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LA GRANDE SFIDA: RICOSTRUIRE LA PROFESSIONE PER SCONFIGGERE LA CRISI


21.12.2011

LA GRANDE SFIDA: RICOSTRUIRE LA PROFESSIONE PER SCONFIGGERE LA CRISI -

Si chiude un anno vissuto intensamente per la categoria degli agenti immobiliari e dei mediatori creditizi che si sono trovati a f ronteggiare, ancora una volta, novità legislative che hanno ed avranno grosse ripercussioni sull’attività quotidiana dei professionisti del mercato immobiliare. In questo numero doppio abbiamo voluto approfondire quelle che sono state le grandi conquiste della Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionali a partire dal nuovo contratto nazionale di lavoro, siglato con le parti sociali, passando per la “ricostruzione” delle regole del mercato a livello europeo, sulle quali da tempo la Federazione si sta battendo per armonizzare le diverse legislazioni europee nel comparto del real estate. Ci occupiamo anche del recepimento della direttiva Bolkestein sulla liberalizzazioni dei servizi, della riforma della professione, senza dimenticare la formazione, l’antiriciclaggio, le battaglie per la legalità, la lotta contro l’abusivismo, la riforma della mediazione creditizia, le numerose proposte rilanciate da Fiaip ai ministeri, alla Banca d’Italia e in generale al mondo delle istituzioni e della politica, per segnalare infine quelle azioni che hanno ancora una volta contraddistinto la Federazione nel campo della solidarietà e dell’innovazione. Un anno positivo che è coinciso con l'’Assemblea di metà mandato, un’occasione straordinaria ed unica, che ha riscosso un grande successo sui media e ha posizionato la Federazione come l’interlocutore principe per molti partner associativi, bancari ed assicurativi nazionali ed internazionali, grazie anche al coraggio e alla strenua volontà di individuare nuove soluzioni contro la crisi messe in campo a tutela dei professionisti che operano nel real estate e dei consumatori. La categoria può tirare sicuramente un respiro di sollievo, visto il bilancio positivo di molte azioni, ma si trova oggi nel mezzo di una duplice difficoltà: da un lato la crisi economica del Paese e dell’Unione Europea, che proprio nel settore immobiliare ha registrato le sue manifestazioni più evidenti, dall’altro gli scenari europei e le normative comunitarie che definiscono nuove opportunità e prospettive per la professione. Sappiamo bene come gli scenari della crisi economica non lasciano purtroppo molto spazio all’ottimismo. Il mercato da solo non è in grado di generare una domanda adeguata, in assenza della quale la ristrutturazione dell’offerta non può concretizzarsi. I ristagni e i crescenti squilibri nell’Eurozona possono penalizzare il nostro Paese, in assenza di chiare misure per determinare la crescita e lo sviluppo. La sola austerità fiscale, oggi perseguita dai più, rischia di divenire in poco tempo intollerabile e trasformarsi in un vero boomerang per i paesi che hanno scelto nel Vecchio continente questa strada. Il problema però è che le molte incertezze sul fronte europeo si scaricano tutte e sempre sull’Italia. Nei primi 4 mesi del 2012 dovranno essere emessi titoli di stato per oltre 150 miliardi di euro. Oggi al di là delle responsabilità dell’Unione Europea, noi italiani non possiamo permetterci più di dare il minimo segnale di debolezza in questa fase di difficile recupero della credibilità sui mercati internazionali. Gli scenari poi fotografano la situazione di un mercato immobiliare ed Il mattone rimane sempre la soluzione migliore per un investimento a lungo-medio periodo per far fronte agli effetti recessivi della crisi in Europa ed in Italia. Quasi 7 italiani su dieci risultano oggi proprietari dell’abitazione di residenza. Secondo dati della Banca d'Italia il 69,2% delle famiglie possiedono la casa in cui vivono: è evidente quindi il ruolo primario che il mercato immobiliare gioca nei bilanci dei focolari del nostro Paese. Negli ultimi anni si è registrato un rallentamento del mercato, soprattutto a causa di un forte calo nelle compravendite ed in calo anche il numero di mutui stipulati: per le sole unità immobiliari la flessione si attesta a -5,5% secondo stime dell' Istat. Dall’ultimo Focus del servizio studi Bnl si evidenzia come le compravendite nel secondo trimestre del 2011 sono scese del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2010. Contenuta invece la flessione registrata nei prezzi degli immobili: dal 2007 a oggi la diminuzione è stata infatti inferiore al 6%, con un livello generale delle quotazioni che risulta solo di poco sopravvalutato (7%). Nel II semestre di quest’anno i prezzi delle abitazioni sono scesi di un ulteriore 1,6%, dopo il -0,7% registrato nella prima parte dell’anno. Le stime di molti per i prossimi anni sono leggermente più pessimiste e prevedono cali fino al 2014 quando le quotazioni ricomincerebbero a crescere. Oggi gli agenti immobiliari e i mediatori creditizi non debbono essere imprigionati nella trappola a livello globale e nazionale tra mondo del credito e incertezze legislative: il mercato lasciato a se stesso non è in grado di generare un’adeguata domanda. Il prolungato ristagno del mercato del real estate vedrà quindi una luce solo se si sapranno individuare, al più presto, nuovi motori per la crescita al fine di disinnescare gli effetti recessivi e ovviare ai ritardi della politica italiana.



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