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Cultura e Formazione

L'organicità della nostra storia


Più dell’80% degli agenti richiedono nuove opportunità formative

18.11.2009

Spesso, in occasione di convegni, assemblee consiliari o altro, mi trovo a rivedere e ascoltare la presentazione dell’opera di ricerca storica e letteraria intitolata “L’Arte del Sensale”, che il collega Presidente Onorario Luigi Busanel ha già quasi completata, con il patrocinio della Fiaip Nazionale e, in particolare, con il settore Cultura & Formazione, che mi onoro di rappresentare.

Nel vedere come la nostra professione si sia così intensamente evoluta nel corso dei secoli si apprezza il lavoro certosino dell’autore che produrrà, sicuramente, forti emozioni a tutti gli agenti immobiliari.
In queste occasioni, vengo sollecitato a dare il mio parere in merito, e quasi sempre mi ritrovo insoddisfatto dell’esposizione, perché comprendo che le parole non sono mai sufficienti a descrivere appieno l’opera.
Per cui, devo ricorrere alla mia passione per la filosofia e la letteratura per esprimere quell’idea di cultura dell’essere agente immobiliare, ricercando così una definizione plausibile per compendiare l’opera.
Ultimamente ho mutuata l’affermazione, dalla teoria del carattere organico della storia di Hegel, che “l’essere quello che si è”, è la conseguente evoluzione dell’azione con cui, nel tempo, abbiamo assistito all’avverarsi della nostra attuale condizione.
Ogni gradino della nostra evoluzione è stato il superamento del precedente e, conseguentemente, costituirà la base per la scalata del prossimo. Come in ogni sistema organico, per cui ogni sua parte è stata, è e sarà necessaria per la costituzione del tutto, dobbiamo far rientrare la nostra evoluzione ricordando che niente, nemmeno le difficoltà e gli errori, può essere disconosciuto del suo contributo fondativo.
Teorizzando l’organicità della nostra storia come un organismo (e non come un semplice aggregato di elementi per il quale la privazione o l’aggiunta di sue parti non influiscono minimamente sulla sua costituzione di “mucchio”) che vive dell’apporto di ogni suo arto o organo particolare, per cui l’eventuale sua separazione dal contesto organico lo renderebbe comunque inutile mentre può causarne invece il decesso, dobbiamo affermare che quanto abbiamo fatto fino ad oggi è la realtà di quanto abbiamo fortemente voluto e difeso.
Secoli di storia, quindi, ci fanno comprendere come gli eventi non sono mai accidentali e, quindi, inessenziali rispetto alla totalità storica ma sempre conseguenti e indispensabili e senza i quali tale totalità sarebbe inconcepibile.
E’ così che dobbiamo intendere e comprendere le difficoltà che ci hanno resi faticosi gli sviluppi della nostra professione in questi ultimi anni. Basti pensare, in particolar modo, ai recenti provvedimenti legislativi, non certo appropriati, e alle difficoltà di comprensione all’esterno della nostra attività per cui pochi ne conoscono appieno il valore sociale.
Ma se le difficoltà e le difese ad esse opposte, a cui siamo ormai avvezzi, sono parte sostanziale della nostra storia, in futuro saremo quello che l’evoluzione ci permetterà di essere, solo se saremo in grado di prospettare noi stessi quello che sarà il futuro della nostra professione.
Un’ideale che deve essere la realtà stessa in quanto dovrà essere intelligibile a tutti coloro che ci indirizzeranno la loro attenzione. E non solo a loro ma al mondo intero!
Dovremo far sì che la nostra realtà professionale sia forma visibile, approntandovi ogni cura e opera per cui il nostro valore non rimanga incompreso.
L’opera prima da dover sempre tener presente è la formazione professionale e la cura più attenta dovrà essere indirizzata al suo aggiornamento continuo.
Non ci sono alternative: sarebbero solo palliativi che non tarderebbero a rendersi presto evidenti con le dannose conseguenze del caso!Il futuro ci si prospetta difficile, il che non vuol dire impossibile. Esso, però, sarà alla nostra portata perché siamo maturi per la comprensione delle difficoltà e delle modalità per il loro superamento.
Fortunatamente stiamo apprezzando il valore del sindacato, inteso come salvaguardia di un bene comunemente riconosciuto come assolutamente prezioso. E, se l’anima dell’agente immobiliare è l’espressione pura e intrinseca della sua natura, come fondamento del suo nascere, vivere e progredire - rimanendo sempre uguale a se stessa e ai suoi principi costitutivi- dobbiamo intendere che essa, in quanto non disgiunta dal corpo, trasfigurerà la sua essenza e valore nell’azione dei suoi organi. La nostra natura è quella di essere agenti immobiliari e seri professionisti del mercato immobiliare e se questo sarà continuamente perseguito ci sarà anima, cultura, realtà!
La nostra Federazione ha intrapreso una svolta politico-amministrativa senza precedenti, determinata da contingenze, non sempre favorevoli, che hanno in un certo senso accelerato i tempi della nostra reazione per non farci trovare impreparati dalla repentina e inarrestabile evoluzione della nostra condizione. Una condizione che, pur in possesso di una legge che regola, seppur in maniera datata, la nostra attività di agenti immobiliari ci vedrà coinvolti come attori principali nella futura riforma delle professioni. Ebbene, accetteremo quanto ci sarà impartito, dopo aver fatto la nostra legittima difesa per quanto non compatibile e condivisibile.
Ma intanto abbiamo fatto salti da giganti ed anche grazie alla formazione nazionale permanente siamo già all’avanguardia. Il nostro programma formativo nazionale ha già dato prova del suo valore e della sua enorme potenzialità per essere:

  • uno strumento flessibile, all’interno del quale ciascuno può scegliere i corsi di proprio maggior interesse e per il proprio specifico ambito professionale,
  • uno strumento dinamico, in quanto il programma avrà continue implementazioni ed aggiornamenti, grazie anche ai suggerimenti e alle richieste che ci perverranno dagli associati.
  • uno strumento moderno, con il quale contribuiremo a farci riconoscere per valenza tra le associazioni europee del settore immobiliare.

I dati parlano chiaro: a tutto il 31 dicembre 2007, in non appena quattro mesi di esercizio, abbiamo dato riscontro a ben 335 richieste d’informazione ai nostri corsi, cui ha fatto seguito l’attivazione di sessioni, suddivise per le varie competenze (relazionale e gestionale, normativa, economica e tecnica), e con 121 partecipanti su 272 iscritti.
Le attivazioni dei corsi sono, per l’incessante richiesta, in fase d’intensa e continua preparazione e l’anno nuovo sarà sicuramente un “anno mirabile”.
Ne siamo tutti convinti anche perché il dato statistico percentuale di gradimento e richiesta di partecipazione è attestato a ben oltre l’ 81,19 %, con margini notevoli di miglioramento.
L’elevazione della qualità professionale degli associati è quindi una realtà tangibile e si esplica in una formazione universale, democratica, effettiva, riconosciuta e sostenibile.

  • universale: perché la modalità formativa non ha differenze di merito ma ricerca una sua espressione univoca con la migliore docenza possibile;
  • democratica: perché i corsi sono e saranno istituiti in ogni dove, anche in aree geografiche lontane o emergenti, ricorrendo, se del caso, allo spirito di solidarietà federativo;
  • effettiva: perché le diverse qualità della docenza sono valutate costantemente e il grado di apprendimento sarà continuamente monitorato;
  • riconosciuta: perché, senza strumenti coercitivi per la formazione, la volontà di aggiornamento di ogni singolo associato sarà premiata con il riconoscimento dei crediti formativi professionali e il grado di merito conseguito (Stelle di merito). Il tutto come disposto dal programma e dal regolamento del Piano Formativo.
  • Sostenibile: perché l’economicità dei corsi è un impegno sindacale inderogabile.

L’importante, a questo punto, è che ognuno faccia la propria parte:

  • la dirigenza nazionale: per riconoscere e sostenere questa politica culturale;
  • gli organi associativi periferici ( Consigli Regionali e Provinciali): nel dare il loro necessario contributo per la promozione e l’aiuto logistico e umano;
  • gli associati tutti: per volere fortemente la loro preparazione e aggiornamento professionale.

Non sbaglio di certo nel riconoscere quanto predisposto e attuato come intelligente e sistemica organizzazione e razionalizzazione di un percorso evolutivo da tutti auspicato e perseguito. Non accidentalità, quindi ma logica conseguenza dell’azione che del passato trae le giuste considerazioni per attuare le modalità più opportune da investire in un futuro migliore.
Siamo, così, come organi periferici, sinergici e “coessenziali”, di un organismo che condizionerà e si identificherà nella storia della nostra professione lasciando ben marcata l’impronta della nostra natura, che è già anima collettiva.



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stampato in data 22-5-2012 alle ore 10:25