
E' vero che la legge e' entrata in vigore da pochi giorni ma, almeno per ora, sulla maggior parte degli annunci immobiliari non c'e' traccia dell'indicazione di prestazione energetica diventata obbligatoria dal primo gennaio.
A riportarla correttamente solo il 4% circa degli annunci pubblicati in questi primi giorni dell'anno, secondo una prima valutazione effettuata da Immobiliare.it., che sottolinea anche come la maggior parte (l'80% circa) degli immobili del nostro Paese appartenga a classe energetica F. Una percentuale media condivisa anche dalla Fiaip, la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali, che rileva inoltre come la meta' degli annunci degli immobili che riportano la certificazione siano relativi a case nuove e quindi realizzate alla luce delle nuove normative.
Il provvedimento era annunciato da tempo come l'obbligo del certificato di classificazione energetica, ma dall'inizio dell'anno e' entrata in vigore la norma (in attuazione del d.lgs. 192/2005, attuativo a sua volta della direttiva
2002/91/CE) che richiede la pubblicazione della classificazione energetica e dell'indice di prestazione su tutta la pubblicità degli immobili (carta, cartelli, web).
"La norma non era inattesa e ha una ratio ben precisa sulla strada della qualita'", dice Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it, "ma in un momento come questo rischia di trasformarsi in un ulteriore
trauma per un mercato gia' in ginocchio". "Avevano chiesto un differimento da inserire nel Milleproroghe", dice il presidente della Fiaip Paolo Righi, "visto che la direttiva prevede l'introduzione automatica di sanzioni solo a partire dal 2013, che pero' non e' arrivato". Fino ad oggi infatti solo la Regione
Lombardia ha previsto sanzioni fini a 5.000 per chi pubblica annunci scorretti; nelle altre regioni resta comunque il divieto. Uno dei problemi maggiori intanto, sottolineano gli operatori, e' la confusione. Una certificazione energetica costa infatti tra i 200 e i 300 euro a seconda delle dimensioni dell'appartamento, "ma molti proprietari - spiega Giordano - non se la sentono di anticipare un'ulteriore spesa, in un mercato dove il tempo medio di vendita di un immobile e' di circa 7 mesi".
Sulla questione interviene anche Confedilizia, secondo la quale pero' e' possibile che la norma in questione non pregiudichi la possibilità, prevista in ambito nazionale, di ricorrere - in alternativa al predetto attestato - alla "autodichiarazione" con la quale il proprietario afferma che l'edificio è di classe energetica G e che "i costi per la gestione energetica dell'edificio sono molto alti". Quanto sopra, sempreché le singole Regioni non abbiano stabilito una propria disciplina in materia.
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