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ici prima casa?


SI PUÒ ABOLIRE SENZA PESARE SUI COMUNI

17.11.2009

ici prima casa? - SI PUÒ ABOLIRE SENZA PESARE SUI COMUNI

Convinto sostenitore della politica come servizio, profonde radici cattoliche, sempre alla ricerca del “buon governo” del territorio, Osvaldo Napoli, piemontese,
64 anni compiuti a marzo, è stato confermato alle ultime elezioni alla Camera dei deputati nelle fila del Pdl in Piemonte. Già deputato nella XV legislatura, consigliere comunale dal 1975 e poi sindaco di Giaveno, cittadina in provincia di Torino, dal 1985 al 2004, Napoli è da sempre impegnato sul fronte delle realtà locali, tanto da ricoprire ormai da diversi anni la carica di vicepresidente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani. Napoli è quindi un profondo conoscitore del nodo Ici e sa cosa vuol dire questa imposta per le casse dei comuni. Nonostante questo è tra i più convinti sostenitori della possibilità di cancellare l’imposta, trasformando in realtà una delle più popolari promesse elettorali del Cavaliere. Ecco come.
Onorevole Napoli, il leader del Pdl ha assicurato l’abolizione dell’Ici al primo Consiglio dei ministri. E’ un’operazione possibile?
Credo che sia un intervento più che mai positivo, perché l’Ici, come sanno tutti, comprese le amministrazioni comunali, è un tassa iniqua, che va a colpire le famiglie che hanno fatto grandi sacrifici per acquistare la casa in cui vivere. E’ per questo che sono convinto che l’impegno preso dal presidente Berlusconi per coprire il mancato introito dell’Ici ai comuni sarà realizzato. Alla luce di questo, non si può che vedere con soddisfazione l’eliminazione totale dell’Ici sulla prima casa.
Quanto vale la cancellazione dell’Imposta?
Il costo dell’operazione è stimato in 2,2 miliardi di euro.
Il ministro dell’Economia in pectore, Giulio Tremonti, nell’incontro con l’Anci del 24 aprile scorso ha garantito che si possono reperire queste risorse? E in che modo?
Il vertice è servito per cominciare a parlare della questione, ma giustamente Tremonti ha rinviato il dibattito a quando avrà effettivamente la carica di ministro. Quello con Tremonti è stato infatti un incontro politico e l’Anci ha ottenuto l’impegno di un rinnovato confronto con il prossimo esecutivo. Sul piano pratico l’abolizione dell’Ici avverrà applicando gli stessi parametri previsti dal governo Prodi nell’ultima Finanziaria, solo che sarà estesa al 100% per la prima casa, contro il 40% previsto dall’intervento del centrosinistra.
E’ stata già fissata un’agenda di incontri con il futuro ministro?
Aspettiamo la formazione del governo: quando il nuovo esecutivo sarà in carica potremo muoverci in un ambito istituzionale definito e avviare una discussione organica.
Avete pensato a nuove strategie per il settore immobiliare a livello locale?
Al momento è prematuro, si discuterà di tutti i temi sul tappeto quando ci saranno i riferimenti politici.
Come valuta la proposta di Fiaip di istituire nella compagine di governo una delega specifica per la casa e l’immobiliare?
Quella di Fiaip è una proposta che ha consenso. Bisogna ora vedere dove inserirla. Il presidente Berlusconi e la coalizione del Pdl ha ben presente i problemi della casa, che sono stati al centro della campagna elettorale. Quindi ritengo possibile che ci sarà un ministro o un sottosegretario con una delega specifica per il settore.
Sul fronte degli affitti avete in mente strategie, anche di tipo fiscale, per rilanciare il mercato?
Il complesso della fiscalità immobiliare è sicuramente un tema su cui lavorerà il ministro dell’Economia. Questo perché in campagna elettorale sul tema della casa tutta la coalizione del Pdl ha preso degli impegni forti e sono personalmente convinto che questi impegni saranno mantenuti. Il nodo della fiscalità sugli immobili sarà perciò affrontato su entrambi i fronti quello degli affitti e quello della proprietà (Ici).

 

E TREMONTI ASSICURA:
OPERAZIONE A COSTO ZERO


L’abolizione dell’Ici sulla prima casa non ricadrà sui bilanci dei comuni. Ad assicurarlo è stato Giulio Tremonti all’Anci in occasione dell’incontro del 24 aprile scorso a Roma, in via dell’Umiltà sede di Forza Italia.
L’operazione ha infatti assicurato il ministro dell’Economia non avrà oneri per le amministrazione locali e questo perché, ha spiega il senatore della Lega Massimo Garavaglia, si troverà un modo per compensare i comuni del mancato introito, per esempio, aumentando la compartecipazione all’Irpef. Secondo l’esponente del Carroccio i costi della cancellazione dell’Ici su tutte le prime case costerebbe tra 1,7 e 2 miliardi di euro (2,2 miliardi secondo i calcoli dell’Anci) e il nuovo governo vi provvederà già dal primo Consiglio dei ministri, come promesso da Berlusconi in campana elettorale.
Meno fiducioso è apparso al termine del vertici il presidente dell’Anci e sindaco di Firenze, Leonardo Domenici. “L’Ici – ha ricordato – è la prima entrata dei Comuni e un tributo dal quale dipendono gran parte dei servizi ai cittadini, è quindi necessario, come del resto confermato da Tremonti, che un suo sgravio trovi una compensazione congrua, adeguata e precisa”.
Su questo punto Elisabetta Gardini, portavoce nazionale di FI, ha garantito che le amministrazioni comunali saranno chiamate a collaborare nell’abolizione dell’Ici che rappresenterà, ha detto, “un concreto, certo e significativo aiuto alle famiglie italiane”.
Nel frattempo uno studio realizzato da Anci-Cittalia ha evidenziato che il 56% dei comuni gestisce direttamente la riscossione dell’Ici, mentre il restante 38%, e in particolare le realtà medio piccole, utilizza il concessionario. Inoltre, circa il 60% delle amministrazioni comunali sfrutta i dati aggiornati della banca dati catastale, con picchi maggiori nell’area del Nord-Est. Ma c’e’ anche un 25% di comuni, equamente distribuiti sul territorio nazionale, che opera su dati non aggiornati.

 



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