
Via libera del Senato alla Manovra Monti
Al via la stangata di fine anno “Salva Italia”. Torna l'Ici-Imu sulla prima casa:0,4% con una detrazione sui primi 200 euro. 50 euro di sconto per ciascun figlio di eta' non superiore a 26 anni sino a 400 euro. Prevista la rivalutazione delle rendite catastali al 60%.
I professori, guidati dal premier Monti, hanno superato l'esame anche al Senato. Con 257 sì, 41 no e nessun astenuto, ieri a Palazzo Madama è stato dato il via libera definitivo della politica al 'decreto salva-Italia' sul testo licenziato dalla Camera. Così il Governo in soli 16 giorni è riuscito a porre in essere una manovra che per molti italiani sarà ricordata come la stangata “salva Italia” . Viene confermato nei fatti il forte ricorso alla leva fiscale, ritenuto “necessario dal Governo per raggiungere in tempi rapidi il riequilibrio strutturale dei conti pubblici e per consentire una riduzione del peso del debito pubblico”. Come segnalato dai tecnici del servizio bilancio dal lato delle entrate il Governo incasserà 26,6 miliardi nel solo 2012 (pari all'85% delle risorse) a fronte di minori spese per 4,6 miliardi (15%). Per il biennio successivo le entrate (26 miliardi) incideranno per il 79% nel 2013 e per il 74% nel 2014 (25,8 miliardi).
Nuove tasse sulla casa
Per la casa quindi torna l'Ici, che si chiama Imu sull'abitazione principale (abolita come Ici nel 2008 da Berlusconi). L'aliquota sarà più bassa della seconda e si collocherà al 4 per mille: inoltre le famiglie godranno di uno sconto di 50 euro per ciascun figlio fino ad un tetto di 400 euro. Anche l'Imu seconda casa aumenta: da una media del 6,74 per mille ad una aliquota legale del 7,6 per mille. Ma il vero rincaro sta sotto l'aliquota, cioè nella base imponibile, rappresentata dalle rendite catastali che aumenteranno del 60 per cento per le abitazioni. Da non dimenticare poi che queste imposte si sommano alla nuova tassa Res, su rifiuti e servizi che partirà dal 2013.
Tre manove da 76 miliardi nel 2011. Pareggio di bilancio nel 2013
Questa volta, l'effetto cumulato delle tre manovre varate a luglio, agosto e dicembre (le prime due dal governo Berlusconi, l'ultima dal governo del professore Monti), raggiunge nel 2013, l'anno dell'atteso pareggio di bilancio, la cifra di 76 miliardi. Se ci si spinge all'anno finale del triennio (il 2014), la correzione complessiva raggiunge gli 81,2 miliardi. Cosi' come nella doppia correzione estiva, anche la manovra approvata ieri in via definitiva dal Senato fa conto, ai fini dei saldi complessivi, sul peso preponderante delle nuove entrate: circa due terzi, tanto che e' possibile stimare che la pressione fiscale potrà attestarsi attorno al record storico del 45% del Pil. Quanto all'effetto sul deficit (“indebitamento netto nella versione "europea"), l'impatto complessivo delle tre manovre porta a una riduzione del 3% nel 2012, del 4,6% nel 2013 e del 4,8% nel 2014.
A quanto pare il pareggio di bilancio nel 2013 e' formalmente assicurato, soprattutto grazie alla decisione del governo Monti di blindare i 20 miliardi della 'clausola di salvaguardia' connessa alla delega fiscale e assistenziale
attraverso l'annunciato aumento di due punti delle aliquote Iva del 10 e 21 per cento.
A breve una fase per la crescita
A compensare il peso della manovra vanno considerati anche i primi interventi sul fronte della crescita per circa 7 miliardi di euro e che si concentrano sulla defiscalizzazione del costo del lavoro ai fini Irap e sul premio fiscale alla capitalizzazione delle imprese. Al Senato la Lega ha fatto sentire il suo dissenso marcando con forza come la manovra sia eccessivamente sbilanciata sul fronte delle entrate. E con l'Italia dei valori e il Svp all'atto del voto ha negato la fiducia al Governo sul testo del decreto 'salva-Italia' licenziato da Montecitorio la scorsa settimana.
Monti in aula ieri a Palazzo Madama non ha perso il suo aplomb da “primo della classe” e ha ringraziato ieri i partiti che lo appoggiano, anche pagando in termini di popolarità. Il Professore infine ha rilanciato la fase della crescita, alla quale si va ora “con grande celerita''. Ha sottolineato come liberalizzazioni, lavoro e ammortizzatori sono riforme gia' seminate nella manovra e bollato come 'ripetitivoie fuori luogo' i leit-motiv che giungono da più parti che “a pagare sono solo i soliti noti'.
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