registrati | effettua il login | recupera password
Mattone & Finanza

La Fiaip promuove il confronto sulla riforma della mediazione creditizia


Trasparenza, rigore e nuova professionalità al centro del Convegno al Tempio di Adriano

21.07.2010

La Fiaip promuove il confronto sulla riforma della mediazione creditizia - Trasparenza, rigore e nuova professionalità al centro del Convegno al Tempio di Adriano

Discutere serenamente con tutte le parti in causa sui delicati temi della riforma che cambierà i connotati alla mediazione creditizia. Con questo obiettivo, Fiaip, che rappresenta qualcosa come 4000 società che operano nel settore, per la prima volta ha messo uno di fronte all’altro rappresentanti del governo e delle istituzioni, esponenti del mondo delle banche, associazioni di categoria e dei consumatori. Un incontro che ha voluto analizzare la situazione in vista del decreto legislativo di attuazione della legge comunitaria 88/2009 che introdurrà rilevanti cambiamenti nella professione del mediatore creditizio, cambiamenti che avranno un impatto su tutta la filiera dell’erogazione del credito. In vista della novità legislativa, il governo ha favorito un confronto con tutte le parti interessate avviando un iter di consultazione pubblica molto apprezzato dagli addetti ai lavori. “La Fiaip - ha sottolineato Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip - ha di recente dato vita a un nuovo modello di concertazione tra consumatori e imprese immobiliari e creditizie, e già da tempo auspica una riforma trasparente per il settore della mediazione creditizia per dare maggiore professionalità agli operatori. Abbiamo constatato come oggi c’è una finalità di intenti condivisa tra Abi, consumatori ed istituti di credito per rilanciare una riforma che abbia un valore reale per il mercato. La segnalazione di mutui e di prestiti personali finalizzati alle vendite immobiliari fatta da agenti immobiliari viene a cessare, secondo quanto scritto in una prima bozza di riforma. Per Fiaip e molte associazioni del settore si tratta di un assurdo legislativo”. Il nodo centrale della discussione è questo: la nuova normativa prevede la scomparsa dei mediatori creditizi costituiti da persone fisiche, sostituiti da un’unica figura di intermediario finanziario sottoposto al controllo diretto di Banca d’Italia. “Fiaip – chiarisce Righi - ritiene che la formazione possa essere la discriminante futura del mercato dell’intermediazione, ed auspica come la professione del mediatore creditizio possa un domani essere svolta anche da chi opera in forma di società di persona”. Sono molti i punti controversi, secondo Samuele Lupidii, Vicepresidente nazionale Fiaip Mediazione Creditizia, che approfondisce l’analisi della bozza di riforma: “Non possiamo non rilevare come la legge miri a migliorare lo status attuale. Occorreva alzare l’asticella per l’accesso alla professione. Non doveva essere abbastanza il solo diploma di scuola media superiore e generici attestati di onorabilità. Non poteva bastare l’invio di una raccomandata. È bene che sia previsto un corso propedeutico, un esame all’albo come mediatore creditizio, nuovi requisiti per l’accesso alla professione, polizza di responsabilità professionale, strutturazione adeguata per lo svolgimento della professione e formazione con-tinua”. E allora, qual è il problema? Per Lupidii “le questioni sono i requisiti patrimoniali, la necessità di costituire società a responsabilità limitata o per azioni per condurre l’attività di mediazione, oltre alla presenza solo per i vertici aziendali di requisiti di professionalità che non sono previsti invece per il singolo operatore, chiamato ad avere altresì contatti con il cliente. Inoltre l’indipendenza delle società di mediazione dal sistema bancario rimane ancora un punto controverso per Fiaip, così come tra i requisiti richiesti manca il superamento di una prova valutativa, di estrema importanza per qualificare la professione di mediatore creditizio”. La formazione come elemento distintivo ed essenziale, dunque, per un mercato sempre più valoriale e sempre meno finanziarizzato. “L’iter di approvazione definitivo dei decreti legislativi – ha annunciato Giuseppe Maresca, Direttore Generale Divisione Antiriciclaggio del Ministero Economia e Finanze - dovrebbe concludersi per la fine dell’anno o al massimo all’inizio del 2011. La priorità del ministero nell’elaborazione degli schemi è quella di garantire l’integrità del settore creditizio riducendo al massimo la sua permeabilità da parte della criminalità organizzata, la diffusione di pratiche “predatorie” e di cattivi comportamenti nei confronti dei consumatori”. Piena apertura da parte di Alberto Giorgetti, sottosegretario all’Economia: “Il governo è aperto a recepire correttivi. L’integrità e la trasparenza sono i due requisiti principali per lo sviluppo della riforma del credito al consumo, e la sfida che sta attorno allo schema di decreto per il Ministero è quella di condividerla con più interlocutori possibili. La tutela dei consumatori, così come quella dei mediatori creditizi, possono lasciar intravedere e immaginare una professione che dia nei prossimi anni maggiori garanzie a tutti i cittadini nel settore immobiliare e creditizio.” Importanti passi avanti sono stati compiuti dal settore bancario. “L’industria bancaria – ha spiegato Massimo Roccia, direttore centrale responsabile Area Business di ABI - fornisce i prodotti creditizi e deve sentire il cliente come proprio. Al credito al consumo si legano grandi aspettative della società, soprattutto riguardo alla sostenibilità delle rate, ma c’è una bassa cultura finanziaria nel nostro paese: i clienti dedicano tempo tre volte di più ai nuovi televisori che ai mutui. Sulla professionalità servono requisiti stringenti e seri, siamo d’accordo con Fiaip. Noi auspichiamo che si affidi alla Banca d’Italia il controllo sulla correttezza dei comportamenti”. Un’esigenza di controllo perfettamente condivisa da Cosimo Ventucci, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera: “L’Abi ci informa che i mediatori creditizi sono ben 180mila. Bisogna sfoltire questo numero per dare credibilità a quelli che rimangono. Sono stati compiuti dei misfatti ai danni dei consumatori, della parte debole, in particolare dei pensionati. Ma noi non vogliamo cacciare via chi fa questo mestiere da anni. Nel testo è previsto un corso trimestrale gestito dalle Camere di Commercio”. Il controllo non deve, però, diventare un’invasione di campo. Ne è convinto Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum, che con Fiaip ha appena dato vita a un nuovo soggetto, Mediaconsum. “Lo Stato – secondo Giordano – deve avere un ruolo regolativo e non invasivo. Mediaconsum, ente bilaterale che realizza un importante incontro tra consumatori e mediatori creditizi, realizzerà un osservatorio sul mercato”. La riforma, comunque, è un passo avanti e il mondo bancario non sottovaluta la funzione dei mediatori creditizi. Questa, almeno, l’opinione di Umbarto Filotto, segretario generale di Assofin. “Un terzo di tutti i crediti che vengono erogati lo sono grazie all’opera di soggetti terzi. Il decreto segna un percorso di miglioramento della situazione esistente e, anche se alcune modifiche ci vogliono, si tratta di un’opportunità e di un servizio per i consumatori”. Ragione in più per rendere più virtuosi e professionali gli intermediari del credito. “Non possiamo permetterci che la maggioranza delle persone corrette sia danneggiata da pochi scorretti”, il commento di Roccia. Pochi, ma non pochissimi. “Le mele marce sono una minoranza – sottolinea Andrea Ciani, consulente Fiaip per la mediazione creditizia – ma si tratta comunque di una percentuale sostanziale”. La soluzione è semplice: studiare, studiare, studiare. E sulla formazione chiosa il presidente nazionale di Fiaip, Paolo Righi: “Noi siamo preoccupati che qualcuno metta a rischio la reputazione dei mediatori creditizi. Il discrimine non dev’essere la detenzione di capitali da parte dei mediatori, ma la loro formazione”



Cerca altri articoli


Il nostro sondaggio
<a href="http://www.sodahead.com/united-states/il-governo-monti-ha-ufficializzato-a-ottobre-liva-aumenta-di-due-punti-sei-daccordo-con-la-scelt/question-2591865/" title="Il Governo Monti ha ufficializzato: a ottobre l'IVA aumenta di due punti. Sei d'accordo con la scelta dell’esecutivo?">Il Governo Monti ha ufficializzato: a ottobre l'IVA aumenta di due punti. Sei d'accordo con la scelta dell’esecutivo?</a>
Una selezione degli ultimi articoli della rubrica «Mattone & Finanza»
Ultime novità
   
stampato in data 22-5-2012 alle ore 9:25