
L’anno 2009 si è concluso con un dato confortante: circa 50 miliardi di euro erogati in mutui per l’acquisto di un immobile. Vero è che, rispetto al 2008, il dato risulta negativo nella misura del 9% (in conto capitale meno 4,5 mld di euro), ma considerando l’andamento decisamente positivo dell’ultimo trimestre dell’anno, gli operatori del settore hanno potuto guardare con maggior ottimismo al 2010. Anche se lo scorso anno la corsa al mutuo per l’acquisto della casa è rallentata, come ha evidenziato il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nel corso della consueta relazione resa al Parlamento nell’aprile scorso, nei primi mesi del 2010 si evidenziano segnali di ripresa. In base all’indagine condotta dalle filiali della Banca d’Italia presso oltre 400 istituti di credito, emerge come assoluto protagonista il mutuo a tasso variabile (circa l’80% delle sottoscrizioni), favorito dai bassissimi tassi d’interesse e da una favorevole politica delle banche riguardo la protezione della rata, a vantaggio delle famiglie. Il 16% delle nuove erogazioni è stato concesso con un limite massimo all’innalzamento dei tassi d’interesse e il 13% ha riguardato i mutui che possono essere estesi o sospesi senza aggravi di costi. Inoltre nel 2009 è continuata la tendenza a sostituire mutui esistenti con nuovi contratti con condizioni migliorative, nella misura del 19% delle erogazioni (13%nel 2008). Il peso delle surroghe, in cui il cliente preferisce una banca diversa da quella che ha erogato inizialmente il mutuo, trasferendo l’ipoteca, senza modificare l’importo del finanziamento e senza costi, è il 16% del totale del comparto. La quota di sostituzione del mutuo, che prevede l’iscrizione di una nuova ipoteca accrescendo l’importo del credito, è passata dal 5% del 2008 al 3% del 2009. Le rinegoziazioni del contratto con la propria banca hanno riguardato il 3% dei mutui in essere, era del 7.5% nel 2008.
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