
Possedere un immobile in un luogo rinomato dove poter trascorrere le proprie vacanze è un desiderio condiviso da molti che spesso, però, si scontra con ostacoli finanziari. Lo strumento che può rendere accessibile questo sogno è la multiproprietà che consiste nel diritto, valido per tre o più anni, di trascorrere in una struttura turistica, in un momento specifico dell’anno, un periodo di tempo di almeno una settimana. La ripartizione delle spese fisse fra i diversi proprietari e la possibilità di evitare i lunghi periodi di non-utilizzo degli alloggi, oltre al potersi permettere vacanze in posti altrimenti difficilmente raggiungibili, sono senz’altro tra i principali aspetti positivi legati a questo prodotto che, in Europa, rappresenta un giro d’affari da oltre 10,5 miliardi di euro e 40mila occupati. Con Regno Unito, Germania e Spagna, sono proprio i consumatori italiani i maggiori acquirenti di vacanze in multiproprietà. Tuttavia, nonostante la sua notorietà, la sua diffusione, e i numerosi studi che da quasi 30 anni gli sono stati dedicati, il settore non è ancora del tutto esente da problemi. In particolare nel mercato italiano questo prodotto non merita ancora la totale fiducia dei consumatori. Una mancanza di credito dovuta, soprattutto, a una certa improvvisazione degli operatori e ai frequenti episodi di cattiva gestione e fallimento delle società di amministrazione. Ancora clamoroso, per citare un esempio, resta il caso della Olivieri spa, azienda leader del settore che, il 2 ottobre 1997, con il suo improvviso fallimento, travolse oltre 8mila acquirenti di quote di comproprietà. In Italia, inoltre, la multiproprietà è stata esaminata dalla giurisprudenza soltanto in poche occasioni tanto che, nel nostro Paese, ogni volta che sorge una questione, tranne che per quanto riguarda la fase della vendita, diventa necessario ricostruire la natura giuridica dell’istituto. Gran parte dei problemi legati alla sicurezza dei consumatori al momento di firmare il contratto per la vacanza dei loro sogni, potrebbero però essere risolti a partire, al più tardi, dal 23 febbraio 2011. Entro questa data, infatti, tutti gli Stati membri dell’Unione europea dovranno adottare le disposizioni legislative necessarie per conformarsi alla direttiva 2008/122/CE sulla tutela dei consumatori nei contratti di multiproprietà. La norma mira a colmare le lacune esistenti nell’attuale legislazione, estendendo il campo di applicazione e, di conseguenza, la tutela dei consumatori, in tutti i Paesi dell'Ue. In particolare, le disposizioni della direttiva dettano precisi obblighi di pubblicità nei confronti degli operatori di settore. Questi ultimi dovranno utilizzare moduli standard per trasmettere agli acquirenti (in una lingua di loro scelta e a essi nota) tutte le informazioni precontrattuali e contrattuali. Inoltre, per consentire ai consumatori di comprendere appieno i diritti e le obbligazioni che derivano dal contratto, dovrà essere concesso un termine entro il quale poter recedere senza indicare le ragioni e senza sostenere alcuna spesa. Attualmente la durata di questo periodo varia da uno Stato membro all’altro, con l’applicazione della direttiva il termine sarà armonizzato a 14 giorni.
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