IMMOBILIARE SOTTO UN MATTONE
Imprese e professionisti in attesa di tempi migliori IMMOBILIARE SOTTO UN MATTONE - Imprese e professionisti in attesa di tempi migliori

È da più mesi che dalle colonne di questo  periodico andiamo ripetendo come un refrain  di un disco “rotto” che servono  quanto prima nuove misure per rilanciare  il mercato immobiliare. Va bene il Piano  Casa voluto dal Governo, ne vedremo l’attuazione  e gli effetti nel secondo semestre  2010, ma con l’ultima manovra finanziaria,  ancora una volta, il sogno della “cedolare  secca” rimane tale.
Ad eccezione  della provincia dell’Aquila dove per il 2010  la cedolare potrebbe essere applicata in  via sperimentale. L’aliquota al 20%,  avrebbe potuto subito rilanciare il mercato  immobiliare delle locazioni, così come  proposta dall’economista Mario Baldassarri  e da numerosi parlamentari. Ma così  non è stato ed il progetto è ancora a fine  anno al palo.  C’è senza ombra di dubbio molta delusione  per come Tremonti abbia ancora una  volta 'blindato' la maggioranza in una finanziaria “light”, aperta ad incursioni vecchio stampo, senza tener conto della scelta del presidente della Camera Gianfranco Fini che invece avrebbe voluto favorire un confronto parlamentare più articolato. Il fatto è che in un momento in cui ci sono più di due milioni di disoccupati in Italia ci si sarebbe aspettati misure più incisive e scelte congiunturali rapide e coerenti con quelle strutturali. E’ la prima volta infatti che dal marzo del 2004 sale il numero di chi è senza lavoro. A ottobre il tasso di disoccupazione è salito all’8% dal 7,8% di settembre, secondo l’Istat. Il numero delle persone in cerca di lavoro è di 2.004.000, in aumento del 2% rispetto a settembre e del 13,4% su base annua. Il tasso di disoccupazione giovanile a ottobre è aumentato al 26,9%. E non fa certo piacere sottolineare come nei prossimi anni si prevede una perdita di almeno 30.000 unità tra gli agenti immobiliari. Sappiamo bene però come noi italiani siamo ottimisti, sebbene regni sovrana la sfiducia per il sistema Paese. Una prima certezza: Il mattone rimane sempre una delle forme di investimento preferite in Europa, e non solo in Italia. Nel vecchio continente nonostante la crisi del mercato, il crollo dei prezzi e la flessione delle compravendite, il 28% degli europei investirebbe nel mattone. Secondo un recente studio di Janus capital solo il 10% ha investito in immobili in Europa, il 21% investe in borsa mentre il 54% preferisce risparmi e conti in deposito. A frenare gli investimenti immobiliari sarebbe soprattutto la difficoltà ad ottenere finanziamenti, come segnalato dall’82% dei cittadini europei intervistati, e dal 29% degli italiani. Il tutto avviene insieme al calo dei tassi sui mutui che va evidentemente di pari passo con la frenata del mercato immobiliare, che risente maggiormente della crisi e delle difficoltà delle famiglie rispetto agli investimenti più impegnativi come quello sul bene primario degli italiani: la casa. Intanto si attenua il calo dei prezzi delle case, soprattutto in città nel terzo trimestre del 2009, ed emergono nuovi segnali di attenuazione della fase di debolezza del mercato immobiliare, così come le agenzie segnalano una flessione delle quotazioni meno pronunciate rispetto al passato. Una seconda certezza: Banca d’Italia fotografa come il mercato dei mutui per acquisto casa in Italia è sano. Risulta infatti come nel nostro Paese si indebitano solo 69 persone su 100 che acquistano un immobile e per non più del 71% del valore dell’immobile. Ciò sta a significare che gli Italiani hanno capacità di risparmio per versare il restante 29% e che addirittura sono molti gi italiani che acquistano casa in contanti. Tutto ciò dovrebbe indurre allora gli Istituti di credito che operano in Italia a dare ancora più fiducia al nostro mercato che non tocca livelli di indebitamento di altre nazioni. Credito più facile per le famiglie significherebbe riattivazione delle compravendite immobiliari, che oggi sembrano assopite, anche a causa del difficile accesso al mercato dei mutui. Non c’è che sperare, allora, che Babbo Natale porti agli agenti immobiliari e ai mediatori creditizi un 2010 pieno di buone novità.

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stampato in data 9-3-2010 alle ore 22:56