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Mattone & Finanza

LA RATA E' SALVA PER DECRETO


Governo ed Abi insieme per semplificare la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile

30.07.2009

La rinegoziazione e portabilità dei mutui sulla prima casa sono diventati un diritto sancito per legge e non più una facoltà lasciata alla discrezionalità delle banche.
E’ questo il punto centrale del provvedimento voluto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ed entrato in vigore il 28 maggio scorso con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto legge 93/2008. Lo stesso decreto che, come promesso in campagna elettorale, ha cancellato l’Ici sulla prima casa. L’articolo 3 del testo prevede la definizione di una convenzione tra il governo e l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, per garantire una maggiore flessibilità nella rideterminazione dei contenuti dei contratti di prestito per l’acquisto della prima casa. L’intervento – ha spiegato il responsabile dell’Economia in una conferenza stampa tenuta insieme al presidente dell’Abi, Corrado Faissola - è stato studiato per andare incontro alle esigenze delle famiglie che in passato hanno sottoscritto mutui a tasso variabile e che oggi, a causa del continuo aumento degli interessi, non riescono più a far fronte alle rate. Un intervento, ha aggiunto Tremonti, di carattere economico, ma soprattutto civile e sociale. "Quella sui mutui – ha detto – non è solo una partita economica, che incide sull'andamento dell'economia e della domanda interna, ma è anche una partita civile perché il provvedimento incide sulla casa e sul risparmio, due beni di rilevanza costituzionale".
Rispetto alle norme già introdotte dal precedente esecutivo, ha spiegato ancora Tremonti, la novità di questo testo sta nella maggiore trasparenza e tutela a garanzia di chi deve ristrutturare un mutuo. Infatti, alle disposizioni su portabilità e rinegoziazione previste dai provvedimenti dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, si aggiunge la convenzione con l’Abi, diventata operativa alla fine di giugno. Così oggi a disposizione di chi vuole abbandonare la “rata strozzina” ci sono quattro vie di uscita: mantenere il contratto in essere (in attesa di tassi migliori), rinegoziarlo direttamente con la propria banca, trasferirlo a un altro istituto che offra condizioni più vantaggiose, accedere alla rinegoziazione a tasso fisso prevista dal decreto. Quest’ultima, ha sottolineato ancora Tremonti, è un diritto, studiato a vantaggio dei cittadini, ma non è un obbligo. “Non è un miracolo è un sollievo”, ha detto il ministro che ha ricordato che sul provvedimento si è espresso positivamente anche l’Antitrust. Il presidente dell’Abi Faissola, dal canto suo ha tenuto a precisare che dalla convenzione la filiera del credito non trarrà alcun vantaggio. "Le banche – ha spiegato – hanno aderito con grande senso di responsabilità, visto che la situazione economica delle famiglie è mutata a causa di agenti esterni”. Sull’iniziativa di Tremonti, ha inoltre aggiunto Faissola, c’è stata un’accoglienza positiva anche delle banche che negli ultimi mesi hanno immesso sul mercato offerte simili a quella previste dal decreto. Per il presidente dell’Abi sono due le principali novità previste dalla convenzione. La prima è la obbligatorietà per le banche di applicare le norme, anche se ciascun istituto avrà la facoltà di aderire o non aderire con modalità di pari livello alla convenzione. Sono infatti ammesse modifiche migliorative a favore del cliente, fattore questo che potrà creare, secondo Faissola più concorrenza. La seconda è l’obbligo dell'informativa che dovrà essere inviata da ciascuna banca a tutti i mutuatari: ad ogni cliente con contratto di mutuo a tasso variabile dovrà essere trasmessa una comunicazione personale, con la posizione individuale e l’indicazione del valore della nuova rata e del piano di ammortamento.
Nell’ambito della convenzione, a tutela dei consumatori, sarà istituito infine un osservatorio cui parteciperanno il ministero dell'Economia e l'Abi per garantire la sorveglianza sulla trasparenza dei contratti di muto.

ECCO COSA STABILISCE LA CONVENZIONE

Come funziona? Le famiglie strette nella morsa dello stipendio fisso a mutuo variabile potranno rinegoziare il prestito trasformandolo a tasso fisso, con la rata fissata su quella media pagata nel 2006, anno in cui i tassi non erano più ai minimi storici, ma la cui media è inferiore a quella del periodo 1999-2005. La scelta del 2006 è inoltre legata alla necessità di non allungare troppo il periodo di rimborso. La nuova rata sarà applicata a partire dal primo gennaio 2009 e al termine del rimborso, se i tassi saranno saliti, il mutuatario dovrà continuare a pagare la rata per un periodo più lungo, se invece saranno scesi, otterrà un rimborso.
Chi ne può usufruire? Chiunque ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile, per lʼacquisto, costruzione o ristrutturazione dalla casa principale. La rinegoziazione è consentita anche ai morosi, ma la morosità non dovrà aver superato le sei rate mensili.
Quanto costa? Lʼoperazione sarà a costo zero, dal momento che non è previsto lʼintervento del notaio: infatti trattandosi di una rinegoziazione cʼè la continuità dell'ipoteca a garanzia del debito. Nulli anche i costi di apertura del conto di finanziamento accessorio, che sarà considerato una quota parte di un debito e quindi a tutti gli effetti un nuovo finanziamento.



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stampato in data 22-5-2012 alle ore 9:32