
All’indomani del fallimento di Franco Marini, incaricato dal capo dello Stato di trovare una difficile soluzione alla crisi di governo innescata a fine gennaio dall’uscita dalla maggioranza di Clemente Mastella e dell’Udeur, gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra si sono armati per la battaglia all’ultimo voto.
Decisa la data delle elezioni – si andrà alle urne il 13 e 14 aprile prossimi – si è delineata la discesa in campo di due blocchi opposti: il Partito del popolo delle libertà per il centrodestra, con liste uniche per Forza Italia e Alleanza nazionale e l’affiliazione della Lega Nord; il Partito democratico per il centrosinistra, con l’ex sindacato di Roma Walter Veltroni leader, e liste unitarie per l’ex Ulivo, per l’Italia dei valori di Antonio Di Pietro e per i Radicali di Emma Bonino. A contorno dei due “grandi duellanti”, c’è poi il nuovo partito di centro, nato dall’accordo fra la Rosa Bianca di Bruno Tabacci e Mario Baccini, e l’Udc di Pier Ferdinando Casini, candidato premier della neonata formazione politica. A fare da “satelliti”, la sinistra dell’Arcobaleno, bricolage di Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani e Sinistra Democratica (il partito di Fabio Mussi), con il presidente della Camera Fausto Bertinotti in gara par la premiership, e dall’altro La Destra di Francesco Storace che ha candidato a premier Daniela Santanché. A completare lo scenario, gli outsider Enrico Boselli, il leader dello Sdi che ha rifiutato l’alleanza con Veltroni; la Sinistra Critica con la giovane (34 anni) Flavia D’Angeli alla presidenza e il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando. Si è invece ritirato dalla corsa Mastella, che sentitosi abbandonato ha deciso di lasciare per ora la scena politica, prospettando la nascita di un nuovo movimento, mentre alcuni dei suo fedelissimi, come Mauro Fabris, hanno aderito al Pdl. Una volta scattata questa doverosa foto delle truppe schierate, di certo un po’ di corsa, per la battaglia elettorale di aprile, e passando in rassegna le armi scelte dagli strateghi per conquistarsi i voti degli italiani, salta fuori, forse senza troppo stupore, che fucili e pallottole sembrano comprati nelle medesime armerie. E al centro dell’attenzione di quasi tutte le forze in campo, spunta la casa. Un segnale di convergenza su un tema molto caro agli italiani e centrale per l’economia in un momento congiunturale dove il bene rifugio del mattone sembra essere diventato (si pensi ai subprime) più volatile e meno sicuro. Così il primo colpo sparato dal leader del Pdl Berlusconi all’indomani dello scioglimento delle Camere, è andato dritto alle tasche degli elettori: “Via l’Ici al primo consiglio dei ministri”. Una promessa pesante e di effetto, che quanto a concretezza e fattibilità lascia spazio a qualche ragionevole dubbio e che va quindi ricondotta nell’ambito delle promesse elettorali fatte ancor prima di aver definito un programma. Programma costruito in pochi giorni, tra accuse e contraccuse di copiatura e riproduzione non autorizzata. Negli impegni elettorali di centrodestra e centrosinistra la casa trova una specularità inedita e incentrata su due argomenti chiave: social housing e cedolare secca sui redditi di locazione. In sintesi l’obiettivo dei due schieramenti (ma anche del grande centro) per la questione abitativa è un concreto rilancio del mercato degli affitti, indicato oramai da tutti quale unica possibilità per garantire il diritto all’abitare, evitare emergenze sociali – non solo quelle più “tradizionale” degli sfratti, ma anche quelle più moderne del caro mutuo – e rilanciare il mercato.
Ma ecco in parallelo l’offerta casa dai duellanti in campo.
PARTITO DEMOCRATICOLE PROMESSE DEL PD:
- 50 mld di euro per progetto di social housing: 700.000 abitazioni e canoni da 300 a 500 euro/meseWalter Veltroni ha presentato i dodici punti del programma del suo partito il 16 febbraio scorso a Roma, in occasione dell’assemblea costituente del Pd. Obiettivo del sesto punto del programma, migliorare e incrementare l’offerta di abitazioni in affitto per dare soluzione definitiva all’emergenza casa. In Italia, ha osservato l’ex sindacato della Capitale, la quota di patrimonio immobiliare in locazione è pari al 19% del totale. Una percentuale nettamente inferiore a quella degli altri Paesi europei, dove si va dal 60% della Germania al 30% del Regno Unito. “La scarsa disponibilità di case in affitto – ha sottolineato Veltroni – blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie, mentre chi non possiede un’abitazione deve fare i conti con i rischi di un canone in continuo aumento”. Per uscire da questa situazione e aumentare l’offerta di case in affitto il leader del Pd ha proposto la messa a punto di “un grande progetto di social housing” da attuare ricorrendo a “fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico”, assegnando in quest’ambito un “ruolo centrale” alla Cassa depositi e prestiti, in grado di mettere in campo risorse per 50 miliardi di euro e realizzare, senza intervenire sulla spesa pubblica, 700mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro. A questo intervento, ha aggiunto il numero uno del Pd, si aggiungerà “una coraggiosa riforma del regime fiscale degli affitti”, che consisterà da un lato nell’introduzione di un’aliquota fissa sui redditi d’affitto a favore dei proprietari e dall’altro in una detrazione sul canone pagato sino a 250 euro mensili, per chi è in locazione.
IL PDLLE PROMESSE DEL PDL:
- abolizione Ici,
- agevolazioni muti, fiscalità di vantaggio per proprietari e affittuari
- 100.000 nuovi alloggi
- sostituzione edilizia
Per la coalizione di FI, An e Carroccio l’abolizione dell’Ici senza oneri per i Comuni è un intervento prioritario. Ma tra i sette punti del programma, presentato il 29 febbraio scorso a Roma da Silvio Berlusconi, non c’è solo l’abolizione dell’Ici per chi un tetto lo ha già, ma anche un “piano casa” per dare a tutti un’abitazione. Si punta così alla costruzione di nuovi alloggi (100.000 case popolari in tre anni) da realizzare con il contributo delle banche, attraverso lo scambio tra proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità. Previsto poi un piano di riscatto concordato con le amministrazioni regionali a favore degli inquilini di alloggi pubblici, la riduzione del costo dei mutui, la graduale e progressiva detassazione per gli interventi per il riscaldamento, un fondo pubblico di garanzia per le opere di ristrutturazione, la stabilizzazione delle norme fiscali sulla riqualificazione e, infine, il varo della “legge Obiettivo” per i quartieri svantaggiati e le grandi aree metropolitane.
A favore dei giovani ci sarà poi anche l’istituzione di un bonus locazioni. Ma non è tutto. Per garantire il diritto ad abitare, legato a doppio filo al diritto alla famiglia, il Pdl, ha spiegato Gianfranco Fini il 19 febbraio scorso in occasione di un convegno, intende proporre “una politica degli affitti più attenta alle esigenze di proprietari e affittuari”, per “dare una risposta effettiva al problema del fabbisogno abitativo”.
Una questione che, ha aggiunto, “non riguarda più soltanto i poveri, ma anche quel ceto medio con redditi troppo alti per rientrare nelle graduatorie di edilizia popolare e troppo bassi per permettersi l'accensione di un mutuo e il pagamento dell'affitto a canoni di mercato”. Le politiche per la casa, ha sottolineato ancora Fini, si realizzano anche attraverso “altre politiche, collegate alla qualità della vita, all'urbanistica, al recupero delle periferie”.
Quello cui pensa il numero due del Pdl è una nuova concezione delle città basata sullo strumento della sostituzione edilizia, “per cui si abbia il coraggio di bonificare demolendo e riedificare in modo vivibile”.
UNIONE DI CENTROLE PROMESSE DELLA UNIONE DI CENTRO:
- cedolare secca sugli affitti 20%,
- canoni concordati e usufrutto a vita;
- bonus locazioni per i redditi bassi
Pier Ferdinando Casini, forte dell’accordo con la Rosa Bianca, attacca i suoi due principali rivali, accusando Berlusconi e Veltroni di aver ingaggiato una corsa “a fare promesse che non potranno essere mantenute”. Il leader del centro punta sulla serietà e responsabilità, senza proporre ricette miracolose. Tuttavia nel programma dell’Udc, presentato dall’ex presidente della Camera il primo marzo scorso, le proposte per la casa sembrano attingere allo stesso ricettario di Pd e Pdl: cedolare secca del 20% sugli affitti, in pratica, un’aliquota fissa al 20% dell’Irpef per i redditi da locazione; concessione alle cooperative a proprietà indivisa di aree edificabili a costi e con finanziamenti agevolati, dove l’assegnatario potrà usufruire a vita dell’alloggio a canone agevolato; concessioni edilizie subordinate alla capacità edificatoria, ma nel rispetto delle compatibilità ambientali, con una quota da destinare a residenza sociale con affitti calmierati o alla vendita agevolata per le giovani coppie; istituzione di buono affitto per le famiglie con limitata capacità di reddito. Casini, per rimanere nel concreto, non propone l’abolizione totale dell’Ici, ma il suo azzeramento per chi affitta a canoni concertati (ovvero circa il 20% in meno rispetto ai prezzi di mercato).
SINISTRA L'ARCOBALENOLE PROMESSE DELLA SINISTRA L’ARCOBALENO:
- 1 mld per case popolari
- blocco prolungato degli sfratti
- riscatto abitazioni pubbliche
Ancora sulle locazioni punta il programma di politica abitativa della Sinistra l’Arcobaleno, con la previsione di meccanismi per il riscatto dell’alloggio dopo 20- 30 anni di affitto. Il ministro per la Solidarietà sociale ed esponente di Rifondazione comunista Paolo Ferrero ha annunciato l’intenzione di incrementare il divario tra canoni privati e quelli concordati, non solo attraverso il controllo di questi ultimi ma anche tagliando le detrazioni sui primi. Per rilanciare l’edilizia popolare, la cosa rossa intende recuperare un miliardo di gettito per nuove abitazioni da realizzare e gestire anche attraverso gli enti previdenziali. Infine a favore dei meno abbienti Ferrero promette un rinnovo più duraturo del blocco degli sfratti, prorogato anche di due anni e da applicare anche a chi è moroso. Dal canto suo il leader della cosa rossa Bertinotti ha proposto un “salario sociale e una casa per chi si iscrive al collocamento, per precari e disoccupati”.
LA DESTRALE PROMESSE DE LA DESTRA:
- mutui sociali
- abolizione Ici
- agevolazioni su mutui
Il diritto alla proprietà della casa è al centro delle politiche abitative proposte da La Destra. Il partito di Francesco Storace e Daniela Santanché vuole garantire il diritto all’abitazione di proprietà a ogni famiglia, appoggiare le iniziative per la creazione del “Mutuo sociale”, abolire l’Ici sull’alloggio principale, ampliando le esenzioni per i redditi medio bassi, con l’obiettivo di evitare la creazione di nuove società. Nel programma c’è poi la riduzione delle imposte di successione sulle abitazioni e la promozione di nuovi strumenti di rinegoziazione dei mutui che permettano alle famiglie di superare situazioni di crisi, come quella verificatasi di recente in seguito alla congiuntura economica negativa a livello internazionale. Sul fronte dell’edilizia sociale, la proposta de La Destra è semplice: introdurre il criterio della preferenza nazionale nell’assegnazione degli alloggi popolari.
SOCIALISTIIl partito di Boselli non ha ancora le idee chiare sul suo programma e sulla falsariga di Udc e Rosa Bianca, punta a proporsi come alternativa ai blocchi Pd-Pdl. Le proposte dei socialisti per la casa non sono state al momento ancora delineate, ma tra i principi fondamentali del partito c’è il contrasto alle diverse forme di povertà e di emarginazione, a partire proprio dal diritto all’abitazione come elemento fondamentale per migliorare le condizioni di vita dei cittadini.
GLI ALTRIIn corsa per le politiche ci sono poi anche altre formazioni che possono essere definite “minori” e che non hanno, almeno per ora, delineato programmi specifici sulla casa. Tra queste c’è la Sinistra Critica, il Partito Comunista dei Lavoratori, nato da una scissione interna al Prc, e l’Unione democratica dei consumatori, fondata da Willer Bordon e Roberto Mazione che hanno proposto per palazzo Chigi Bruno De Vita, presidente dell’associazione consumatori dell’Adusbef. C’è poi la provocazione di Giuliano Ferrara, la cui lista punta alla moratorio dell’aborto e una miriade (i simboli accettati dal Viminale sono 147) di liste civiche tra cui molte legate al movimento internet del comico Beppe Grillo.
| Cerca altri articoli |
In Italia si pagano troppe tasse sugli immobili. A confermarlo è lo stesso Ocse che insieme a Confedilizia fotografa quest’oggi come nel 2009 vi è stato un netto aggravio dell’imposizione fiscale in Italia rispetto ai paesi dell’Unione Europea.
L’Italia è fra i Paesi con il...
di Redazione Ai Magazine
Via libera del Senato alla Manovra Monti
Al via la stangata di fine anno “Salva Italia”. Torna l'Ici-Imu sulla prima casa:0,4% con una detrazione sui primi 200 euro. 50 euro di sconto per ciascun figlio di eta' non superiore a 26 anni sino a 400 euro. Prevista la rivalutazione delle rendite catastali al 60%.
I...
di Redazione Ai Magazine
Dalla direttiva servizi - 2006/123/CE- ai decreti di recepimento nel nostro Paese. Come cambia il ruolo dell’agente immobiliare? La direttiva 2006/123/CE sulla liberalizzazione dei servizi, cosiddetta Bolkestein dal nome dell’ex commissario europeo al Mercato interno, l’olandese Frits Bolkestein, aveva tracciato delle linee su...
di Redazione Ai Magazine
Dall’ 1 gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita dovranno riportare l’indice di prestazione energetica degli edifici o delle singole unità immobiliari. L’art. 13, comma 1, lettera “c”, del D.lgs. 3.03.2011 n. 28 (di attuazione della Direttiva 2002/91/CE) ha infatti introdotto nell’art. 6...
di Armando Barsotti
E' vero che la legge e' entrata in vigore da pochi giorni ma, almeno per ora, sulla maggior parte degli annunci immobiliari non c'e' traccia dell'indicazione di prestazione energetica diventata obbligatoria dal primo gennaio.
A riportarla correttamente solo il 4% circa degli annunci pubblicati in questi primi giorni dell'anno, secondo una...
di Redazione Ai Magazine