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Credito e regole

Mediazione creditizia alla resa dei conti


09.07.2010

Mediazione creditizia alla resa dei conti -

Il 2010 sarà indubbiamente un anno da ricordare per il settore delle mediazione creditizia, nel bene e nel male. Nei prossimi 6/12 mesi si deciderà infatti – dopo un interminabile ed altalenante periodo di riforma “imminente” ma mai realizzata – il futuro assetto normativo del settore, cui dovranno conformarsi obtorto collo tutti gli operatori del mercato, i consumatori e le banche. La permanente incertezza in cui i mediatori creditizi italiani hanno operato dal 2007 ad oggi dovrebbe trovare fine con l'emanazione del decreto legislativo di attuazione della delega contenuta nell'art. 33 della Legge Comunitaria 2008 (legge n. 88/09). Come sempre accade per le riforme importanti e molto attese, a poche settimane dalla presentazione dello schema di decreto legislativo aleggiano ancora gravi incertezze in merito ai contenuti delle nuove norme. Non sono infatti ancora state sciolte le riserve su almeno tre aspetti di assoluto rilievo nell'economia complessiva della novella legislativa: 1) quale forma giuridica sarà necessaria per l'iscrizione all'albo dei mediatori (Società di capitali? Società di persone? Quali saranno i requisiti di capitale necessari?); 2) con quali modalità verrà attuato il principio, contenuto nella legge-delega, secondo cui devono essere innalzati i requisiti professionali degli operatori; 3) come verrà garantita l'indipendenza da banche e intermediari finanziari, anch'essa imposta dalle legge-delega come obbiettivo espresso della riforma. L'auspicio è che nella definizione di tali “dettagli” della nuova legge sia ben chiaro al Legislatore quali saranno le conseguenze che le scelte adottate avranno sulla pianificazione del futuro professionale e di vita delle migliaia di operatori del settore. Risulterebbe a dir poco miope una decisione che privilegiasse le mere esigenze di concentrazione del mercato, finalizzata ad una più agevole controllabilità del mercato, a discapito della libertà d'impresa e del sacrosanto diritto dei moltissimi professionisti competenti e corretti di continuare a fare il proprio mestiere. A breve dovremmo ottenere risposta ai nostri quesiti... dovremmo.

Andrea Ciani
andrea@studiociani.com



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stampato in data 22-5-2012 alle ore 9:54