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La professione tra incertezze e nuove prospettive


La crisi? È stata un'opportunità di crescita. Norme certe, formazione e lotta all'abusivismo per lo sviluppo della categoria

26.09.2011

La professione tra incertezze e nuove prospettive - La crisi? È stata un'opportunità di crescita. Norme certe, formazione e lotta all'abusivismo per lo sviluppo della categoria

È fuori di dubbio che gli agenti immobiliari e gli intermediari finanziari, per quel che riguarda le loro professioni, si trovino di fronte a “cambiamenti epocali”. La direttiva Bolkestein (2006/123/CE), sui servizi nel mercato interno (introdotta in Italia con il decreto legislativo 59/2010), e il decreto legislativo 141/2010, che ha recepito la direttiva 2008/48/CE sul credito al consumo, hanno rappresentato due tappe fondamentali sulla strada del rinnovamento. Altrettanto peso hanno avuto però la crisi economica, la perdita di fiducia dei consumatori e il conseguente calo delle transazioni. Alla luce di queste “trasformazioni” è stato chiesto a cinque Presidenti provinciali della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) - quelli che, lavorando da sempre sul territorio, più degli altri possono avere il “polso” della situazione - quali siano le loro percezioni su quello che potrebbe essere il futuro della professione. “I problemi altro non sono che opportunità sotto mentite spoglie”. È quanto pensa Isabella Tafuro, Presidente del collegio provinciale Fiaip di Varese, secondo la quale, proprio in quest’ottica “è importante posare lo sguardo sul presente dove, in embrione, si prefigura, quello che sarà il futuro della nostra professione”. Per la Tafuro, anche se al momento c’è da fare i conti con una crisi che tarda a risolversi, e con norme, leggi e responsabilità che coinvolgono in prima persona gli agenti immobiliari, la stessa crisi altro non è che la rottura di un falso equilibrio che farà posto a un equilibrio più stabile e duraturo. A conferma di questo, il Presidente provinciale di Varese ricorda come sia stato proprio l’inizio della crisi economica a segnare la necessità del cambiamento e “del bisogno di una nuova e moderna figura dell’agente immobiliare”. “Il decreto Bersani del 2006 (L. 248/2006 n.d.r.) – ha continuato la Tafuro – ha fatto da apripista a una serie di incombenze e responsabilità, che cozzano contro l’abolizione del ruolo dello scorso maggio. Per contro la Regione Lombardia, con la delibera 887/2010, ha aumentato la durata dei corsi abilitanti all’esame di agente immobiliare, da 100 a 220 ore”. Il mediatore così com’è, ha spiegato il Presidente provinciale, è, nell’opinione collettiva, agli sgoccioli, “quantomeno con i termini e con le metodologie operative fin qui concepiti e utilizzati”. Per la Tafuro “una nuova coscienza della professione sta avanzando, si fa strada facendo sistema, definendo il proprio ruolo in orizzonti sempre più diversificati, condividendo immobili, partecipando a iniziative, ambendo costantemente all’eccellenza con un continuo aggiornamento professionale: addio ai vecchi schemi, ai comportamenti superficiali”. Ed è la stessa evoluzione del mercato a richiedere questa trasformazione. Il consumatore, infatti, è più maturo, con maggiori pretese di qualità, di conoscenza, di serietà e con maggiore consapevolezza del valore e dell’importanza del proprio denaro. E l’agente immobiliare evoluto e raffinato è consapevole di questo, sente la necessità di convertirsi a una professione più “istituzionale”, articolata. “Si rende conto – ha sottolineato la Tafuro – del proprio importante ruolo nella filiera del mercato immobiliare e dell’enorme bagaglio di conoscenze che, se sfruttate, possono essere d’aiuto alle istituzioni, ai progettisti, ai costruttori, al sistema bancario”. “Chi altri ha tale centralità?” ha concluso il Presidente provinciale, ricordando che gli agenti immobiliari rappresentano il costante riferimento della domanda e dell’offerta, i conoscitori della realtà socio-economica territoriale a cui appartengono e, di conseguenza, “delle esigenze, dell’andamento e delle previsioni del mercato al di là delle più asettiche statistiche”. Per la Tafuro, questa imprescindibile presa di coscienza necessita di una organica e razionale riforma della professione che, così come scaturito dall’ultimo Consiglio Nazionale Fiaip dello scorso febbraio, riconosca la responsabilità e la valenza sociale degli agenti. “Una riforma che renda merito alla poliedrica centralità dell’agente immobiliare, cominciando con il renderla appunto PROFESSIONE”.“Delle tante cose scritte o raccontate sul mondo degli agenti immobiliari, una m’intriga più delle altre. L’impossibilità, almeno fino a oggi, di sdoganare questo signore dall’oscuro mondo dei cosiddetti ausiliari del commercio”. È questo il punto da cui è partito il Presidente provinciale Fiaip di Palermo Antonino Matano per parlare del suo punto di vista sul futuro della professione. Impossibilità, ha spiegato Matano, pratica ma finanche tecnica. “L’Agente immobiliare – ha aggiunto – di fatto, per le Camere di Commercio, è un operatore al servizio (come dipendente o procacciatore) delle imprese produttive o commerciali, cioè un ausiliario. Nei fatti concreti, però, è chiamato dalle leggi dello Stato a ricoprire ruoli che richiedono elevata responsabilità, senso civico e dirittura morale come qualunque altra rispettabile categoria professionale. È appena il caso di aggiungere che parecchi colleghi sono pure consulenti tecnici d’ufficio presso i tribunali”. Esiste, dunque, ha continuato il Presidente provinciale, una discrepanza tra l’effettivo ruolo assunto negli anni dalla categoria e il riconoscimento, appunto, giuridico del suo valore. L’auspicio, per Matano, è che si arrivi a una riforma in tal senso dell’attività, perché nessuno meglio di un professionista specializzato può offrire le migliori garanzie al consumatore. “Importante da questo punto di vista – ha poi sottolineato – la recente convenzione stipulata da Fiaip con Universitas Mercatorum, che a breve dovrebbe portare all’istituzione di un corso di laurea specifico per agenti immobiliari”. Entrando più nel vivo dell’argomento sottopostogli, Matano ha poi tenuto a precisare come il Collegio Provinciale Fiaip di Palermo guardi sempre con molta attenzione alle vicende connesse all’evoluzione e ai cambiamenti futuri. “In questo – ha spiegato – sollecitato dalle richieste di nuove adesioni, che hanno portato gli associati da un numero di 88 all’inizio del 2010 agli attuali 124, registrando un +40%. Risultato che conferma la bontà dell’opera intrapresa nel presentare ottimi servizi a costi contenuti, e nel comunicarli con nuovi ed efficienti criteri”. In riferimento alle nuove normative introdotte, o in via di definizione, il Presidente provinciale ha poi ricordato come sia degli ultimi giorni la notizia relativa a una prossima riunione di Auxilia Finance srl (la nuova società federativa di mediazione creditizia) proprio a Palermo, per spiegare “ai nostri agenti associati le potenzialità e le pronte risposte alle novità legislative introdotte dal decreto legislativo 141/2010, che ha riformato questo importante settore dell’intermediazione”. L’altra novità cui ha fatto riferimento Matano è l’introduzione della cedolare secca sui contratti di locazione. “L’aliquota fissa sulla tassazione dei redditi da locazione (21 o 19%) – secondo il presidente Fiaip della Provincia di Palermo – contribuirà a favorire la ripresa del mercato immobiliare”. “In buona sostanza – ha concluso Matano – il Collegio Provinciale che ho l’onore di rappresentare, lavora con coerenza ed efficacia, guardando al domani, così come è giusto che sia per la realtà di una delle più grandi città italiane, quale Palermo”. L’applicazione delle disposizioni inserite nella normativa europea, che ha portato alla cancellazione del ruolo, potrebbe rivelarsi un’ottima occasione per dare uno “scossone” generale alla legislazione che riguarda la categoria. È il punto di vista di Roberto Bolognini, Presidente provinciale del collegio di Ancona secondo il quale il futuro potrebbe essere rappresentato dall’opportunità che, lavorando a fianco delle associazioni di categoria, in primis la Fiaip, la politica arrivi finalmente a delineare un quadro normativo chiaro e definitivo. Per Bolognini poi regole certe significano contrastare in maniera più efficace la piaga dell’abusivismo. Dopo avere sottolineato come i due “anni orribili” dai quali si sta lentamente uscendo abbiano, da un lato, rappresentato per la professione di agente immobiliare anche una sorta di “selezione naturale” (nella provincia di Ancona si è registrata una diminuzione del 10% delle agenzie), favorendo, quindi, i “migliori”, Bolognini ha analizzato il lavoro svolto finora dalla Federazione e quello che resta da fare per arrivare a una legislazione chiara e condivisibile. L’attività della Fiaip è stata, per il Presidente provinciale, molto positiva soprattutto perché ha aiutato i politici a conoscere il mondo dell’intermediazione. Gli agenti immobiliari, ha infatti evidenziato Bolognini “non sono percepiti benissimo” e, non svolgendo un’attività di lobbying “pesante”, hanno faticato finora a rendere trasparente l’idea di quello che possono rappresentare all’interno della società. È proprio qui, per il Presidente, che sta la forza del progetto Fiaip e cioè nell’andare dal legislatore mettendo finalmente in chiaro quali siano le idee di azione dei professionisti dell’intermediazione e quali i metodi per portarle avanti. “Molti oneri da rispettare certo, ma anche la certezza di avere chiari diritti” ha spiegato Bolognini prima di concludere: “Quello che chiediamo alle future modifiche è di avere una nuova e migliore percezione della professione”. Meno ottimista rispetto ai suoi colleghi, e ben disposto verso il futuro si è dimostrato invece Fausto De Chiusole, Presidente Fiap della Provincia di Bolzano. Dichiarandosi “scettico” sul futuro della professione, De Chiusole ha spiegato che vi sono a suo avviso troppi “bastoni tra le ruote”, primo fra tutti una legislazione che non tutela gli agenti immobiliari professionali perché “checché se ne dica, l’abusivismo è comunque imperante”. Per quanto riguarda le riforme normative attuate, o in fase di attuazione, il Presidente provinciale ha detto che sì, potranno portare anche maggiori tutele, ma “i tempi d’oro sono chiaramente finiti”. Anche a causa, ha continuato De Chiusole, di tutta quella massa di professionisti (avvocati, commercialisti, etc) che esercita in maniera nemmeno troppo velata l’attività di intermediazione. Gli stessi direttori di banca, ha aggiunto De Chiusole, portano via il lavoro agli agenti sulla scia di quanto succede già in Svizzera. Sulle iniziative messe in campo dalla Federazione per contrastare questi fenomeni, il Presidente provinciale ha poi tenuto a sottolineare come, specialmente negli ultimi anni, la Fiap si sia data molto da fare e, proprio per questo motivo, bisogna esserle grati. Lo stesso De Chiusole si è detto in prima linea nella lotta all’abusivismo e, in questo senso, ha rivolto un plauso alla Camera di Commercio di Bolzano, sempre pronta a collaborare per contrastare chi esercita in maniera illegale la professione. Peccato, ha aggiunto, che “non tutta l’Italia funzioni così come l’Alto Adige”. “Forse perché siamo Provincia autonoma, forse perché asburgici, abbiamo un’altra mentalità”, ha continuato De Chiusole, “e per questo perseveriamo nel contrasto all’illegalità”. Cosa, ha però concluso il Presidente provinciale, che rende l’Alto Adige un caso quasi unico. Da parte sua Vincenzo Assumma, Presidente del collegio provinciale Fiaip di Reggio Calabria, si è detto perplesso delle nuove normative che, di fatto, pongono la professione davanti a un bivio. “Da una parte – ha dichiarato il Presidente – ci sarà sicuramente molta gente che chiuderà gli uffici e, dall’altra parte, la nuova legislazione porterà sicuramente gli agenti a innalzare il livello professionale della propria attività”. “A mio avviso – ha continuato Assumma – si deve puntare su una maggiore professionalità e su una maggiore professionalizzazione degli studi delle agenzie così come sarà importante cercare di ottenere una migliore soddisfazione delle esigenze dei clienti”. La mediazione “mordi e fuggi”, per il Presidente calabrese scomparirà e sul mercato, in questa fase, resterà soltanto chi terrà conto di capisaldi quali la professionalità e l’appagamento dei clienti. “Se non seguiremo questo percorso – ha concluso Assumma – credo che non ci sia futuro all’interno della nostra professione”.



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