
La casa è stata uno degli ingredienti prelibati messi dal governo nel pentolone della manovra economica 2008, entrata in vigore il primo gennaio scorso (L. 244/2007).
Agevolazioni Ici, sconti sugli affitti per i redditi bassi e per gli under 30, incremento del limite di deducibilità sui mutui prima casa, conferma, sino al 2010, delle agevolazioni su ristrutturazioni edilizie e interventi di risparmio energetico.
Una prelibatezza che al termine del primo passaggio parlamentare (al Senato) valeva più di tre miliardi di euro e che, al via libera definitivo, ha acquistato ulteriore peso, anche se attingendo a risorse su cui non mancano dubbi. A far lievitare il valore del pacchetto casa in Finanziaria, l’arrivo del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima abitazione, che con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 punta a sostenere le famiglie in difficoltà per l’aumento dei tassi d’interesse e quindi delle rate.
Le novità dell’ultima ora hanno poi riguardato la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico da destinare a locazione a canoni sociali. A mancare del tutto, come evidenziato dalle maggiori associazioni del settore immobiliare, è stato un intervento coraggioso per il rilancio delle locazioni. Dell’attesa cedolare secca del 20% sugli affitti (cui AI ha dedicato ampio spazio nell’ultimo numero del 2007) nessuna traccia, nonostante fosse stata indicata da più parti come l’unica strada per il rilancio del mercato degli affitti.
Le misure previste dal testo infatti, per quanto consistenti, non sembrano in grado di assicurare un incremento reale dell’offerta a canoni sostenibili.
In extremis, però, con uno dei maxiemendamenti votati alla Camera, il governo ha dato un segnale di sensibilità sul tema fisco-immobili, stabilendo la creazione di una Commissione di studio sulla fiscalità diretta e indiretta delle imprese immobiliari. La Commissione dovrà mettere a punto, entro il 30 giugno 2008, uno studio sulle modifiche normative per semplificare l’attuale regime fiscale, tenendo conto, precisa la disposizione, “delle differenze fra l’attività di gestione e quella di costruzione e della possibilità, compatibilmente con le esigenze di gettito, di prevedere disposizioni agevolative in funzione della politica di sviluppo dell’edilizia abitativa”.
Le proposte elaborate, inoltre, potranno essere operative già dal periodo d’imposta 2008, ferma restando la non rilevanza, ai fini dell’articolo 96 del Testo unico sulle imposte dei redditi (Dpr. 917/1986), “degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione”.
Bene, ma quando inizierà a lavorare la Commissione? La sua istituzione è affidata a un decreto del ministero dell’Economia di cui, a metà gennaio, non si ha ancora alcuna notizia.
Da chiarire poi in che modo sarà tradotto in legge il nuovo regime fiscale per il settore. La scadenza del 30 giugno fa pensare che le indicazioni della Commissione finiranno nella ricetta della Finanziaria 2009, mentre nel programma del Pd insieme alla tassazione delle rendite finanziarie rispunta anche la cedolare secca sui redditi da immobili.
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