
Il mercato immobiliare americano continua a destare preoccupazioni: a maggio, secondo i dati diffusi dall’Associazione nazionale degli agenti immobiliari Usa (Nar), le vendite di case esistenti hanno subito una flessione del 2,2% rispetto ad aprile, equivalente a 5,66 milioni di unità rispetto ai 5,79 del mese precedente. Eppure, le aspettative degli esperti erano ottimistiche: si attendeva una crescita a 6,11 milioni di unità. Va anche peggio per la compravendita di case nuove: il Census Bureau degli Usa ha comunicato che nello stesso mese si è registrato un crollo record del 32,7% rispetto alle 446mila unità di aprile, il livello più basso dal novembre 1970. Anche in questo caso gli analisti si erano pronunciati con ottimismo, prevedendo un aumento fino a 441mila unità. Motivo principale del crollo è la fine degli aiuti fiscali per l’acquisto di case. C’è chi teme una nuova recessione, e tra questi l’analista che aveva predetto la bolla immobiliare del 2008, Meredith Whitney: “E' incredibile - ha dichiarato in un’intervista - che la gente ancora abbia dei dubbi sulla possibilità di una seconda recessione nel mercato del mattone”.
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