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Attualità

Mattoni spezzati in finanziaria


non si affitta ma si scommette sul social housing

18.11.2009

Mattoni spezzati in finanziaria - non si affitta ma si scommette sul social housing

La casa è stata uno degli ingredienti prelibati messi dal governo nel pentolone della manovra economica 2008, entrata in vigore il primo gennaio scorso (L. 244/2007).
Agevolazioni Ici, sconti sugli affitti per i redditi bassi e per gli under 30, incremento del limite di deducibilità sui mutui prima casa, conferma, sino al 2010, delle agevolazioni su ristrutturazioni edilizie e interventi di risparmio energetico.
Una prelibatezza che al termine del primo passaggio parlamentare (al Senato) valeva più di tre miliardi di euro e che, al via libera definitivo, ha acquistato ulteriore peso, anche se attingendo a risorse su cui non mancano dubbi. A far lievitare il valore del pacchetto casa in Finanziaria, l’arrivo del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima abitazione, che con una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 punta a sostenere le famiglie in difficoltà per l’aumento dei tassi d’interesse e quindi delle rate.
Le novità dell’ultima ora hanno poi riguardato la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico da destinare a locazione a canoni sociali. A mancare del tutto, come evidenziato dalle maggiori associazioni del settore immobiliare, è stato un intervento coraggioso per il rilancio delle locazioni. Dell’attesa cedolare secca del 20% sugli affitti (cui AI ha dedicato ampio spazio nell’ultimo numero del 2007) nessuna traccia, nonostante fosse stata indicata da più parti come l’unica strada per il rilancio del mercato degli affitti.
Le misure previste dal testo infatti, per quanto consistenti, non sembrano in grado di assicurare un incremento reale dell’offerta a canoni sostenibili.
In extremis, però, con uno dei maxiemendamenti votati alla Camera, il governo ha dato un segnale di sensibilità sul tema fisco-immobili, stabilendo la creazione di una Commissione di studio sulla fiscalità diretta e indiretta delle imprese immobiliari. La Commissione dovrà mettere a punto, entro il 30 giugno 2008, uno studio sulle modifiche normative per semplificare l’attuale regime fiscale, tenendo conto, precisa la disposizione, “delle differenze fra l’attività di gestione e quella di costruzione e della possibilità, compatibilmente con le esigenze di gettito, di prevedere disposizioni agevolative in funzione della politica di sviluppo dell’edilizia abitativa”.
Le proposte elaborate, inoltre, potranno essere operative già dal periodo d’imposta 2008, ferma restando la non rilevanza, ai fini dell’articolo 96 del Testo unico sulle imposte dei redditi (Dpr. 917/1986), “degli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione”.
Bene, ma quando inizierà a lavorare la Commissione? La sua istituzione è affidata a un decreto del ministero dell’Economia di cui, a metà gennaio, non si ha ancora alcuna notizia.
Da chiarire poi in che modo sarà tradotto in legge il nuovo regime fiscale per il settore. La scadenza del 30 giugno fa pensare che le indicazioni della Commissione finiranno nella ricetta della Finanziaria 2009, mentre nel programma del Pd insieme alla tassazione delle rendite finanziarie rispunta anche la cedolare secca sui redditi da immobili.

Fiananziaria in pillole

  • Ici: alla detrazione Irpef di 103,29 euro già prevista si aggiunge un’ulteriore detrazione del 1,33 per mille del valore catastale, per un massimo di 200 euro. Escluse le abitazioni signorili, ville e castelli (categorie catastali A/1; A/8 e A/9).
  • Affitti: 300 euro di detrazione per i redditi sino a 15.483 euro e 150 per quelli sino a 30.987. Per gli under 30 la detrazione per i primi tre anni di locazione sarà di circa 1.000 euro per redditi fino a 15.483 euro, la metà per quelli sino 30.987 euro.
  • Mutui: passa da 3.615 a 4.000 euro il limite massimo di interessi passivi sui mutui prima casa cui applicare la detrazione Irpef del 19%.
  • Ristrutturazioni edilizie: confermata sino al 2010 l’agevolazione Irpef al 36% e l’Iva agevolata al 10%.
  • Risparmio energetico: prorogata sino al 2010 la detrazione del 55% prevista dalla Finanziaria 2007 per costi di adeguamento degli impianti di riscaldamento.
  • Iva su compravendita immobili: è prevista la responsabilità solidale del cedente e dell’acquirente nel caso in cui l’importo del prezzo indicato nel contratto e nella fattura sia diverso da quello effettivo.
  • Commissione fiscalità imprese immobiliari: entro il 30 giugno dovrà definire modifiche al regime fiscale del settore per favorire le politiche abitative.
  • Mutui: è fissata una norma interpretative per semplificare le operazioni di portabilità.
  • Fondo solidarietà: con una dotazione finanziaria di 10 mln di euro l’anno, servirà a sostenere le famiglie in difficoltà a causa dell’incremento della rata del mutuo.
  • Siiq: ha aggiornato la disciplina delle Società d’investimento immobiliare quotate, inserendovi quelle con sede in uno Stato della Ue e stabilito che il 35 per cento delle azioni sia detenuto da soci che non possiedano direttamente o indirettamente più del 2% dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria e più del 2% dei diritti di partecipazione agli utili, anziché l’1% come stabilito nella Finanziaria 2007.
  • Edilizia residenziale: i comuni dovranno individuare nei piani urbanistici, zone da trasformare, dopo la cessione gratuita da parte dei proprietari di aree o immobili da destinare all’edilizia residenziale sociale.
  • Residenze d’interesse generale: la definizione è introdotta con l’obiettivo di incrementare il Patrimonio immobiliare destinato a locazione a canone sociale . Si tratta di abitazioni non di lusso situate nei comuni ad alta tensione abitativa che dovranno essere affittati a prezzi agevolati per almeno 25 anni.
  • Espropri aree edificabili: il legislatore ha colmato il vuoto normativo creato dalla sentenza della Corte costituzionale del primo novembre 2007 che ha dichiarato illegittime le vigenti normative, stabilendo che l’indennizzo è pari al valore di mercato dell’area da espropriare, su cui però potrà essere calcolato uno sconto del 25% per interventi programmati di rilevante carattere economico-sociale. L’indennità potrà essere invece aumentata del 10% in caso di accordo bonario col cedente, quando l’accordo non si raggiunge per motivi non dipendenti dal proprietario o in caso di offerta molto bassa.


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