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Panorama Normativo

IMMOBILIARE IN PRIMO PIANO TRA ELEZIONI, TERREMOTO E ODORE DI FINANZIARIA


Alla Camera si avvia un indagine sul real estate, mentre la politica prepara le campagne elettorali e il governo fa i conti con crisi e terremoto

30.07.2009

IMMOBILIARE IN PRIMO PIANO TRA ELEZIONI, TERREMOTO E ODORE DI FINANZIARIA - Alla Camera si avvia un indagine sul real estate, mentre la politica prepara le campagne elettorali e il governo fa i conti con crisi e terremoto

Il rallentamento dell'economia che sta investendo il Paese, complicato dalla crisi del settore finanziario mondiale, innescata a sua volta dal collasso del mercato dei mutui subprime, “sta avendo un impatto negativo anche sul mercato immobiliare, con una diminuzione del 14% delle transazioni”.
Come se non bastasse, “secondo le ultime stime delle associazioni dei consumatori, una famiglia su quattro si trova in una situazione di crescente difficoltà nel pagare le rate dei mutui a tasso variabile, e il credito per la casa è in diminuzione”. Sono queste le considerazioni che hanno spinto la commissione Ambiente della Camera ad avviare un'indagine conoscitiva sul mercato immobiliare che prenderà il via nel mese di maggio con un folto programma di audizioni, per poi concludersi entro il 31 dicembre 2009, con la stesura di un documento conclusivo da consegnare al governo. Obiettivo dell'approfondimento, nell'aria già da diversi mesi, è quello di affrontare i cambiamenti, in particolare quelli di natura economica, che hanno interessato il settore del real estate e che, si legge nel programma dell'indagine, “richiedono una pronta e sollecita risposta da parte del Parlamento, soprattutto attraverso l'introduzione di una normativa capace di rispondere a tali mutamenti e alle nuove esigenze emergenti”. La riduzione delle compravendite di abitazioni verificatasi nel 2008 ed evidenziata dal Rapporto dell'Agenzia del Territorio, è stata accompagnata, oltre che dall'allungamento dei tempi medi di transazione, dalla contrazione delle erogazioni dei mutui, diminuite del 28,8% e da una riduzione della parte della quota mutuabile, che oggi di rado supera il 70% del valore dell'immobile, senza contare il fatto che il tasso di interesse per i prestiti ipotecari in Italia è mediamente più alto che negli altri Paesi europei. Uno scenario questo che, in una realtà come quella italiana dove il mercato degli affitti è stagnante a causa di canoni troppi elevati e di scarsa offerta, complica la possibilità per single, giovani coppie, stranieri, studenti di accedere al bene casa, tanto più in un contesto in cui “l'edilizia sociale è particolarmente danneggiata e scoraggiata da una fiscalità non adeguata alle reali necessità”. Queste considerazioni di carattere socio economico rendono necessario per il legislatore effettuare una riflessione sul piano normativo su come rivedere la disciplina del real estate, partendo dalle problematiche legate al mercato degli affitti, per passare agli aspetti legati all'introduzione di incentivi per la costruzione e la ristrutturazione di edifici secondo i principi di riqualificazione urbana e di risparmio energetico, oltre che di recupero del patrimonio esistente anche per razionalizzare l'uso del suolo delle città , “in un'ottica complessiva che intende la politica abitativa come fattore determinante per affrontare l'attuale crisi economica e rilanciare lo sviluppo economico e territoriale”. Politica che, è osservato nel programma dell'indagine, “richiede nuove soluzioni per affrontare le sfide odierne, connesse ad una nuova qualità dell'abitare, alla definizione delle nuove professionalità nella gestione della proprietà e dell'intermediazione, all'inquadramento normativo del real estate nel settore del turismo, anche attraverso la promozione all'estero fatta di concerto con l'Istituto del Commercio Estero (Ice)”. L'avvio dell'indagine conoscitiva sul mercato immobiliare sarà senz'altro un momento importante di riflessione e confronto sul settore, che permetterà di dar voce a tutti i soggetti interessati, ma i tempi necessari a svolgere questo approfondimento porteranno solo all'inizio del 2010 alla definizione di un documento per orientare il futuro del comparto. Nel frattempo sono molti gli impegni che attendono il Parlamento e il governo nei mesi che precedono la pausa di agosto. Il decreto legge per far fronte all'emergenza del terremoto in Abruzzo impegnerà senatori e deputati per tutto il mese di maggio. Infatti, anche se il termine per la conversione del dl scadrà il 27 giugno prossimo, le Camere devono fare i conti con gli impegni elettorali del 6 e 7 giugno, con l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo e il primo turno delle amministrative, che interesseranno oltre 4mila comuni e 73 province, per le quali è previsto per il 21 giugno il turno di ballottaggio che è stato unito al referendum sulla legge elettorale. Si attendono quindi settimane roventi sia per la maggioranza che per l'opposizione, viste le dissonanti posizioni sul nodo referendario. Ma l'agenda istituzionale e politica non si limita a questo. Il dl Abruzzo non sarà infatti l'unico impegno del Parlamento, le Camere si apprestano a dare il via libera definitivo ai collegati alla Finanziaria 2009. Sinora ne sono stati approvati due: la delega sulla riforma del pubblico impiego, diventata la legge 15/2009, e quella, chiave, sull'attuazione del federalismo fiscale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di mercoledì 6 maggio, serie generale n. 103. In ballo, come si potrà vedere nelle pagine che seguono, i collegati su sviluppo ed energia, semplificazione e giustizia e lavoro. Si annuncia poi battaglia sullo schema di decreto legislativo, messo a punto dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che modifica e aggiorna il dlgs 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 27 marzo scorso il testo dovrà ottenere entro agosto il parere delle Camere, ma sindacati e Regioni hanno già espresso forti dubbi sulle proposte di Sacconi, giudicate troppo a vantaggio delle aziende e poco tutelanti per i lavoratori. Continua anche il dibattito sul ddl Comunitaria 2008, approdato alla Camera dopo il via libera del Senato, che, ricordiamo contiene la delega per la riforma dell'attività di mediatore creditizio e quella per l'attuazione della direttiva servizi (2006/123/Ce). Al molto che bolle in pentola si aggiungerà la predisposizione e discussione tra fine giugno e luglio del Documento di programmazione economico finanziaria 2010-2013. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha raschiato il raschiabile per trovare le risorse per il post terremoto senza mettere “le mani nelle tasche dei cittadini”. Nessun aumento di accise su carburanti o tabacchi, come spesso è accaduto in occasioni analoghe in passato e tanto meno una tantum sui redditi alti, ma tagli di spesa e nuovi giochi pubblici. C'è pero' il rischio che con la prossima manovra economica qualche sforzo in più sarà chiesto al contribuente. Nei primi due mesi del 2009 le entrate tributarie sono diminuite, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, del 6,6%, che tradotto significa che sono stati persi dall'erario 4 miliardi di euro. E su questo risultato pesa la riduzione del reddito d'impresa e delle imposte indirette, comprese quelle che riflettono la flessione dell'immobiliare. Nel primo bimestre dell'anno le imposte di registro sono diminuite del 14% rispetto allo stesso periodo del 2008 (-147 ml), quella ipotecaria ha perso il 27,4% (-123 ml) i diritti catastali e di scritturato si sono ridotti del 25,1% (-51 ml). Il governo e la maggioranza confidano dunque nella creatività del responsabile del Mef, anche in vista dell'appuntamento chiave dell'estate: dall'8 al 10 luglio l'Italia ospiterà a L'Aquila (e non più alla Maddalena, in Sardegna) il G8. Nel cuore dell'Italia si riuniranno i big del mondo per fare un primo bilancio dei danni del terremoto finanziario che ha messo in ginocchio le economia della terra e per capire se la fine del tunnel è vicina oppure no.

Nel programma dell'indagine anche l'audizione della Consulta interassociativa della mediazione La commissione Ambiente di Montecitorio è già da tempo impegnata nell'esame di provvedimenti che affrontano alcune delle questioni relative al settore immobiliare, come il governo del territorio, la qualità energetica degli edifici e le normative edilizie, dalla formazione delle maestranze ai materiali da costruzione. A questi si sommano le diverse questioni sociali legate alle varie proroghe di sfratti e alle quelle legate alla fiscalità su locazioni, abitazioni e investimenti immobiliari. Con l'indagine conoscitiva decisa il 23 aprile scorso, il gruppo di lavoro tenterà quindi di tirare le somme di tutti questi aspetti aprendo un dibattito sui nuovi strumenti, finanziari, tecnologici ed economici, necessari a sviluppare una nuova politica della casa innovativa e rispondente a quelle che oggi sono reali esigenze dei cittadini. Per fare questo il programma di lavoro delineato dalla commissione prevede lo svolgimento delle audizioni di: − rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali competenti del settore come il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli, quello dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e gli esponenti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dell'Upi, dell'Anci e dell'Uncem (ovvero le associazioni delle amministrazioni comunali e provinciali); − esperti della materia, come i centri studi e di ricerca specializzati; − ordini e ruoli professionali, come il Consiglio nazionale del notariato e gli ordini di ingegneri, architetti, geometri e le associazioni degli agenti immobiliari; − sindacati e associazioni di categoria, tra cui Ance, Confedilizia, Assoimmobiliare e la Consulta nazionale interassociativa per l'Intermediazione Immobiliare; − rappresentati dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana; − associazioni e istituti, anche universitari, e enti e organismi impegnati nella filiera del real estate. Al termine dell'indagine sarà redatto un documento conclusivo, che avrà carattere d'indirizzo per Parlamento e governo, in cui si indicheranno gli interventi normativi e regolamentari da adottare per affrontare il nuovo scenario del mercato immobiliare del Paese.

 

Cordoglio per la scomparsa di Ugo Martinat

Nella notte del 28 marzo scorso è morto, dopo una lunga malattia, Ugo Martinat, sottosegretario allo Sviluppo Economico ed esponente del Pdl. Martinat aveva 67 anni e aveva alle spalle una lunga carriera politica iniziata nelle file dell’Msi e poi proseguita in An. Nel vertice dello scorso aprile della Consulta interassociativa della mediazione, i presidenti di Anama, Fiaip e Fimaa hanno ricordato l'uomo politico che ha sempre mostrato grande sensibilità alle problematiche della categoria e che ha fornito più volte il proprio contributo di idee ed esperienza anche con interviste e commenti a l'Agente immobiliare.



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stampato in data 22-5-2012 alle ore 8:54