
Anche in un periodo di profonda crisi economica come l’attuale, l’investimento immobiliare resta la base più affidabile da cui ripartire per il rilancio. Questo l’incipit del convegno “Mercato Immobiliare: competitività e credito oltre la crisi”, organizzato lo scorso 22 febbraio dalla Fiaip di Genova. Obiettivo dichiarato dell’incontro, quello di dare ad associazioni di categoria, istituti di credito, ordini professionali e istituzioni la possibilità di confrontarsi e trovare una direzione comune verso una nuova stagione di sviluppo economico. Al convegno, patrocinato dalla Provincia di Genova, hanno partecipato, oltre al presidente della Fiaip Liguria, Guerino Pucci, l’assessore provinciale allo Sviluppo economico, Paolo Perfigli, l’assessore comunale alle Politiche per la casa, Bruno Pastorino, e il presidente di Associazione proprietà edilizia (Ape-Confedilizia) di Genova, Vincenzo Nasini. Alla tavola rotonda hanno invece preso parte il direttore della sede del capoluogo ligure della Banca d’Italia, Letizia Radoni, il senatore del Popolo della libertà Enrico Musso e il capo redattore de Il Sole 24 Ore Saverio Fossati. In particolare, quest’ultimo, ha evidenziato come anche nel corso del 2009 la politica del mattone sia rimasta appesa a tante buone intenzioni ma a pochi fatti. A questo proposito Fossati, ha ricordato le tre linee guida che, pur rimanendo poi lettera morta, hanno caratterizzato la politica immobiliare dell’esecutivo lo scorso anno: aumento delle cubature, housing sociale e cedolare secca al 20% sui redditi da locazione. Ai primi due, più di recente rispetto all’incontro di Genova, il governo ha dato in parte il via con il decreto legge sugli incentivi, approvato dal Consiglio dei ministri il 19 marzo, e con l’annuncio della costruzione di 50mila nuovi alloggi in 5 anni dato dai ministri dell’Economia, Giulio Tremonti, e delle Infrastrutture, Altero Matteoli. La cedolare secca, al momento, resta, ancora una volta, una bella speranza.
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