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L'editoriale

MONTI, STANGA-ITALIA SENZA SCONTI


Imu, penalizzata la prima casa. Serve una fase 2

22.12.2011

MONTI, STANGA-ITALIA SENZA SCONTI - Imu, penalizzata la prima casa. Serve una fase 2

Stangata di fine anno sulla casa. Arriva la ricetta del Premier Monti che con il decreto anti-crisi non fa sconti a nessuno, sebbene l’ennesima manovra punti al pareggio di bilancio nel 2013, ed eviti al nostro Paese “di fare la fine della Grecia”. La manovra "Salva-Italia", nonostante qualche aggiustamento dell'ultima ora, vede un governo che ha messo in campo un intervento troppo sbilanciato sul fronte delle tasse, e poco incisivo sui tagli alla spesa. L’intervento di Monti, e dei suoi tecnici, punta a far cassa e riporta l’abitazione principale nella base imponibile. Così facendo si colpisce la povera gente e chi, a prezzo di sacrifici di una vita, aveva comprato una casetta per la propria vecchiaia o per i propri figli. Nessuna misura innovativa, e per ora, pochi provvedimenti per lo sviluppo e la crescita. Il nuovo provvedimento, non tiene conto del dibattito parlamentare sul mercato immobiliare italiano, anche a seguito della recente crisi finanziaria, che aveva suggerito indicazioni specifiche e condivise da più parti per il real estate, e penalizza così il mercato immobiliare ed in particolar modo le locazioni: la nuova Imu si mangerà in media un terzo del risparmio sulle tasse generato dalla cedolare secca sugli affitti. Il salasso è senza precedenti. Nel 2012 una raffica di imposte rischia di tramortire il Paese: l’Ici, la mini patrimoniale, l’aumento dell’Iva e l’addizionale regionale all’Irpef peseranno per ben 2500 euro a famiglia nel triennio 2012-2014. Sul versante iniquità si colloca la nuova tassazione sugli immobili che colpisce indiscriminatamente più dell’80% degli italiani. L'Imu che si somma già nel 2012 all'imposizione erariale reddituale, risulta notevolmente aggravata rispetto al regime Ici e rischia di essere più onerosa della vecchia Ici. Grazie ad un sistema di moltiplicatori delle rendite che, senza cambiarle, di fatto innalzano la base imponibile del 60 per cento la nuova tassa sarà più salata perché la base imponibile, cioè la rendita catastale rivalutata del 5%, viene ulteriormente rivalutata del 60% e sul valore risultante è applicata un'aliquota ordinaria compresa tra il 4 e il 7,6 per mille, a seconda della tipologia d'uso. A ciò si accompagna la possibilità lasciata ai Comuni, di variare ulteriormente le aliquote, come previsto dalla bozza del decreto legge. Di dubbio effetto, infine, nella manovra l'aumento di due punti percentuali dell'Iva a partire dal secondo trimestre del 2012. Il tutto rischia di ingessare del tutto il mercato immobiliare, e penalizzerà i consumi e ancora di più quelle famiglie e le giovani coppie che, oltre alla rate del mutuo, si troveranno a pagare nuove tasse sugli immobili e varie addizionali all’Irpef. Per disinnescare quindi gli effetti recessivi serve subito una fase 2 fatta di interventi per lo sviluppo.



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stampato in data 22-5-2012 alle ore 10:02