
Non è semplice valutare il reale impatto dell’emergenza rifiuti sul mercato immobiliare campano. Ci vorranno infatti mesi per arrivare a dei risultati oggettivi basati su valutazioni realistiche e comunque, nel caso si dovesse registrare un qualche effetto negativo questo sarà senz’altro subordinato all’andamento generale del mercato.
Quel che appare certo, per il momento, è che le conseguenze peggiori le stanno subendo altri settori come l’agroalimentare e il turistico. Già ai primi di gennaio le maggiori associazioni agricole italiane (Coldiretti, Confagricoltura e Cia- Confederazione italiana agricoltori) avevano lanciato l’allarme. Secondo le loro stime, i danni provocati dalle disdette negli agriturismi e nelle forniture di prodotti agroalimentari potrebbero ammontare a circa mezzo miliardo di euro. A confermare questo scenario è poi intervenuta, a fine febbraio, l’Unione industriali di Napoli che, in base ai dati delle principali strutture ricettive della città, ha sottolineato come per la primavera, periodo in cui si concentrano le gite scolastiche, la perdita di clienti dovrebbe essere intorno al 50%. Danni enormi, quindi, che però, secondo quanto sembra emergere a un primo livello di analisi e soprattutto visti i settori interessati, sarebbero legati più alla “percezione” della crisi che non alle reali condizioni di disagio che si vivono in Campania.
Sono dunque i danni d’immagine quelli che rischiano di compromettere in modo rilevante l’intera economia regionale. Un’interpretazione, questa, suggerita dal presidente della Fiaip di Napoli Mario Condò. Intervistato, come altri suoi colleghi, sulle conseguenze che l’emergenza rifiuti potrebbe avere sul mercato immobiliare campano, Condò ha infatti voluto fare un parallelo tra l’attuale situazione e quanto accaduto nel 1973, quando Napoli fu invasa dall’epidemia di colera. Per superare quell’emergenza, ha ricordato il dirigente Fiaip, ci vollero vent’anni e l’organizzazione del G7 del 1992, perché la città si risollevasse dai danni provocati dalle immagini di degrado e povertà che fecero il giro del Mondo. Ora la storia rischia di ripetersi. Per quanto riguarda invece il mercato immobiliare, Condò si è detto convito che non si verificherà nessun blocco delle vendite, mentre eventuali cali, più o meno in linea con i dati al ribasso registrati a livello internazionale, saranno più probabili nelle zone maggiormente interessate dall’emergenza rifiuti. A questo proposito, il presidente di Fiaip di Napoli ha tenuto a rimarcare come, a differenza di quanto le immagini trasmesse all’esterno potrebbero far pensare, il problema non riguarda l’intera città ma solo determinate zone e, concludendo, ha ribadito che a essere in pericolo non è tanto il settore immobiliare quanto l’intera economia campana.
Sulla stessa linea di Condò, Giuseppe Contestabile, presidente della sezione Fiap di Caserta, ha concentrato la propria attenzione non tanto sulla riduzione negli acquisti di immobili, che, in ogni caso, riguarda anche zone non interessate al problema, quanto sulle incognite che questa situazione è destinata a trascinare con sé e sulle possibili soluzioni alla crisi. A questo proposito il responsabile di Fiaip Caserta si è detto piuttosto pessimista sull’eventualità che si possa uscire dall’emergenza in breve tempo. Contestabile ha evidenziato, in particolare, come la raccolta differenziata dei rifiuti e la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra, al momento, potrebbero non rappresentare motivi di sollievo. Per una raccolta differenziata che possa dirsi funzionale, ha spiegato, potrebbero volerci dei mesi e, di conseguenza, si rischia di arrivare alla stagione calda con i mucchi di rifiuti che ancora marciscono agli angoli delle strade. L’impianto di Acerra, per il quale il governo, tramite un emendamento al dl milleproroghe, ha previsto lo stanziamento di 80 milioni di euro, rischia invece di essere una goccia nell’oceano se alla sua realizzazione non si accompagneranno politiche razionali di smaltimento dei rifiuti.
L’attuale impossibilità di intravedere una luce alla fine del “tunnel” che faccia presagire una rapida risoluzione, è stata evidenziata anche da Saverio Iaccarino, presidente della Federazione italiana mediatori agenti d’affari (Fimaa) della provincia di Napoli oltre che vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sorrento. Iaccarino, che ha parlato principalmente in questa sua seconda veste, ha voluto rimarcare, come l’emergenza rifiuti non abbia coinvolto la Penisola sorrentina dove, da tempo, sono state attivate delle contromisure che consentono una gestione più razionale del problema. Si è infatti deciso di autofinanziare dei progetti per incentivare tra i cittadini il ricorso alla raccolta differenziata che, in quest’area, ha raggiunto il 37%, in piena media nazionale. Il fatto che il mercato immobiliare sia praticamente fermo, per Iaccarino, dipende quindi da fattori contingenti che riguardano la maggior parte delle zone prevalentemente turistiche più ancora che le altre anche se, ha ammesso, sarà complicato evitare ripercussioni di immagine. Il dirigente Fimaa ha poi voluto allargare il proprio intervento all’intera situazione regionale sottolineando come, a suo avviso, manchino dei piani ad ampio raggio, in grado di suggerire dei rimedi che vadano oltre l’immediato bisogno di evitare sanzioni da parte di Bruxelles. Pur ritenendo comprensibili le proteste di chi vive nelle vicinanze dei siti individuati per la realizzazione dei termovalorrizzatori, Iaccarino, infine, si è detto convinto che per una completa e duratura soluzione dell’emergenza non si possa prescindere da questi impianti, così come imprescindibili appaiono, a suo parere, l’attivazione delle filiere di smaltimento e il consequenziale abbattimento dei costi per il recupero dei materiali.
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