
Se al Piano casa varato dalla giunta delLazio a luglio si aggiungesse l'erogazionedi 500 milioni di euro di fondi regionaligià destinati a interventi abitativi,sarebbe possibile movimentare affari percirca 4 miliardi di euro. E' quanto emersoil 20 ottobre scorso nel corso di un confrontosul tema delle nuove politiche abitativenel Lazio che si è svolto in Regionecui hanno partecipato, tra gli altri, l'assessorealla Casa Mario Di Carlo e i presidentidelle Aziende territoriali perl'edilizia residenziale pubblica (Ater). Unostudio dell'Ance Lazio ha infatti stimatoche se solo il 12% dei cittadini chehanno diritto a usufruire delle norme delPiano casa avviasse lavori nel proprioimmobile, si potrebbe generare un volumed'affari pari a 2,8 miliardi di euro.Un volano che permetterebbe inoltre dicreare 47mila nuovi posti di lavoro, di cui35mila nel settore delle costruzioni e12mila nell'indotto.Il Piano, in vigore da dicembre, punta asostenere il settore immobiliare e a daresoluzione al problema abitativo attraversoun meccanismo basato anchesulla premialità in relazione a criteri dibioedilizia . Tra le misure previste ci sonopoi il risanamento economico e gestionaledelle Ater, compresa la semplificazionedelle procedura per la cessioneagli inquilini degli appartamenti, l'istituzionedi un fondo di solidarietà per le famigliein difficoltà con le rate dei mutuisulla prima casa, interventi di housingsociale e risorse per realizzare 12milanuovi alloggi da costruire secondo i criteridi bioedilizia. Tutto questo, secondol'assessore Di Carlo può produrre “unvolume d'affari potenziale di 4 miliardi”.Tenere fermo il Piano, ha aggiunto, “è undelitto sia nei confronti dei cittadini siadel sistema produttivo, tanto più se consideriamoche a Roma ci sono 20mila famigliesenza casa e negli ultimo 15 anniabbiamo costruito 324 appartamenti diedilizia popolare".
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