
Il volto della città di Milano sta per cambiare. Nei prossimi sette anni, saranno avviati e conclusi i lavori necessari per ospitare l’Expo 2015, l’Esposizione universale dedicata al tema“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”,
e contemporaneamente,troverà applicazione il nuovo Piano di governo del territorio(Pgt) promosso dalla giunta Moratti. Il disegno della Milano del futuro delineata dal Pgt, che prevede un nuovo modello di città multicentrica, priva di periferie e dotata di una rete di trasporto innovativa e capillare, sarà integrato dall’organizzazione dello spazio fieristico necessario a ospitare una kermesse di grandissimo rilievo culturale come l’Expo.
Il capoluogo lombardo ha ottenuto la designazione per ospitare l’edizione 2015 dell’Esposizione il 31 marzo scorso, battendo la città turca di Smirne, e apprestandosi a vivere un’opportunità unica per lo sviluppo infrastrutturale ed edilizio.
Il progetto
Il progetto dell’area che occuperà i padiglioni espositivi è stato presentato a giugno scorso durante la manifestazione immobiliare “Expo Italia real estate” (Eire) svoltasi alla Fiera di Milano.In particolare, si è scelta un’area situata nella zona nord-ovest di Milano tra i comuni di Rho e Pero, che occupa una superficie di oltre un milione di metri quadrati ed è adiacente al nuovo polo espositivo della Fiera ideato dall’architetto Massimiliano Fuksas.
Quest’area, occupata in un primo tempo da impianti industriali, è stata successivamente adibita a destinazione agricola: a seguito dei lavori previsti, sarà collegata alla Fiera di Milano da un ponte pedonale che ospiterà anche un padiglione tematico e fungerà da base per una Torre Expo adiacente alla futura stazione per treni ad alta velocità (Tav) di Rho-Pero.
Secondo i dati forniti dall’amministrazione comunale, il 50%dell’area sarà occupata dai padiglioni, il 35% dagli spazi esterni e il restante 15% da una cintura verde.
I comuni di Milano e Rho sono proprietari di circa 305.000 metri quadri dell’intera superficie, mentre la parte più consistente appartiene alla Fondazione Fiera Milano (640.000 metri quadri),seguita da Poste italiane (80.000 metri quadri) e Belgioiosa srl del gruppo Cabassi (255.000 metri quadri).
Il master plan dell’Expo 2015 prevede un’area “rossa” di oltre un milione di metri quadrati destinata alla manifestazione vera e propria, con l’accesso a pagamento, e un’area “blu”, dellestesse dimensioni, dove verranno realizzate tutte le opere accessorie.
L’area rossa, caratterizzata da una forma allungata di quasi 3 chilometri, ha ispirato l’idea di costruire un percorso principale (boulevard) lungo il quale prevedere ai lati i vari padiglioni nazionali.
I due spazi più grandi, posizionati all’estremità del boulevard,saranno chiamati Piazza Italia e Piazza Expo e diventeranno anche i due ingressi principali a est e ovest della struttura.
Nelle vicinanze del sito sarà edificata anche l’area blu, una vera e propria zona servizi che occuperà circa 1 milione di metri quadri, comprensiva di hotel, parcheggi, negozi, un centro congressi, aree verdi e business a disposizione dei partecipanti.
Infine sarà organizzato un “Expo village”, che occuperà circa120.000 metri quadrati, per ospitare lo staff della manifestazione,i volontari, il personale amministrativo e addetto alla sicurezza. Alla fine della manifestazione, gli edifici e le strutture permanenti saranno destinate al pubblico utilizzo, mentre quelle temporanee saranno demolite a spese del comune di Milano.
Riqualificazione e valori immobiliari
Milano attende circa 27 milioni di visitatori e per garantire un facile accesso alle aree espositive è stato progettato un duplice collegamento dal centro della città, due ideali percorsi di 20chilometri: la “via d’acqua” e “la via terra”. Il primo prevede la riqualificazione di buona parte dei navigli, partendo dalla darsena cittadina e passando per il Parco delle Cave.
Il percorso di terra, invece, collegherà tutti i luoghi d' interesse di Milano, partendo dalla darsena e attraversando il Parco delle Basiliche fino ad arrivare al sito della Expo.
Inoltre, proprio come previsto dal Pgt, per lo sviluppo di una rete integrata di trasporti, si dovranno potenziare le tre linee metropolitane esistenti, costruirne due nuove, riqualificare alcune tramvie, costruire la tangenziale est esterna e la Pedemontana. Questi lavori, che in pratica coinvolgeranno tutta la città e non solo l’area fieristica, comporteranno una spesa superiore a 14miliardi di euro, riqualificando moltissimi quartieri residenziali e, secondo una stima della Camera di Commercio di Milano,determineranno un aumento complessivo del valore delle abitazioni di circa 11miliardi.
Per l’edilizia milanese l’Expo 2015 è sicuramente una grandissima opportunità e lo sviluppo maggiore è previsto nel comparto alberghiero, mentre ci saranno effetti benefici indiretti anche sul mattone residenziale.
Per quanto riguarda il settore alberghiero, si prevede un’ì aumento dell’offerta e quindi del numero di camere disponibili: i posti letto da 23.000 saliranno a circa 26.000.
A quest’incremento dell’offerta, corrisponderà anche una crescita dei ricavi e un aumento dei valori immobiliari del settore,sostenuto da un volume sempre maggiore di transazioni.
I 27 milioni di visitatori previsti per l’Expo, insieme a quelli richiamati prima e dopo la manifestazione, consentiranno alla città di affermarsi come polo turistico d’eccellenza a livello internazionale.
Il settore residenziale, invece, sarà interessato indirettamente dall’evento con l’avvio dei grandi progetti urbanistici, previsti dal Pgt, che determineranno una trasformazione radicale della città. Questi interventi avranno un impatto enorme sul sistema urbano preesistente della città di Milano, tradizionalmente monocentrico, che invece si articolerà in nuove centralità,interessando anche gli ambiti periferici e di prima cintura.
Per questo motivo, i valori immobiliari di compravendita e affitto tenderanno certamente ad aumentare, attirando ulteriori investimenti.
Verso Expo 2015
A livello istituzionale, sono stati ultimati tutti gli adempimenti necessari a garantire l’avvio dei lavori a seguito della firma,avvenuta il 23 ottobre da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del decreto che procede all’istituzione degli organismi per la gestione delle attività connesse allo svolgimento del “grande evento” Expo Milano 2015.
Infatti, la precedente Finanziaria aveva già previsto la costituzione del “Tavolo Lombardia”, l’organismo chiamato a coordinare la realizzazione delle opere infrastrutturali e gli altri interventi necessari presieduto dal governatore Roberto Formigoni.
Inoltre, nel mese di luglio il governo, la Regione e la Provincia lombarda avevano sottoscritto un documento sulle priorità infrastrutturali, constatando la disponibilità dei finanziamenti per l’80% dei progetti mentre per il restante 20% si dovrà ricorrere a un frazionamento per i prossimi 4-5 anni.
I lavori per l’Esposizione universale 2015, quindi, possono ufficialmente iniziare, così come quelli della Milano del futuro .A questo proposito, l’Agente immobiliare ha posto due domande al governatore della Lombardia Roberto Formigoni per avere un quadro più preciso sulle opportunità di sviluppo e riqualificazione delle infrastrutture e del territorio della Regione.
L’assegnazione dell’Expo 2015 a Milano costituirà un’opportunità non solo per la città, ma anche per l’intera Regione, potendo agevolare l’avvio di opere importantissime come la Pedemontana. In che modo i lavori previsti riguarderanno la riqualificazione del territorio lombardo?
Il decreto per l’Expo 2015, firmato dal Presidente del Consiglio, costituisce uno stimolo per tutti, politici, istituzioni,mondo imprenditoriale, a rafforzare l’impegno comune per cogliere un’occasione storica di sviluppo non solo per Milano e per la nostra Regione, ma per l’intero Paese. Il governo regionale da me presieduto ha voluto aggredire con decisione il ritardo infrastrutturale, che ereditiamo dal passato e che ci vede nel contesto italiano al 19° posto per dotazione stradale e al 14° per dotazione ferroviaria. Per ovviare a questa situazione, che penalizza in modo evidente la competitività del nostro sistema imprenditoriale, abbiamo concretizzato l’avvio dei lavori per 106 grandi opere: stradali e autostradali (59), ferroviarie (26) e metropolitane (15), oltre a 2 porti e 4 interporti. Ricordo la realizzazione delle opere integrate e coordinate di Pedemontana e Gronda ferroviaria nord est, e di Brebemi e AV/AC Milano-Brescia, il miglioramento dell’accessibilità in Valtellina, il potenziamento del sistema metropolitano di Milano, la nuova tangenziale est e il completamento delle opere per l’accessibilità a Malpensa. Per Pedemontana, di cui è stato aggiudicato il primo lotto e sarà prossimamente espletata la gara per il completamento, è previsto un finanziamento complessivo di4,5 miliardi di euro, con un contributo pubblico di poco più di un miliardo; i lavori inizieranno nel marzo 2010 per concludersi nel 2015. Per quanto riguarda Brebemi, che ha consegnato il progetto definitivo nel maggio di quest’anno, il costo totale sarà di 1,5 miliardi di euro, completamente in project financing. Per l’altra grande opera autostradale di cui è in corso la procedura di appalto per la concessione, la Tem, si prevede il completamento dei lavori entro il 2014, con un costo complessivo di circa 1,7 miliardi di euro.
Vogliamo che la parola infrastrutture sia declinata sempre di più con la parola certezza, per creare un sistema di accessibilità alla nostra Regione organico, costruito con una visione di ampio respiro, regionale e sovraregionale. Anche il Tavolo Lombardia per l’Expo ci darà l’occasione di approfondire una riflessione complessiva sul ridisegno della mobilità nella nostra regione e di valutare gli investimenti necessari nei prossimi7 anni.
Quali sono le misure urgenti che a suo avviso, in qualità di presidente del Tavolo Lombardia, l’organismo di coordinamento per l’Expo 2015 appositamente istituito dall’ultima Legge Finanziaria, dovranno essere immediatamente adottate?
Ho già insediato il Tavolo Lombardia che riunisce, oltre alla Regione Lombardia, la presidenza del Consiglio, i ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture, Provincia e Comune di Milano,i Comuni di Rho e Pero, Unioncamere, la Camera di Commercio di Milano, Anci Lombardia e Upl Lombardia. Il lavoro per la preparazione e l’organizzazione dell’Expo Milano 2015 marcia,quindi, a pieno regime e l’azione si sta dispiegando con la massima efficacia, in termini di regia e di propulsione, per tutta la vasta gamma di interventi regionali e interregionali connessa alla riuscita di Expo. Con il Tavolo Lombardia abbiamo avviato l'attuazione dell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale, che consentirà un coordinamento unitario del programma di interventi necessari alla valorizzazione delle iniziative correlate all’Expo, riferibili al sito espositivo e alla sua connessione con il territorio. Inoltre, permetterà l’accelerazione e la semplificazione degli iter procedurali, l’unificazione delle procedure ambientali (Valutazione ambientale strategica, Valutazione di impatto ambientale), l’agevolazione dell’allocazione coordinata di risorse dedicate al lancio di studi di fattibilità, l’orientamento della progettualità territoriale e locale in ottica di preparazione all’evento Expo Milano 2015 (Aqst territoriali) e il monitoraggio informativo integrato delle diverse iniziative. In questo senso, il Tavolo Lombardia sarà un utile strumento di governance per costruire un quadro favorevole alla realizzazione del progetto e per cogliere tutte le ricadute positive legate all’Expo. Un evento come questo segna un territorio per anni; può ridisegnarne la struttura, migliorarne l’immagine, riqualificarne le attività.
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