
Raccolta differenziata pneumatica direttamente dalla cucina di casa al raccoglitore condominiale, acqua minerale liscia, frizzante o gassatissima direttamente dal rubinetto di casa, pannelli fotovoltaici a go go e palestra panoramica dedicata ad “housewives” tutt’altro che “desperate”. Questa la ricetta messa in campo da una sapiente campagna di comunicazione per risvegliare l’immaginario collettivo su un eterno oggetto del desiderio: il grattacielo. Nel giro di due anni, se i tempi saranno rispettati, ne nascerà uno di 120 metri di altezza nel bel mezzo del quartiere Eur di Roma, proprio a ridosso della Nuvola di Fuksas, il nuovo palazzo dei congressi in costruzione da anni. Si chiamerà Eurosky, il grattacielo, e sarà dedicato in buona parte a edilizia residenziale. Case di gente che se le potrà permettere, certo, e che non vivrà neanche lo scrupolo di avere in qualche modo concorso alla nascita di un nuovo gigante di cemento. La grande attenzione verso l’ambiente, mescolata con la moda imperante della green economy, pompata a viva forza da stampa e tv, ha generato infatti un capovolgimento assoluto nei ruoli. Negli anni sessanta l’ampliamento delle metropoli legato al boom economico faceva cantare a Celentano “Laddove c’era l’erba ora c’è una città (…) solo case su case, catrame e cemento”. Oggi, al contrario, può essere considerato più virtuoso ed ecocompatibile un grattacielo costruito con tutte le attenzioni del caso che un campo agricolo mal coltivato. La nuova torre di Roma, progettata dall’architetto Franco Purini e benedetta dal sindaco Gianni Alemanno, che colto dall’entusiasmo ha annunciato la realizzazione di altri grattacieli ai margini della capitale, risponde a tutti i requisiti possibili immaginabili che un pasdaran dell’ambiente possa pretendere. “Sulla copertura – spiegano i costruttori - saranno installati pannelli fotovoltaici con potenza di 180KW; è prevista la raccolta differenziata pneumatica dei rifiuti, che saranno in tal modo convogliati in una centrale dove saranno trasformati in pallet combustibile. Sarà inoltre installato un sistema di trigenerazione per la produzione di caldo, freddo (con piastre radianti a pavimento) ed energia elettrica, con notevole abbattimento delle emissioni di CO2; sono previsti dispositivi per il recupero dell’acqua piovana, il risparmio dell’acqua sanitaria e la produzione di acqua microfiltrata. La domotica in tutti gli appartamenti migliorerà comfort e sicurezza dei residenti. Il sistema è già predisposto per un impianto anti intrusione volumetrico collegato a un servizio di vigilanza centralizzato”. E Roma non resterà un caso isolato. La rinata attenzione per i grattacieli residenziali a elevato rispetto ambientale ha contagiato molte città italiane, a partire da Milano. Un segnale di crescita per il Paese, in tutti i sensi, con la malcelata aspirazione di guardare in alto per dimostrare che la crisi, ormai, è acqua passata.
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