
La relazione sul federalismo fiscale, presentata a palazzo Chigi dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il 30 giugno scorso, getta le basi per introdurre a livello comunale l’imposta unica sui redditi da locazione. “Pensiamo che ci sia la base per fare la cedolare secca sugli affitti”, ha spiegato Tremonti illustrando il documento sul quadro generale di finanziamento degli enti territoriali e sulle ipotesi di definizione delle strutture fondamentali dei rapporti finanziari fra Stato, Regioni, Province autonome ed Enti locali, che il governo ha contestualmente inviato alle Camere così come previsto dalla legge delega sul federalismo fiscale (legge 42/2009, articolo 2, comma 6). La cedolare secca è rispuntata anche nel decreto legge sui conti pubblici varato a giugno scorso dal governo, con un emendamento presentato al Senato da Maurizio Saia del Pdl che al momento di andare in stampa non è stato ancora posto in votazione. L’iniziativa di Saia ripropone una questione che si dibatte ormai da anni e sulla quale la Federazione italiana agenti immobiliari professionali ha avanzato diverse proposte. “Fiaip, che in Italia rappresenta oltre il 50% delle agenzie immobiliari – ha dichiarato Paolo Righi, presidente della Federazione, commentando la manovra governativa – si batte da tempo per l’introduzione della cedolare secca al 20% per i redditi da locazione, ed è contraria a un eventuale aggravio di ulteriori imposte sugli immobili”. Intanto anche le iniziative legislative in materia riprendono vita: il 30 giugno la commissione Finanze di Montecitorio ha ripreso l’esame congiunto, accantonato nel marzo scorso, dei provvedimenti che introducono l’imposta sostitutiva al 20% sui redditi che derivano da canoni da locazione.
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