltre la possibilità di confrontarci con i colleghi della Fimaa, al fine di formulare una proposta unitaria, che voglia garantire un futuro a tutta la categoria ed aumentare la tutela del consumatore. Durante il congresso di Taormina l’ incipit del programma, votato a maggioranza era chiaro: “Ottobre 2009, nasce una nuova Fiaip”, e così sarà: con l’apporto di tutti. L’invito che voglio fare a tutti i colleghi agenti immobiliari è quindi quello di entrare a fare parte della nostra associazione, perché solo una partecipazione attiva alle vicende della nostra categoria, permetterà ad ognuno di essere l’attore del proprio futuro. Fiaip vuole oggi ed in futuro farsi portatrice di idee innovative volte al miglioramento della categoria, ed essere al centro della ripresa socio economica del nostro Paese, senza troppe parole, ma con tanti fatti concreti.
Paolo Righi, presidente Nazionale Fiaip
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