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Panorama Normativo

LA CEDOLARE NEL SACCO DELLA BEFANA


Sul futuro del mercato immobiliare pesa l’evoluzione della situazione politica. Appeso a un filo il varo dell’imposta sostitutiva sugli affitti

17.12.2010

LA CEDOLARE NEL SACCO DELLA BEFANA - Sul futuro del mercato immobiliare pesa l’evoluzione della situazione politica. Appeso a un filo il varo dell’imposta sostitutiva sugli affitti

L’attesa riforma della fiscalità sui redditi da locazione potrebbe diventare realtà insieme all’arrivo della Befana, che se “tutte le feste porta via”, potrebbe portare nel suo sacco anche l’attesa cedolare secca sugli affitti. E’ stato infatti fissato per l’8 gennaio 2011 il termine entro cui la commissione bicamerale per il federalismo fiscale dovrà dare parere al governo sullo schema di decreto legislativo sulla fiscalità municipale di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (L. 42/2010). Provvedimento che, all’articolo 2, introduce un regime opzionale per i redditi da affitto, con aliquota sostitutiva al 20%. I contribuenti, a partire dal 2011, potranno decidere se pagare le tasse sui redditi da locazione chiedendo l’applicazione del nuovo tributo, versando un’aliquota del 20% sul totale del reddito prodotto dall’affitto di immobili a uso abitativo, sostituendo l’Irpef e le relative addizionali e l’imposta di bollo. Per quanto riguarda invece l’imposta di registro, questa dal prossimo anno sarà assorbita dalla cedolare ma solo per i contratti a canone concordato stipulati nelle grandi città e nei comuni ad alta tensione abitativa, mentre dal 2014 assorbirà anche quella dovuta sulle altre tipologie di contratti. La cedolare secca potrà essere inoltre applicata anche ai redditi legati a locazioni “brevi”, i cui contratti non sono attualmente soggetti a obbligo di registrazione. Il gettito della cedolare sarà attribuito direttamente alle casse dei comuni in cui ricadono gli immobili. Per incentivare il ricorso all’imposta sostitutiva e favorire l’emersione di affitti in nero, sono previste dal prossimo anno sanzioni pesantissime per chi non registra i contratti e non denuncia il relativo reddito. I proprietari rischieranno di veder ridotto il canone d’affitto fino al 70- 80%, dal momento che questo sarà commisurato al triplo della rendita catastale, mentre la durata del contratto ripartirà da zero e sarà prorogata di altri quattro anni. L’importanza del provvedimento è stata più volta rimarcata dall’intera filiera dell’immobiliare, da Fiaip in primis che vede nella sua introduzione un volano per il mercato. “Si tratta - ha evidenziato Pierangelo Pulcini Presidente della Giunta Fiaip – di una norma auspicata da tempo, che potrà aprire nuovi scenari, dando un positivo impulso a tutto il settore. Basti pensare – ha evidenziato – all’effetto di emersione del nero che deriverà dall’inasprimento delle sanzioni sulle locazioni in nero”. In ogni caso, ha messo in guardia Pulcini, sarà necessario attendere l’entrata in vigore del provvedimento per capirne a pieno la portata. “L’effetto positivo della disposizione – ha osservato – potrebbe essere vanificato se in un'ottica federalista, i comuni applicassero nella loro autonomia una fiscalità immobiliare tale da annullare i benefici introdotti”. Sull’arrivo della cedolare, ha aggiunto il Presidente di Fiaip Perugia Marcello Bambagioni, “c’è una grande aspettativa”. La cedolare, ha spiegato, “rappresenta un’opportunità, perché può portare un vento di ripresa nel mercato stagnate delle locazioni. Un segmento che ha necessità di questa riforma, dal momento che l’attuale regime fiscale non consente ai proprietari di potere contare su margini di redditività sperati”, rendendo così meno apprezzabile l’investimento immobiliare. L’introduzione dell’imposta sostitutiva sugli affitti, ha evidenziato Bambagioni, “allinea la tassazione sui redditi da locazione a quella degli investimenti finanziari”. Tuttavia, ha aggiunto, “la cedolare non può essere considerata la panacea del settore immobiliare, che sta scontando forse più di altri comparti la congiuntura economica”. Di qui la necessità, ha concluso il Presidente di Fiaip Perugia, che “dalle istituzioni arrivino altri interventi di rilancio per la filiera immobiliare, a partire dalle agevolazioni per l’edilizia realizzate con principi rispondenti al forte risparmio energetico, agevolazioni per la rottamazione degli edifici vetusti e con caratteristiche oggi non più rispondenti alla domanda dell'utente finale e allineando soprattutto la tassazione del settore immobiliare con i vicini Paesi comunitari, che scontano fiscalizzazioni più agevolate e rendono conseguentemente l'investimento più interessante e implicitamente l'intero comparto edilizio più virtuoso”. In attesa dell’Epifania, non si può però non dire che pendono come una spada di Damocle sull’avvio della riforma della fiscalità sugli affitti e più in generale sugli immobili – ricordiamo che il principio su cui si fonda il decreto sul federalismo municipale riguarda la tassazione sui trasferimenti e sul possesso di unità immobiliari diverse da quelle adibite ad abitazione principale – due fattori. Il primo riguarda i tempi. Il provvedimento avrebbe dovuto essere approvato già ad ottobre scorso proprio per permettere l’avvio della cedolare nel 2011, consentendo ai proprietari non in regola di registrare i contratti entro il 31 dicembre 2010 senza incorrere nelle pesanti sanzioni previste. Se il decreto approderà in Gazzetta ufficiale a gennaio, o dovranno essere rivisti i termini di applicazione delle nuove sanzioni oppure c’è il rischio di vanificare l’effetto emersione della disposizione. Il secondo fattore riguarda la delicata situazione politica. Il 14 dicembre, quando la Camera voterà le mozioni di sfiducia nei confronti del IV governo Berlusconi, si potrà capire se l’esecutivo potrà continuare il proprio mandato portando a termine anche l’attuazione della delega sul federalismo fiscale, e quindi anche il testo sulla fiscalità municipale. Oppure se tutto dovrà essere messo in discussione a causa dello scioglimento delle Camere e del ritorno al voto, chiesto dal premier nel caso in cui non ottenesse la fiducia, o per la costituzione di un nuovo esecutivo, possibilità questa cui puntano i centristi (l’Udc di Pier Ferdinando Casini, l’Api di Francesco Rutelli e i finiani di Futuro e libertà, con l’appoggio del Pd), ma la cui percorribilità appare molto improbabile. Solo dopo il 14 dicembre quindi si potrà capire se la bicamerale potrà effettivamente concludere l’esame del provvedimento e rinviarlo al governo per l’approvazione definitiva. Sta di fatto che a spingere per chiudere in fretta la partita della fiscalità municipale, c’è la Lega Nord con il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli in testa. Entrando in vigore dal primo gennaio 2011 il provvedimento, ha evidenziato il ministro, permetterà di trasferire da subito una parte del gettito dei tributi riferiti agli immobili nelle casse dei Comuni. Attraverso l’istituzione del Fondo sperimentale di riequilibrio, saranno ridistribuite le entrate alle diverse amministrazioni locali, nelle cui casse confluirà anche il gettito che deriverà dall’applicazione della cedolare secca. L’andamento del gettito, ha però precisato il ministro, “è legato all'emersione di unità sconosciute al catasto” e le maggiori entrate così prodotte potrebbero consentire di “compensare per circa 2 miliardi i tagli ai trasferimenti previsti dalla manovra finanziaria approvata prima dell'estate”. Senza l’entrata in vigore del provvedimento, ha concluso Calderoli, la registrazione degli immobili non denunciati e la riscossione dei relativi tributi sarebbe effettuata dall'Agenzia delle entrate a favore delle casse dello Stato, invece che di quelle comunali. A rassicurare il ministro è intervenuto il presidente della bicamerale per la semplificazione e deputato del Pdl Enrico La Loggia, che ha assicurato l’espressione del parere prima di Natale. Ma a mettere i bastoni tra le ruote ci sono i gruppi di opposizione. In particolare Marco Stradiotto, senatore del Pd e componente della bicamerale, ha posto seri dubbi non tanto sull’efficacia dell’introduzione della cedolare, quanto sulla sua sostenibilità finanziaria. Il nodo della questione è che nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento il governo ha riportato un tabella con gli effetti di cassa della disposizione, secondo la quale, grazie in particolare al meccanismo dell’anticipo (una volta operativa, dovrà essere versata dai proprietari in forma anticipata in misura pari all’85% nel 2011 e del 95% dal 2012), permetterà di incrementare di alcune decine di milioni di euro gli incassi dello Stato rispetto all’attuale tassazione, mentre sul piano della competenza, mancherebbero all’appello 525 milioni per il prossimo anno e 259 nel 2012, per arrivare al pareggio solo nel 2013.



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