
Le Regioni dell’area nord-occidentale del Paese, per fronteggiare l’emergenza abitativa e la crisi del mercato immobiliare, hanno adottato una serie di provvedimenti estremamente articolata che costituisce un vero e proprio “pacchetto” normativo finalizzato a promuovere un “Piano casa” regionale in grado di rispondere alle esigenze specifiche del proprio territorio. In particolare, il Piemonte ha avviato, nel luglio 2008, un progetto di housing sociale (edilizia sociale) sperimentale che rientra nel programma “10mila alloggi entro il 2012”.
L’intervento prevede in via prioritaria l’offerta di alloggi, circa 10mila da costruire entro il 2012, a canone sociale e a canone calmierato destinati ai cittadini in possesso dei requisiti per accedere all'edilizia sovvenzionata o all’edilizia agevolata e, in via sperimentale, a favore di cittadini che non riescono ad accedere a questi strumenti a causa di modesti superamenti del limite reddituale di accesso, ma che non sono in grado di sostenere il pagamento del canone di un alloggio in edilizia agevolata. Attualmente la giunta regionale ha stanziato 2,3 milioni di euro per costruire queste abitazioni destinate alla locazione temporanea o permanente, ma con l’eventualità del riscatto, la cui caratteristica fondamentale è costituita dalla proposizione di nuove forme gestionali a sostegno di modelli abitativi solidali. Infatti, la sperimentazione avviata nei mesi scorsi consentirà la realizzazione di minialloggi, alloggi, residenze collettive, alloggi per l’inclusione sociale come microcomunità o residenze collettive per l’autonomia e pensioni o alberghi sociali. La Lombardia, invece, ha dato il via libera l’8 aprile scorso a una serie di interventi finanziati con 316 milioni di euro, di cui circa 79 sono previsti dal “Piano casa” nazionale. Le misure adottate completeranno la programmazione annuale prevista dal Piano regionale per l'edilizia residenziale pubblica (Prerp) 2007-2009, già approvato dal Consiglio regionale che, grazie al recupero di 83 milioni risparmiati, incrementa i fondi a propria disposizione passando da 561 a 644 milioni. Nello specifico, il “pacchetto” varato dalla giunta del presidente Roberto Formigoni prevede lo stanziamento di 102 mi lioni per il Fondo sostegno affitti, 47 milioni per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa (ne potranno beneficiare 7.835 famiglie), 22 milioni per il "bando emergenza abitativa", 14 milioni per il “bando Sacc” (Servizi abitativi a canone convenzionato) destinato alla costruzione di 700 alloggi a canone convenzionato, 52 milioni per completare la riqualificazione di 500 alloggi in varie province, 79 milioni del “Piano Casa Nazionale” per realizzare, attraverso Comuni e l’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale (Aler), 1.147 nuovi alloggi. Anche la Liguria ha stanziato recentemente una somma ingente, 122 milioni di euro, nel settore delle politiche abitative per attivare investimenti che ammontano a circa 368 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori 160 milioni, una volta approvato il Programma quadriennale per l'edilizia residenziale (Pqr). Già dal 2007 la giunta del governatore Claudio Burlando ha affrontato il problema casa adottando una legge che norma in modo capillare l’intervento pubblico nell’edilizia sociale, fornendo risposte sia alle situazioni di indigenza che alle difficoltà incontrate dal ceto medio a pagare un affitto di libero mercato. Prima di questa legge, la Regione aveva promosso la realizzazione di programmi per “l’housing sociale” e una parte delle proposte sono già state finanziate con 23 milioni di euro che hanno attivato lavori per una cifra tre volte superiore, attualmente in fase di realizzazione. In attesa di approvare il programma quadriennale per l’edilizia residenziale, quindi, la giunta intende presentare in breve tempo un altro bando per l’edilizia sociale dell’ammontare di circa 20 milioni di euro. A queste iniziative si aggiunge poi l’istituzione di un fondo presso la Finanziaria ligure per lo sviluppo economico (Filse), organo operativo per l’attuazione della politica regionale in campo economico e sociale, a sostegno della partecipazione pubblico-privata che prevede il finanziamento e la progettazione iniziale di piccole infrastrutture da parte dei privati. L’Amministrazione della Valle d’Aosta, infine, ha disposto vari strumenti per aiutare i cittadini a usufruire del diritto primario alla casa intervenendo su più fronti. Prima di tutto, tramite l’Agenzia regionale per l’edilizia residenziale (Arer) la Vallée gestisce circa 1.700 alloggi sociali, che fanno capo anche a singoli comuni, assegnati in base a graduatorie stilate secondo i criteri fissati dalla legge, che prevedono anche riserve per particolari categorie di cittadini (giovani, anziani, indigenti). Inoltre, è previsto un sostegno finanziario differenziato, garantito dalla costituzione di un fondo di rotazione per l’erogazione di mutui, per l’acquisto, il recupero e la nuova costruzione di una casa adibita a prima abitazione. Infine, l’amministrazione eroga anche ulteriori risorse in favore delle cooperative di costruzioni, per l’edilizia convenzionata e a sostegno di coloro che hanno difficoltà a pagare il canone di locazione.
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