
Tramonta l’era Zunino per Risanamento spa, l’immobiliare dell’omonimo Gruppo fondato da Luigi Zunino, nata dalla fusione tra la Bonaparte spa e la Risanamento Napoli spa.
Il piano di salvataggio della società, che nel 2003 aveva rilevato dal gruppo Fiat il controllo di IPI spa e di un pacchetto di immobili, tra cui il Lingotto, storica sede della casa automobilistica torinese, è stato accolto a novembre dal Tribunale di Milano e vedrà entro gennaio scendere la quota del Gruppo Zunino dal 73 al 14,45%. L’intervento prevede un aumento di capitale di 150 milioni finanziato da cinque banche: Unicredit, Intesasanpaolo, Banco popolare, Banca Popolare di Milano e Monte dei Paschi di Siena. Queste si sono poi impegnate a sottoscrivere integralmente l’emissione, all’inizio del 2010, di un prestito obbligazionario (bond) da 350 milioni di euro e a rimborsare quello da 220 milioni emesso nel 2007 da Risanamento e in scadenza nel 2014. Con l’avvio del piano di salvataggio sono stati ridefiniti anche i vertici dell’immobiliare. Il nuovo consiglio di amministrazione della società, nominato a metà novembre, ha confermato alla presidenza Vincenzo Mariconda, in carica dal luglio scorso, mentre la poltrona di amministratore delegato è stata affidata a Claudio Calabi, già ad del Sole 24 Ore. La vicepresidenza è andata a Mario Massari. Gli altri consiglieri, indicati tutti dalle banche, sono Massimo Mattera, Alessandro Cortesi, Luca Arnaboldi, Carlo Pavesi, Anna Maria Ruffo, Matteo Tamburini e Ciro Piero Cornelli.