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Italia, profumo di primavera per il real estate


Bene il residenziale, grazie a prezzi ancora in flessione. Incertezze sul fronte mutui. Si punta con cautela al 2011

15.10.2010

Italia, profumo di primavera per il real estate - Bene il residenziale, grazie a prezzi ancora in flessione. Incertezze sul fronte mutui. Si punta con cautela al 2011

Arriva l’autunno, ma in Italia per il mattone è tempo di risvegli. E’ questo il segnale emerso dall’Osservatorio del mercato immobiliare urbano Fiaip. Presentato a luglio scorso, il report fotografa l’andamento del settore nel primo semestre 2010, evidenziando una ripresa delle trattative favorite dalle molte offerte e dai prezzi delle abitazioni ancora in ribasso. In realtà il costo del mattone, secondo l’analisi Fiaip, presenta un calo contenuto e diversificato. Nelle 13 città principali, si è verificata una riduzione dei prezzi dell’1,5% che si aggiunge al - 4,1% dell’ultimo semestre 2009. Diversa la situazione nei piccoli centri, dove i prezzi si sono mostrati stabili. Il dato è confermato anche dalle anticipazioni del rapporto Nomisma sul mercato immobiliare, che indica una diminuzione media nelle 13 città principali dell’1%. Per le locazioni il calo si assesta tra l’1,5 e il 2%. In termini di valore reale, prezzi e affitti delle case sono ai livelli di cinque anni fa. Tuttavia, osserva Nomisma, quella del primo semestre 2010 è la flessione più contenuta dell'ultimo biennio: questo fa presagire un percorso di ripresa lento e graduale che non porterà aumenti nei valori prima del 2011. Si dovrà attendere l’inizio del prossimo anno anche per considerare chiuso il ciclo negativo sul fronte delle transazioni: nei primi mesi del 2010 si è assistito a una stabilizzazione della domanda, trainata in particolare dal residenziale, che nel primo trimestre ha messo a segno un +4,2%, mentre in termini complessivi si è registrato un +3,6, dopo quattro trimestri di segni negativi. Ancora in flessione, infatti, il segmento commerciale (negozi, centri commerciali, alberghi etc.) e quello produttivo, anche se, ha segnalato Mario Condò di Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip, “negli ultimi due trimestri il calo è molto più contenuto rispetto a quello registrato nei trimestri precedenti”, attestandosi intorno al -0,6%. Analisti e addetti ai lavori sono perciò cauti nel valutare questi come segnali certi di ripresa, dal momento che nonostante il segno positivo, il livello delle transazioni resta del 30% inferiore al 2007. Cautela suggerita anche dall’andamento del mercato dei mutui, per i quali si registra una situazione double face: da un lato, in base ai dati di Banca d’Italia e Nomisma, nei primi tre mesi del 2010 si è verificato un incremento del 14,9% delle erogazioni di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni, cui andrebbero sommate le molte operazioni di surroga, sostituzione, ristrutturazione etc. Dall’altro lato, nei primi cinque mesi dell’anno, secondo elaborazioni di Crif, azienda di consulenza del settore finanziario, ci sarebbe stato un calo della domanda dell’1%. Per Condò di Satriano è sui mutui che si giocherà la sfida della ripresa del mercato nei prossimi mesi. “Non si può dimenticare – ha spiegato – come proprio il capitolo degli approvvigionamenti bancari finisca col pesare, in maniera negativa, sulla fascia di mercato intermedia, quella, cioè, compresa tra i 300mila euro e i 400mila euro”. E’ questa l’area a più scarsa movimentazione visto che ormai le banche non finanziano più il 100% dell’importo dell’immobile, ma coprono al massimo l’80%. I dati evidenziano poi una maggiore difficoltà da parte delle famiglie a fronteggiare le scadenze del mutuo, anche se il calo dei tassi di interesse ha avuto come conseguenza una riduzione della rata per chi ha scelto il tasso variabile. Una situazione che, secondo l’Osservatorio Fiaip, se agevola l’acquirente (in base all’Ufficio studi di Banca Mps, nel primo trimestre dell’anno il mutuo a tasso variabile ha avuto un’incidenza del 74%), “irrigidisce, paradossalmente e fino all’eccesso, il mondo bancario”. Quello su cui può però contare il mercato per puntare alla ripresa nel 2011 è l’amore degli italiani per il mattone. Un’indagine diffusa dal Censis a fine agosto lo conferma: per il 22,7% degli italiani l’investimento immobiliare rappresenta la forma privilegiata di utilizzo dei propri risparmi, contro il 21,8% che li lascia liquidi sul conto corrente e appena l'8,5% che punta su azioni e quote di fondi di investimento.



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stampato in data 22-5-2012 alle ore 9:06